Il cliente   (Forushande)

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 09 Dicembre, 2016

Il cliente forushande 1Teheran, Emad e sua moglie Rana sono attori di una compagnia teatrale che sta mettendo in scena Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller quando, improvvisamente, una grave lesione al palazzo in cui vivono provocata da un cantiere vicino li costringe a un’evacuazione forzata.
L’urgenza del momento, unita alle difficoltà economiche nel recuperare la caparra dell’affitto, spinge i coniugi ad accettare senza troppe domande l’aiuto di un conoscente che procura loro alloggio temporaneo in un appartamento appena lasciato libero da una misteriosa inquilina.
Una sera rincasando Emad scopre che Rana è stata aggredita in casa da uno sconosciuto e portata in ospedale dai vicini; l’episodio pare correlato alla reputazione equivoca della donna che abitava lì prima di loro.
Nonostante il trauma e lo spavento Rana nutre sentimenti di perdono e non vuole denunciare l’accaduto, anche per non subire l’inquisizione a cui le indagini la sottoporrebbero, mentre suo marito colpito nell’orgoglio e nella dignità sviluppa una distruttiva sete di vendetta.
Metterà in campo ogni mezzo a disposizione per identificare il colpevole, pronto a travolgere tutto in una caccia senza pietà, incapace di risparmiare persino se stesso e la sua integrità.
Il cliente forushande 2
Dopo la trasferta parigina del precedente Il passato il premio Oscar 2012 per Una separazione Asghar Farhadi torna a raccontare la sua amata terra d’origine - l’Iran - utilizzando com’è nel suo stile simbologie metaforiche per rappresentare le contraddizioni della società iraniana contemporanea.
Abile a muoversi tra le maglie censorie del regime il cineasta mette nuovamente al centro della vicenda un rapporto di coppia, embrione di ogni nucleo familiare, particella di base della società. 
Così seguendo i coniugi protagonisti e i loro rapporti con gli altri il film mostra l’Iran contemporaneo sotto l'attuale regime.
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La frattura delle pareti di casa è metafora della perdita di ogni sicurezza per personaggi vulnerabili, colpiti nella propria intimità domestica, in un potente crescendo da thriller che rapido scivola alla risoluzione finale e, come già nelle opere precedenti di Farhadi, lascia sul campo solo meschinerie e fragilità umane non codificabili in nette divisioni tra buoni e cattivi.
L’ultima immagine con Emad al trucco prima di entrare in scena è segno di una perdita dell’innocenza, in termini di comprensione e solidarietà, con la ricostruzione di una maschera sociale dietro la quale niente potrà essere più lo stesso.
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La complessità delle relazioni umane è tema portante di tutta la filmografia del cineasta iraniano, sette lungometraggi di cui solo gli ultimi quattro sono arrivati in Italia.
Il cliente usa l’immagine degli edifici come plastica rappresentazione dei rapporti tra le persone; entrambi hanno bisogno di cura e in una spinta tutta tesa al progresso chi non riesce a stare al passo con la modernità viene sacrificato, come le vecchie costruzioni oggi demolite a Teheran per dare spazio a nuovi assetti urbanistici.
Una presenza invisibile si avverte incombere nel film, un contrasto fra antica tradizione e soprusi moderni con l’arcaica invadenza dello Stato nella morale privata.
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Presentato in concorso all’ultimo festival di Cannes dove ha conquistato un doppio riconoscimento, alla sceneggiatura e alla miglior interpretazione maschile al protagonista Shahab Hosseini, Il cliente che nel titolo internazionale 'The salesman' palesava il richiamo diretto all’opera di Miller 'Death of a salesman' sarà sugli schermi italiani dal prossimo 5 gennaio distribuito da Lucky Red.
Una visione da non mancare in attesa del prossimo progetto di Asghar Farhadi ambientato in Spagna, coprodotto dai fratelli Almodóvar con i coniugi Penélope Cruz e Javier Bardem.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Shahab Hosseini e Taraneh Alidoosti sono i coniugi Emad e Rana, vendetta e perdono
  3. Il regista Asghar Farhadi / Rana: comprensione e consapevolezza / Emad: orgoglio e furore
  4. Un rapporto di coppia messo in crisi dagli eventi
  5. Asghar Farhadi al lavoro sul set e a Cannes, col premio alla sceneggiatura e con Shahab Hosseini
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    (© 2016 Memento Production / Asghar Farhadi Production / Arte France)

In copertina:
Taraneh Alidoosti è Rana (© 2016 Memento Production / Asghar Farhadi Production / Arte France)

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Forushande
  • Regia: Asghar Farhadi
  • Con: Shahab Hosseini, Taraneh Alidoosti, Babak Karimi, Farid Sajjadihosseini, Mina Sadati, Maral Bani Adam, Mehdi Kooshki, Emad Emami, Shirin Aghakashi, Mojtaba Pirzadeh, Sahra Asadollahe, Ehteram Boroumand, Sam Valipour
  • Sceneggiatura: Asghar Farhadi
  • Fotografia: Hossein Jafarian
  • Musica: Sattar Oraki
  • Montaggio: Hayedeh Safiyari
  • Scenografia: Keyvan Moghadam
  • Costumi: Sara Samiee
  • Produzione: Alexandre Mallet-Guy e Asghar Farhadi per Memento Films Production e Asghar Farhadi Production in coproduzione Arte France Cinéma in associazione con Memento Films Distribution, Doha Film Institute e Arte France
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Iran / Francia, 2016
  • Durata: 125' minuti