Il “Bigollo”

di Francesco Romano // pubblicato il 19 Febbraio, 2012

In una uggiosa domenica di gennaio mi è capitato di visitare un curioso museo fiorentino.
Si tratta del Museo per la matematica “Il giardino di archimede”.
Il Giardino di Archimede si trova a Firenze in Via di San Bartolo a Cintoia all'ultimo piano dell'edificio dell'Istituto alberghiero Buontalenti. Le lande, specie nei brumosi pomeriggi invernali sono un po' desolate e curiosamente i visitatori del museo si mescolano con i tifosi di un vicino campo da rugby.
All'interno del museo, dove è possibile anche organizzare feste per i bambini animate da insegnanti di matematica che cercano di rendere la materia  meno ostica di ciò che i nostri ricordi di infanzia ci suggeriscono, ci sono sezioni dedicate alla geometria, al teorema di Pitagora, alla matematica italiana contemporanea, alle macchine studiate da Galileo, oltre che a una serie di giochi che avvicinano grandi e piccoli a questa materia.

Leonardo PisanoQuello che però mi ha più colpito è stata la sezione dedicata a Leonardo Fibonacci detto anche Leonardo Pisano o Leonardo Bigollo che, come noto, ebbe dei contatti in Algeria con gli studiosi musulmani che in quegli anni si distinguevano per i loro studi aritmetici e fece tesoro di quegli insegnamenti che lo portarono anche ad importanti pubblicazioni (su tutte il Liber abaci).
A questo punto però vi chiederete perchè in una rubrica sulla lingua del diritto si parli di numeri, di campi da rugby e brumose periferie.

Il perchè è presto detto, curiosando nella sezione del museo dedicata al Bigollo mi sono accorto che era citato il trattato di pace fra i Pisani e l'emiro di Tunisi del quale vi avevo già parlato nell'ultimo mio contributo. I contatti fra i pisani e il mondo arabo erano infatti dovuti a motivi commerciali, e per rendere tali commerci sicuri e proficui la repubblica marinara toscana stipulava trattati che garantissero i propri cittadini, tra i quali quel Fibonacci, che dunque tra un affare e l'altro si dilettava in aritmetica.

Ma è l'unico contatto tra matematica e lingua del diritto? Non direi proprio.
Consultate a riprova ancora una volta l'archivio del CNR Vocanet ad esempio con la parola “abaco”. Ebbene avrete in risposta 4 schede che riportano la ricorrenza di questo termine in testi giuridici compresi fra il 1601 e il 1824.
Inoltre avrete risposte dall'archivio anche interrogando con i termini “matematica” e “calcolo”.
Provate ora a digitare “aritmetica”. Anche stavolta 5 schede in risposta, una delle quali riporta un passo di Michele De Jorio, avvocato campano e studioso del diritto, che nella “Giurisprudenza del commercio” del 1799 ci dice che l'aritmetica deve essere familiare al negoziante ma che esiste pure una diversa aritmetica che può essere utile al negoziante e cioè quella che lo studioso chiama “aritmetica politica” che viene definita come quella ricerca utile “all'arte di governare i popoli come son quelle del numero degli uomini che abitano in un paese, di quanto debbono consumare, del travaglio che possono fare, del tempo che hanno a vivere, della fertilità delle terre, della frequenza de'naufragi, ed altro” (De Jorio Michele, La giurisprudenza del commercio, T. 1, L. 1, p. 11).
Sul sito del museo potrete trovare tutte le informazioni utili per visitarlo.


 

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Leonardo Pisano
    particolare busto di Bertel Thorvaldsen, Museo Thorvaldsen, Copenhagen,
    ((courtesy Thorvaldsens Museum, Foto di Stefano Bolognini.)

In copertina:
Leonardo Pisano particolare
busto di Bertel Thorvaldsen, Museo Thorvaldsen, Copenhagen,
(courtesy Thorvaldsens Museum, Foto di Stefano Bolognini. )