Il gioco più bello del mondo?

di Jacopo Mamberti // pubblicato il 06 Agosto, 2012

Nel mese di Agosto ogni anno prende il via una corsa che dura nove mesi, che si svolge negli stadi, nei salotti televisivi, nei bar ed in ogni luogo nel quale sia presente un famoso quotidiano rosa ed una sciarpa colorata spesso a righe.

Nel mese di Agosto ogni anno si vivono anche gli ultimi palpitanti momenti del mercato dei calciatori, visto come la borsa animali dai tifosi, che spostano soldi, pedine, speranze ed illusioni guardando come l'undici titolare della propria squadra cambi giorno dopo giorno.
Sono gli stessi tifosi che su un foglio di A4 carpito in ufficio disegnano la propria formazione, cancellando i nomi di chi ha deluso, cerchiando di rosso il giocatore preferito e annotando in basso il giocatore che il Presidente, “frugandosi nelle tasche piene di serpi”, deve assolutamente comprare.
Sono gli stessi tifosi che, in questo mese, diventano esperti di finanza, di opzioni, di prestiti con diritto di riscatto e di prestiti con obbligo di riscatto siglato in una scrittura privata a parte, abili a far di conto ed a vedere l'utile nel riuscire ad acquistare, insieme al Commendator Borlotti, “i tre quarti di Gentile e i sette ottavi di Collovati, più la metà di Mike Bongiorno”.

È nel mese di Agosto che comincia l'unica celebrazione religiosa che dura quanto una gravidanza, alla quale si piegano la circolazione urbana, i palinsesti televisivi, le domeniche di chi – pare esista – non segue il campionato di calcio. In ogni caso, siamo tutti protagonisti di una interminabile processione per gli impianti dello Stivale al seguito della propria squadra con in mano il biglietto o il telecomando.

È una festa paesana di tutta l'Italia nella quale girano tanta passione quanti interessi.
I diritti televisivi valgono quanto cento garage pieni di Ferrari testa rossa e sono spartiti come una torta di Swarovski.
Le Società sono quotate in borsa, ogni dichiarazione è soppesata col bilancino ed è causa di aritmie sul mercato borsistico (quello vero!).
Le Società sono piene di debiti, alcune falliscono, ma il titolo sportivo non muore, arriva in un amen nelle mani del Sindaco della città o del paese, il quale va alla ricerca di un folle mecenate o di un abile imprenditore o di una persona che abbia entrambe le qualità.
Le Società sono (state?) piene di debiti nei confronti dello Stato, ma per alcune non ci sono stati problemi: grazie ad un sistema di rateizzazione al quale tutti noi possiamo accedere (sic!), il debito con l'Erario è stato spalmato in quattro o cinque lustri.
Alcuni giocatori hanno confessato o sono stati accusati, anche dalla magistratura ordinaria, di aver falsato l'andamento di alcune partite e di averne accomodato i risultati. In questo quadro a tinte fosche sono apparsi personaggi dal nome impronunciabile che dal Lontano Oriente, con l'intermediazione di individui senza scrupoli dell'Europa dell'Est e la compiacenza o il silenzio di ultras ed addetti ai lavori, avrebbero dato il via alla scalata al business delle scommesse sportive come fosse una OPA.
Pallone
Dietro a tutto questo c'è un gioco divertente, semplice nelle regole, facile da giocare per tutti: basta avere un paio di scarpe da ginnastica, un pallone (o un amico che possiede un pallone) ed un qualcosa di qualsiasi forma per fare i pali.

Buona Serie A TIM (ah... gli sponsor, ci sono anche loro) a tutti.
 

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Pallone (foto)

 
{!-- Google Maps Stuff