Il libero addio

di Davide Giuseppe Colasanto // pubblicato il 10 Novembre, 2011

Laura pugno antartideLaura Pugno torna nelle librerie italiane con il romanzo Antartide, edito da Minimum Fax. Matteo è costretto a tornare in Italia dopo un incidente, avvolto dal sospetto del suicido, incorso nelle gelide acque dell'Antartide. A Roma una spirale di eventi misteriosi e funesti travolge il protagonista. Niccolò Bechis, padre di Mattero, muore per un aneurisma cerebrale su un treno diretto al nord Italia. Poco tempo dopo anche il padre di Sonia, ex moglie di Matteo, scompare nello stesso luogo misterioso nel quale era diretto Niccolò: la Casa di Miriam, un centro d'accoglienza per anziani disperso tra i boschi del massiccio Argentera-Mercantour. Da queste premesse il lettore segue le peregrinazioni ed i nuovi incontri del protagonista alla ricerca di maggiori delucidazioni su quel posto misterioso e sugli ultimi voleri del padre.

Il romanzo, tuttavia, non risponde fermamente ai canoni del giallo. Il mistero aleggia fumoso ed evanescente perché i suoi caratteri sono sapientemente mischiati da una scrittura scorrevole, in costante e fluente movimento. La scrittrice riesce a non cadere nel genere, a sfruttarne solo le apparenze per caricare marcatori riconoscibili alla sua narrazione. Sono numerose le scene con apparizioni di personaggi misteriosi, di spiegazioni incomplete e di brumose descrizioni, ma questi fattori permettono al lettore d'avere un gradino più saldo, una scala mobile conosciuta, che possa più facilmente condurlo al cuore del romanzo, alla sua tematica principale ovvero la morte naturale, con tutte le implicazioni ch'essa sprigiona nella società contemporanea.

La vera incarnazione letteraria di tale tematica è il luogo fulcro di tutti gli avvenimenti al quale ogni personaggio è indissolubilmente legato: la Casa di Miriam, lo chalet di montagna che rappresenta l'ultimo approdo. Innumerevoli sono i caratteri che fanno di questo luogo il centro catalizzatore del romanzo. Lo chalet è innanzitutto lontano ed isolato, sperduto tra le alpi. Il legame con la fine ultima della vita è poi subito evidenziato da due aspetti, uno umano e l'altro tecnico. Il centro è popolato da anziani, ciascuno precedentemente in lotta con la morte, ed è dotato di un servizio di cremazione. Con lo scorrere delle pagine, la Casa di Miriam diviene sempre più il posto dove andare a morire, troncando ogni legame col passato. Tutti i personaggi che vi si accostano preparano la loro dipartita, stroncando ogni rapporto precedente, proprio come evidenziato dalle azioni di Niccolò, papà di Matteo.
Un altro aspetto fortemente caratterizzante è individuato dai personaggi “nativi”: Gabriel, Miriam e Cati, sono sfuggenti, appaiono e scompaiono misteriosamente, all'insaputa degli “esterni”, ma allo stesso tempo la loro presenza è necessaria in quanto si mostrano come unici punti fissi ai quali aggrapparsi in un mondo sconosciuto.
I luoghi naturali concludono la caratterizzazione dell'intero paesaggio. Il bosco, selvaggio, intricato e labirintico trova una simbolica posizione, a metà tra il confine dei due stati, Francia e Italia, che accresce il suo senso magico e mitico direttamente legato agli archetipi primordiali dell'uomo.
È come se lo chalet fosse l'anticamera dell'aldilà, un limbo temporaneo che facilita il distacco dalla vita prima del ritorno panico con la morte naturale (nel bosco) fredda e vorace (si pensi agli accenni di Gabriel sul modo in cui debbano essere resi alla natura i cadaveri, sbranati dai lupi, dagli animali).
La natura estrema diventa la vera protagonista, richiamo al titolo Antartide, dove lo stesso protagonista sfiora la morte, a metà tra l'inconscio e la consapevolezza di perdersi nelle gelide acque.
Vero e proprio sancta sanctorum dell'addio che trova sublime conclusione con la costruzione della pira per la cremazione, rito a cui tutta la comunità partecipa, riconnettendo, ancora una volta, la celebrazione della morte alle antiche usanze dell'uomo, maggiormente legate alla natura.

Laura Pugno riesce a dar voce al bisogno di riflessione sulla richiesta d'una morte diversa, d'una morte voluta, d'una morte scelta. La scrittrice costruisce un mondo che ci accompagna pian piano su questa strada, rassicurandoci ma non troppo per essere poi pronti a comprendere il suo messaggio finale: un ultimo libero addio come solo quello naturale può essere.
 

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Laura Pugno, Antartide

In copertina:
Antartide di Laura Pugno

Antartide
Laura Pugno
pagg. 110
Minimum Fax