Il medico di campagna

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 16 Dicembre, 2016

Il medico di campagna 1Il regista Thomas Lilti prima di essere un cineasta si è laureato in medicina ed ha esercitato la professione medica fino a due anni fa, quando il successo del suo secondo film gli ha fatto abbandonare il camice per dedicarsi completamente alla settima arte.
Questo suo vissuto professionale si riverbera non solo nelle storie che ha fino ad ora portato sullo schermo, ma anche e soprattutto in una sensibilità particolarmente attenta alla costruzione dei personaggi, ritratti umani che acquistano dimensione reale con mille sfaccettature fin dalla pagina scritta della sceneggiatura. 
Viene naturale pensare che una tale capacità d’osservazione delle dinamiche umane, vividissima nella rappresentazione cinematografica, affondi le sue radici nell’ascolto dell’altro alla base di una disciplina professionale vissuta come vocazione e precisa scelta di vita. Dopo l’esordio con il poliziesco Les yeux bandés (2007) nel successivo Hippocrate (2014) Thomas Lilti ha raccontato vita e conflitti all’interno di un grande ospedale di città, ingranaggio della sanità pubblica schiacciato dalla burocrazia, seguendo in corsia il percorso del giovane Benjamin tra entusiasmi e disillusione. 
Il medico di campagna è la sua terza prova dietro la macchina da presa e la prima ad arrivare finalmente in Italia - grazie a Bim Distribuzione - sugli schermi delle feste dal prossimo 22 dicembre.
Il medico di campagna 2
Il dottor Jean-Pierre Werner, interpretato con totale abnegazione da uno splendido Francois Cluzet, è medico di campagna attivo in una vasta area rurale divisa tra due diversi distretti amministrativi.
Impegnato a sopperire da solo alle carenze del sistema - tagli politici alla spesa sociale hanno creato una diffusa 'desertificazione sanitaria' fuori dalle grandi città - un giorno al dottore viene diagnosticato un tumore al lobo temporale sinistro e tace la scoperta a rischio della sua salute, temendo un ostacolo allo svolgimento della professione.
Contrariato e diffidente, restio a delegare, il medico dovrà accettare di malavoglia l’aiuto della giovane Nathalie inviata dal collega che lo ha in cura, preoccupato dalla sua iperattività professionale.
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Presentato in anteprima nazionale all’ottava edizione di France Odeon, Il medico di campagna nella contrapposizione dei due personaggi principali mette in scena l’incontro scontro tra visioni distanti, inevitabilmente vincolate a esperienze diverse, ma nutrite dalla stessa sana caparbietà nell’affrontare gli ostacoli portati dalla vita.
Con leggerezza e partecipazione, tra risate e commozione, il film affronta temi sociali universali con implicazioni politiche: s’interroga sul confine etico invalicabile tra cura e accanimento terapeutico, tra eutanasia e rapporto personale di fiducia medico paziente.
Il medico di campagna 4
Un cast incredibile di attori straordinari contribuisce alla creazione di una tale carica di verità da far dimenticare completamente, anche davanti ai ruoli più piccoli che sembrano esistere comunque fuori dalla manciata di minuti in cui sono sullo schermo, la mediazione della finzione cinematografica.
Il regista Thomas Lilti - che abbiamo incontrato a Firenze dove ha accompagnato l’esordio italiano del film - ci ha detto di aver fornito a ognuno qualcosa da difendere, un tassello importante del quadro d’insieme.
Dopo molte prove preliminari il cineasta ha lasciato spazio all’improvvisazione e al tocco di realismo che nasce dall’interazione tra gli attori, il suo Cinema si nutre del lavoro collettivo degli interpreti che dando il meglio di sé stimolano gli altri ad alzare la posta puntando sempre più in alto.
Il medico di campagna 5
Francois Cluzet nell’incarnare un uomo così votato alla missione di Ippocrate da superare ogni esigenza stessa della sua individualità, si è donato completamente al film rinunciando a ogni istrionismo attoriale, con l’unico obiettivo di un ottimo risultato finale.
Il medico di campagna è un film delicato e sincero, un'opera emozionante lontana dagli stereotipi, che sa appagare coniugando divertimento e riflessione. Da non perdere.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. La locandina di Hippocrate (2012) / Il regista Thomas Lilti ospite al France Odeon (© foto Andrea Mancaniello)
  3. Francois Cluzet è il dottor Werner, dall'intransigenza alla complicità
  4. Marianne Denicourt è Nathalie, indipendente e determinata
  5. Il medico di campagna: vocazione di una vita
    .
    (© 2016 31 Juin Films / Les Films du Parc / Cinefrance / Le Pacte / France 2 Cinéma)

In copertina:
Francois Cluzet e Marianne Denicourt sono il dottor Werner e Nathalie
[particolar e della locandina]
(© 2016 31 Juin Films / Les Films du Parc / Cinefrance / Le Pacte / France 2 Cinéma)

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Médecin de campagne
  • Regia: Thomas Lilti
  • Con: Francois Cluzet, Marianne Denicourt, Isabelle Sadoyan, Félix Moati, Christophe Odent, Patrick Descamps, Guy Faucher, Margaux Fabre, Julien Lucas, Yohann Goetzmann, Josée Laprun, Philippe Bertin, Geraldine Schitter
  • Sceneggiatura: Thomas Lilti, Baya Kasmi
  • Fotografia: Nicolas Gaurin
  • Musica: Alexandre Lier, Sylvain Ohrel, Nicolas Weil
  • Montaggio: Christel Dewynter
  • Scenografia: Philippe Van Herwijnen
  • Costumi: Dorothée Guirard
  • Produzione: Agnès Vallée e Emmanuel Barraux per 31 Juin Films e Les Films du Parc in coproduzione con Cinefrance, La Pacte e France 2 Cinéma in associazione con Sabah 5 Productions, con la partecipazione di France Télévisions, Canal+ e Ciné+ con il sostegno de La Région Île-de-France e del Centre National du Cinéma et de l’image animée, la Procirep e l’Angoa
  • Genere: Commedia
  • Origine: Francia, 2016
  • Durata: 102' minuti