Il magico mondo del cinema d’animazione russo 1/2

di Marina Komarova // pubblicato il 20 Marzo, 2012

Nella mia infanzia, come tanti bambini cresciuti dietro la famosa “cortina di ferro”, guardavamo cartoni animati nazionali, molto diversi da quelli conosciuti nel resto del mondo occidentale. L’URSS era un importante produttore a livello mondiale di cinema d’animazione, solo che noi bambini li potevamo guardare di rado. Ricordo che, come molti miei coetanei, di norma il sabato e la domenica, sottolineavo con un segno rosso sul giornale la pagina dei programmi TV alla voce prediletta “Cartoni animati”; la sera trasmettevano un programma Spokoynoy nochi, malyshi! (Buona notte, piccini!) della durata di 15 minuti circa in cui dopo una storia rappresentata con pupazzi animati seguiva un corto a cartoni animati. A volte potevamo assistere ad una miscellanea di cartoni animati presso il cinema vicino casa: erano sempre bellissimi, forse perché visti non così di frequente come i bambini adesso; li reputavo così preziosi tanto che m’incollavo davanti allo schermo per ricordare più a lungo ogni dettaglio e particolare.
Ivan Ivanov-Vano, Konyòk Gorbunòk (Cavallino dalla schiena gobba) / / Иван Иванов-Вано, Конёк-Горбунок, Союзмультфильм
Pochi di noi però, ammaliati dalla magia delle immagini, si sono domandati dove e come nasceva un film d’animazione. Qualche anno fa uno storico del cinema russo, Viktor Bocharov, scoprì dei fotogrammi di un film girato da un coreografo di San Pietroburgo, Aleksandr Shirijaev, risalenti al 1906 dove su una scenografia statica ballavano delle bambole. Più famoso risulta il lavoro del biologo Ladyslaw Starevicz che produsse nel 1912 alcune pellicole girate a passo uno, dove protagonisti erano insetti animati, che riscossero grande successo in patria e all’estero. Sempre Starewitz ne La Notte prima di Natale  (1913), basato su un racconto di N. Gogol’, riuscì ad unire per la prima volta attori veri e d’animazione nella stessa scena. Dopo la rivoluzione del 1917, si dovette attendere qualche anno, prima che alcuni gruppi di animatori riprendessero a fare cinema d’animazione con l’utilizzo di marionette a due dimensioni. Negli anni ’20 il cinema d’animazione divenne sopratutto di propaganda; indirizzato ad un pubblico adulto, i cortometraggi erano manifesti politici, con parodie e caricature del mondo “non sovietico”.
Fyòdor Khitrùk, La storia di un crimine / / Фёдор Хитрук, История одного преступления
All’inizio degli anni ’30, a Mosca si svolse un festival sull’animazione americana. Lo stile “Disney” impressionò non solo i pittori sovietici, ma anche i dirigenti politici divenendo un modello negli anni successivi. Nel 1936,  per ordine di Stalin, a Mosca, venne fondato lo studio Soyuzmultfilm, riunendo molti animatori ex liberi professionisti, ricalcando proprio l’esperienza americana con la stessa tecnologia “a catena di montaggio” e producendo i primi lungometraggi. In 70 anni, lo studio produsse più di 1500 film d’animazione. Durante la seconda guerra mondiale, gli studi furono evacuati a Samarcanda dove vennero prodotti film su temi patriottici. Molti pittori importanti che lavoravano per Soyuzmultfilm furono richiamati al fronte, moltissimi non fecero ritorno; questo portò in quegli anni ad una forte diminuzione della produzione, allo stesso tempo, la censura, che sommessamente partecipava al processo di produzione dei film fino al crollo dell’URSS, abbassò la pressione sui controlli dando la possibilità ad alcuni animatori di cominciare ad allontanarsi dai canoni di Disney per lasciarli definitivamente dopo la morte di Stalin.
Fyòdor Khitrùk, L’uomo nella cornice / Фёдор Хитрук, Человек в рамке
Nel primo dopoguerra quando il realismo socialista predominava in tutto il paese e in tutte le arti, vennero creati bellissimi lungometraggi con storie per bambini basate su fiabe russe ed europee. Famosi, fino ai giorni nostri, rimangono i film Konyòk Gorbunòk (Cavallino dalla schiena gobba (1947 e re-make del 1975) e Oche-Cigni (1949). Già da allora il genere prediletto era la fiaba popolare o d’autore (come Andersen o Kipling) insieme a tanti riadattamenti, in chiave d’animazione, delle opere  della letteratura classica russa.
