Il precipizio sopra le nuvole

di Elisa Bergami // pubblicato il 06 Agosto, 2012

Voglio che i miei dipinti siano come una tempesta e che al solo guardarli suscitino un effetto travolgente, tanto da farti chiedere come e perché…” (Fang Lijun)

Quando Fang Lijun, ancora adolescente, incontrò Li Xianting l’impressione che qualcosa sarebbe presto cambiato si manifestò pienamente. All’epoca il critico si stava affermando come una delle voci più influenti all’interno del panorama artistico contemporanea cinese, divenendo un punto di riferimento per tutti coloro che tentavano di orientarsi  in un campo tanto inesplorato quanto stimolante.
E’ innegabile che per molti degli artisti che Li Xianting considerava tali, le porte del successo e della notorietà si aprirono senza troppe difficoltà, ma il valore aggiunto di Feng Lijun nato nel 1963 a Handan (Hebei) fu il suo essere uno dei rappresentanti di quel Realismo Cinico che figurava come uno dei primi movimenti di controtendenza a sfondo politico apparsi in Cina.
Fang Lijun 2010, 2010
E’ ormai storia nota che i terribili fatti di Tian’anmen furono scelti come punto di partenza per una totale revisione non solo della storia sociale ma anche, e soprattutto, della storia artistica del Paese; è, altresì, evidente che l’analisi socio-politica degli avvenimenti dispiegatisi nel corso del Novecento (con particolare riferimento alla Rivoluzione Culturale) fino ad arrivare all’attuale boom economico, abbia rappresentato un’inesauribile fonte di ispirazione per una rilettura umoristica, tagliente ed “aggressiva” della realtà.

La GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino ospita, fino al 30 settembre e con la curatela di Danilo Eccher, la prima grande mostra personale di Fang Lijun, trasformando Torino nell’epicentro temporaneo di un “terremoto visivo” senza eguali.
Fang Lijun 2007.4.6, 2007
Costruiti attorno alla narrazione bidimensionale della perdita e della disillusione, i dipinti trasmettono suggestioni immaginate in uno stile illustrativo e iper colorato in cui i personaggi umani, laddove presenti, vengono raffigurati come singoli rappresentanti della moltitudine, in balia degli eventi, del tempo e del destino.
Ordinata nei due spazi espositivi del Museo, l’Exhibition Area del primo piano e il GAM Underground Project del piano interrato, la mostra accoglie il visitatore restituendo i mondi fantastici di un artista che ha dedicato la sua vita alla resa della relazione tra l’Umanità e la Natura.
I dipinti sono grandiosi, ordinati per suggestioni e senza seguire un ordine cronologico preciso, anche se la particolarità delle opere di Fang è quella di non avere un titolo - pur non essendo degli Untitled, bensì la data a distinguere la sua produzione. Così ad esempio in 2005-2007 le nubi si allargano a formare un vortice, inghiottendo bambini addormentati, per questo inermi sia nella nudità del corpo che nello spirito, che poggiano su gabbiani evanescenti creati dalle stesse nuvole.
Ancora un neonato è protagonista di 2007.4.6: immerso in un acqua scura piange disperato, avvolto da una girandola di piccole libellule colorate e fastidiose, possibili rappresentazioni delle difficoltà che sicuramente si avvicenderanno nel corso del suo cammino di crescita.
Fang Lijun 2010, 2010
L’Uomo e la Natura, così minuziosamente indagati nella prima sala, lasciano il posto poi all’intreccio tra la Vita e la Morte nell’Underground Project.
La Morte è un soggetto rintracciabile in svariati dipinti, sublimata o metaforicamente rappresentata sotto forma di topi, pipistrelli o larve, oppure accentuata dalla presenza di corpi esangui, cadaveri di personaggi famosi, protagonisti della Rivoluzione Culturale o della repressione di Piazza Tian’anmen.
In 2010, grande dipinto largo quasi 9 metri, si riconoscono tra i caduti il volto di Lenin e i morti della settimana di sangue di Parigi nel 1871, come a voler raccogliere in un grande vaso di Pandora alcune tra le tragedie più eclatanti della storia mondiale, per poi liberarle e incastonarle sulla tela.
Allestimento Underground Project
L’esposizione è arricchita, infine, da alcune opere inedite terminate nelle settimane precedenti l’inaugurazione della mostra, tra cui spicca 2011-2012, raffigurante una città di grattacieli avvolta dalla nebbia scura con un unico piccolo spiraglio di luce appena soffusa che permette di vedere le consuete miriadi di farfalle colorate in compagnia di tetri pipistrelli e topi...in fondo la vita, così come l’essere umano, presenta un animo che definire ambivalente è quasi un eufemismo, dunque che Fang Lijun rappresenti il dualismo insito in ognuno di noi e nel mondo che ci circonda lo fa apparire un po’ più aderente alla nostra realtà, in maniera geniale e creativa ovviamente!

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Fang Lijun 2010, 2010
    olio su tela/oil on canvas, cm 400×875 (cinque pannelli/five panels)
  2. Fang Lijun 2007.4.6, 2007
    olio su tela/oil on canvas, cm 180×140, The Aegidius Collection, Courtesy Alexander Ochs Galleries, Berlin │Beijing
  3. Fang Lijun 2005-2007, 2007
    olio su tela/oil on canvas, cm 400×704
  4. Fang Lijun 2010, 2010
    olio su tela/oil on canvas, cm 400×875 (cinque pannelli/five panels)
  5. Allestimento Underground Project (Photo Robino)

In copertina:
Un particolare da Fang Lijun 2010, 2010
olio su tela/oil on canvas, cm 400×875 (cinque pannelli/five panels)

 

Catalogo edito per il tipi di Charta

Mappa

Dove e quando

FANG LIJUN. IL PRECIPIZIO SOPRA LE NUVOLE

  • Date : 22 Giugno, 2012 - 30 Settembre, 2012
  • Sito web

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