Il Campidoglio

di Sara Pietrantoni // pubblicato il 28 Gennaio, 2012

Il problema maggiore è che per arrivarci bisogna giocare alla roulette russa del traffico e sperare che qualche automobilista di buon cuore si fermi e, soprattutto, non farsi scoraggiare dall'imponente e bianchissima mole del Vittoriano che sembra nascondere del tutto la vista del Campidoglio. Una volta giunti sul colle si può però godere di una piazza dall'equilibrio perfetto che narra una storia di oltre duemila anni.
I primi insediamenti sul colle si daterebbero infatti, grazia alla scoperta di alcuni frammenti ceramici dell'età del Bronzo, addirittura al XIV-XIII secolo a.C.; l'antichità dell'area ha con tutta la probabilità favorito la nascita di leggende e tradizioni legate ai diversi luoghi del Campidolgio, da quella che vede in Saturno il fondatore del primo villaggio, alla storia di Tarpea, giovane romana che avrebbe tradito i suoi concittadini rivelando ai sabini il modo di espugnare il colle. Quello che è certo è che il Campidoglio fu la sede del culto principale di Roma, quello di Giove Ottimo Massimo, e per questo centro della vita religiosa e sociale della città.

Dal punto di vista morfologico, il Campidoglio è strutturato in una depressione centrale, chiamata Asylum, e in due alture, l'Arx ed il Capitolium propriamente detto: proprio qui venne costruito il grandioso tempio di Giove, nato per volere dei re tarquini ma dedicato nel 509 a.C., primo anno della storia della Repubblica. Il tempio, grandioso e decorato all'inizio da una monumentale (ed etrusca) quadriga in terracotta, fu distrutto e ricostruito numerose volte nel corso dei secoli, in forme sempre più ricche: a testimoniare l'antica grandezza rimangono oggi solo pochi resti del basamento, visibili all'interno dei Musei Capitolini.
Sul lato opposto del colle sorgeva invece il tempio di Giunone Moneta, la cui origine è legata alla riconoscenza dei romani per delle...oche: si racconta infatti che nel 390 a.C., quando i Galli (in questo caso non i pennuti) provarono ad invadere Roma ed il Campidoglio, le uniche ad accorgersi del pericolo furono proprio le oche sacre a Giunone che diedero l'allarme starnazzando a più non posso. Qualche anno dopo lo scampato pericolo venne fondato il tempio dedicato alla dea che ammonisce (monere in latino vuol dire appunto ammonire, avvertire) nell'area occupata oggi dalla basilica dell'Ara Coeli.

I due templi maggiori e la selva di altri piccoli e grandi luoghi di culto, tra cui uno dedicato a Iside, scomparvero piano piano con la caduta dell'impero romano, sostituiti da ruderi ed erbacce: la decadenza del colle era talmente spinta che nel medioevo tutti, dimentichi del glorioso passato, chiamavano il luogo monte Caprino; la situazione muta tuttavia quando, nel 1144, si instaura in città il Comune. L'intento è quello di sganciarsi dall'ingombrate ingerenza papale ed il sogno è di riportare la città ai fasti dell'antichità, il risultato è però deludente visto che i cinquanta senatori eletti in quell'anno si riducono col tempo in maniera progressiva, fino ad arrivare a due, indicati dalle famiglie più potenti, e poi addirittura ad uno soltanto, eletto dal pontefice (nel 1278 diventerà senatore lo stesso papa, Niccolò III). Nonostante il risultato poco esaltante in termini di autonomia, merito della nascita del Comune sarà quello di riportare l'attenzione sul colle del Campidoglio, e di stimolare la costruzione di nuovi edifici che possono essere considerati gli antenati dell'attuale palazzo dei Conservatori e di quello Senatorio.

Proprio quest'ultimo edificio fu teatro degli ultimi momenti di una delle personalità più controverse del medioevo romano, Cola di Rienzo. Profondamente affascinato dalla storia della città ("moito li dilettiva le magnificenze de Iulio Cesari raccontare. Tutta die se speculava nello intagli de marmo li quali iaccio intorno a Roma. Non era aitri che esso che sapessi leiere li antiqui pataffi" scrive il suo anonimo biografo) vorrebbe restaurare l'antica gloria a scapito delle grandi famiglie baronali che in breve lo costringono alla fuga. Al suo ritorno a Roma, qualche anno dopo, il clima non sembra essere mutato ed il suo piano utopistico non riesce più a trovare i consensi che aveva fino a qualche tempo prima. Cola contribuisce molto, a dir la verità, alla caduta verticale della sua reputazione: arrogante, crudele e affetto da evidenti manie di grandezza, attira su di sè l'ira di tutti al punto che verrà assediato proprio all'interno del palazzo Senatorio. Un altro tentativo di fuga stavolta non riesce perché Cola, pur travestito da pastore, dimentica di togliere alcuni bracciali d'oro: la folla ormai inferocita lo riconosce, lo circonda e lo uccide, trascinadolo  quindi per la città fino al mausoleo d'Augusto, dove il suo corpo sarà dato alle fiamme: "là fu fatto un fuoco de cardi secchi" racconta ancora il biografo "in quello fuoco delli cardi fu messo. Era grasso. Per la molta grassezza di sé ardeva volentieri [...]. Così quello cuorpo fu arzo e fu redutto in polve: non ne rimase cica".

La storia moderna del Campidoglio comincia con papa Paolo III Farnese che chiede a Michelangelo di sistemare una piazza poco adatta alla grandezza della città. Il Buonarroti sistema i due palazzi preesistenti e ne progetta un terzo (che sarà tuttavia realizzato solo nel secolo successivo) del tutto simile a quello dei conservatori, per rendere la piazza più simmetrica ed equilibrata: al centro della nuova piazza, che ora guarda verso san Pietro e non più verso il foro, il pontefice chiede insistentemente di porre la statua di Marco Aurelio, fino ad allora collocata al Laterano, scampato alla furia devastatrice del medioevo che ne avrebbe volentieri ricavato materiale per nuove fusioni, per essere stato ritenuto un ritratto del primo imperatore cristiano, Costantino. La statua arriva nel 1538 e lì rimane fino alla scelta di collocarlo, per ragioni di conservazione, all'interno dei musei Capitolini. La copia che oggi é al centro della piazza si fa quindi beffe di tutti i turisti armati di macchina fotografica che lo ritengono originale. Ma chi ha il coraggio di dire loro che non è vero?

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Campidoglio

Palazzo Senatorio


Una convivenza difficile: il Vittoriano e l'Ara Coeli


L'ottocentesca statua di Cola di Rienzo


Marco Aurelio
 

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