Fyòdor Khitrùk, L’isola / Фёдор Хитрук, Остров,
Negli anni ’50 gli animatori russi, come anche i colleghi americani, utilizzarono la tecnica del rotoscopio (Éclair), per la realizzazione di film basati su fiabe di Puškin - La fiaba del pescatore e del pesciolino (1950) e La fiaba della zarevna morta e dei sette bogatyri (1951), di Gogol’ - La Notte prima di Natale (1951), di Cechov – Kashtanka (1952), ma anche la fiaba de L’antilope d’oro (1954) e l’analogo russo de La Bella e la Bestia - Fiorellino Scarlatto (1952), caratterizzati da una lenta narrazione fiabesca e didattica, da una ricerca artistica delle immagini, da un disegno precisissimo e dal realismo, sia nella rappresentazione dei personaggi sia dei loro movimenti: infatti, il disegnatore tracciava le scene a partire dalla base di una pellicola filmata, in precedenza, con attori veri imprimendo, così, alcune tracce ai personaggi da animare. Una tale imitazione della realtà era vissuta, come risulta da interviste fatte a importanti animatori molti anni dopo, come una situazione d’impasse in quanto combattuti tra il bisogno dello sviluppo e del perfezionamento della loro arte e il carattere “precario” dell’utilizzo dell’Éclair. Questo non ha impedito al lungometraggio di Lev Atamanov La Regina di Neve di vincere il premio del festival di Venezia, nel 1957, e, nel 1958, al festival di Roma. Col tempo, comunque, sono stati rivalutati anche i metodi d’animazione classica, tracciando le vie per uno sviluppo successivo indipendente dalla scuola d’animazione nazionale. Rimane il fatto interessante che in quegl’anni i cartoni animati per gli adulti erano quasi assenti.
Fyòdor Khitrùk, Winnie Puh / Фёдор Хитрук, Винни Пух
Una particolarità degli operatori d’animazione russa è di non essere legati strettamente alla propria professione, ma di sconfinare anche nella regia, nella scenografia, nel montaggio e nella produzione, così da partecipare come disegnatori, o altro, a film di colleghi che adottavano anche stili differenti dal proprio. Con l’arrivo degli anni ’60 quando l’animazione uscì, finalmente, dall’orbita “disneyiana”, iniziò la cosi detta “epoca dell’animazione d’autore”. Gli sfondi e i personaggi realistici lasciarono il posto ad uno stile caricaturale, con protagonisti buffi, bidimensionali e immaginari. La nascita di questo nuovo periodo nella produzione della Soyuzmultfilm è legata al nome di Fyòdor Khitrùk, già loro collaboratore come disegnatore dal 1938, ma debuttante come regista con La storia di un crimine (1962). Questo film tratta di un “uomo piccolo” (simile ai personaggi della letteratura classica russa) portato al crimine dall'insonnia provocata dai rumori delle case vicine, disegnato, il tutto, in chiave “minimalista”, senza tanti particolari, riuscendo a rendere il personaggio ed il suo mondo particolarmente espressivi. Il carattere convenzionale della grafica si unisce qui con l’iperrealismo: la TV in casa del protagonista trasmette un film vero, quella in casa del suo vicino, la voce reale di un commentatore sportivo. Molto famoso è anche il suo film L’uomo nella cornice (1966), trattato ironico contro l’immobilismo di un impiegato statale, la storia di un Robinson moderno L’Isola (1973), le sue riflessioni filosofiche sull'eterno desiderio umano di volare Icaro e i saggi (1976), i film ironici Ti regalo una stella (1974) ed il mitico Film, film, film! (1968) che svela i “segreti” e le fatiche dietro le quinte dei cine-produttori. Sempre in questi anni esce anche un’altra parodia cinematografica Una rapina all’ …(1978) che imita scherzosamente gli stili narrativi dei film americani, francesi, italiani e russi. Khitrùk, nella sua lunga carriera, ha prodotto circa 200 film: ironici e allo stesso tempo sentimentali, orientati anche ad un pubblico adulto. Con i suoi cartoni, l’arte dell’animazione non viene più considerata come un prodotto solo per bambini, anche se è proprio alla sua maestria che dobbiamo il successo del film per i più piccoli Toptýzhka (1964), dove i personaggi, un orsetto e un leprotto, sono resi “pelosi” da un segno grafico molto particolare. Inoltre Khitrùk ha prodotto una serie di film tra i più amati in Russia – Winnie Puh (1969-1972) tratti dal libro di A. Milne, con un buffo orsetto semplice, un po’ filosofo, ed i suoi compagni d’avventura, personaggi molto stravaganti che sono diventati, malgrado loro, protagonisti di storielle e di citazioni per celia.
Boris Stepanzev, Il Piccolo e Karlsson / Борис Степанцев, Малыш и Карлсон
Dalla “scuola” di Khitrùk sono usciti numerosi disegnatori. I personaggi dei loro film risultano pensierosi e sognatori, contemplatori delle cose belle, caratteristiche che derivano sopratutto dalla letteratura classica russa. In questi film lo scorrere del tempo è lento, i personaggi possono contemplare a lungo la natura, cantare con gli amici, conversare e riflettere con la semplicità dei bambini sulle stranezze e i paradossi della vita, diversamente dai loro “colleghi” occidentali, non hanno bisogno di correre sempre freneticamente. Questi “sognatori” un po’ strani, dall’aspetto romantico e dal cuore nobile diventano, negli anni ’70, i personaggi più amati da grandi e piccoli: il leone Bonifazio ed il Winnie Puh di Khitrùk, il Riccio nella nebbia di Norstein, “il Piccolo e Karlsson” dai racconti della svedese Astrid Lindgren (1968-1970). Anche i protagonisti della serie Nu, pogodi! (Me la pagherai! 1969-1986) un lupo e una lepre antagonisti, paragonabili forse a qualche personaggio dei Looney Tunes della Warner Brothers, risultano semplici, poco furbi e non troppo dinamici. Il  motivo, forse, del loro successo sta nel fatto che i personaggi riflettono diverse realtà della vita quotidiana dell’allora URSS con le quali sono costretti a vivere e convivere: un lupo irrispettoso, al di sopra delle regole del normale comportamento e la lepre, modello sovietico di scolaro, sportivo e cittadino ideale.
Vjačeslav Kotënočkin, Nu, pogodi! (Me la pagherai!) / Вячеслав Котёночкин, Ну, погоди!

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Ivan Ivanov-Vano, Konyòk Gorbunòk (Cavallino dalla schiena gobba) / / Иван Иванов-Вано, Конёк-Горбунок, Союзмультфильм
    Soyuzmultfilm, 1947 e re-make del 1975
  2. Fyòdor Khitrùk, La storia di un crimine / / Фёдор Хитрук, История одного преступления
    Soyuzmultfilm, 1962 / Союзмультфильм, 1962
  3. Fyòdor Khitrùk, L’uomo nella cornice / Фёдор Хитрук, Человек в рамке
    Soyuzmultfilm, 1966 / Союзмультфильм, 1966
  4. Fyòdor Khitrùk, L’isola / Фёдор Хитрук, Остров,
    Soyuzmultfilm, 1973 / Союзмультфильм, 1973
  5. Fyòdor Khitrùk, Winnie Puh / Фёдор Хитрук, Винни Пух
    Soyuzmultfilm, 1969-1972 / Союзмультфильм, 1969-1972
  6. Boris Stepanzev, Il Piccolo e Karlsson / Борис Степанцев, Малыш и Карлсон
    Soyuzmultfilm, 1968 / Союзмультфильм, 1968
  7. Vjačeslav Kotënočkin, Nu, pogodi! (Me la pagherai!) / Вячеслав Котёночкин, Ну, погоди!
    Soyuzmultfilm, 1969-1986 / Союзмультфильм, 1969-1986

In copertina:
Ivan Ivanov-Vano, La fiaba della zarevna morta e dei sette / Иван Иванов-Вано, Сказка о мёртвой царевне и семи богатырях
Soyuzmultfilm, 1951 / Союзмультфильм, 1951