Ignacio Pinazo in Italia

di Elena Pratesi // pubblicato il 24 Gennaio, 2009

IGNACIO PINAZO IN ITALIA 1873 – 1880

Per la prima volta in Italia la mostra monografica dedicata al pittore valenzano Ignacio Pinazo Camarlench (1849-1916), il cui soggiorno a Roma e i viaggi a Napoli e Venezia fra l’ottavo e il nono decennio dell’Ottocento costituirono parte fondamentale della sua formazione artistica.

Dopo la recente edizione spagnola all’IVAM di Valencia (Institut Valencià d’Art Modern), la mostra “Ignacio Pinazo in Italia, 1873-1880” approda ora al Museo Andersen di Roma.

Il Museo Hendrik Christian Andersen costituisce - con la Raccolta Museo Manzù ad Ardea, il Museo Praz e il Museo Boncompagni Ludovisi - uno degli istituti collegati alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna: la collezione delle opere presenti nel museo (oltre duecento sculture di grandi, medie e piccole dimensioni in gesso e bronzo; oltre duecento dipinti; oltre trecento opere grafiche) si segnala per la sua eccezionalità essendo quasi interamente incentrata attorno all'idea utopica di una grande "Città mondiale", destinata ad essere la sede internazionale di un perenne laboratorio di idee nel campo delle arti, delle scienze, della filosofia, della religione, della cultura fisica.

E’ diventata infatti una tradizione ormai consolidata che le iniziative ospitate al piano nobile del Museo e dedicate periodicamente ad artisti stranieri a cavallo fra Otto e Novecento rivestano il carattere di una felice ‘scoperta’ per il pubblico romano e italiano in genere; sono molti i disegni ed i dipinti che vengono mostrati al pubblico per la prima volta, grazie alla generosa collaborazione di musei e collezionisti privati.

Queste iniziative hanno dato origine ad importanti contatti, e stimolanti scambi culturali fra i diversi paesi d’origine degli artisti ospitati nei incantevoli spazi allestiti all’interno del Museo Andersen, ultima in ordine di tempo questa mostra dedicata al grande pittore valenzano Ignacio Pinazo (1849-1916).

Grazie dunque all’IVAM – nelle persone della direttrice Consuelo Ciscar Casaban e del curatore Javier Pérez Rojas – il Museo Andersen ha l’opportunità di presentare il pittore valenzano e, per il grande pubblico, la possibilità di un'autentica scoperta.

Nel XIX secolo si iniziarono a percepire cambiamenti profondi, gli artisti lasciavano gli studi al chiuso nei quali erano abituati a creare, per spostarsi con i loro pennelli e le tele nei luoghi stessi che intendevano rappresentare, uscivano all’aria aperta avvicinandosi fisicamente all’ambiente che volevano riprodurre, avvolgendosi nello stesso paesaggio che desideravano rappresentare.

Coinvolti in questa atmosfera lavoravano concentrandosi sugli effetti della luce, dei riflessi dell’acqua, i fenomeni atmosferici ed altre peculiarità che solo la natura può offrire, le stesse caratteristiche di lavoro che ritroveremo in seguito con l’avvento dell’impressionismo.

Un nuovo modo per concepire e comunicare la realtà, Pinazo anticipatore come tanti altri artisti del tempo di un secolo ricco di novità, non ebbe anche a causa del carattere schivo e solitario dell’artista, la risonanza internazionale di cui godette ad esempio il suo più fortunato concittadino Joaquìn Sorolla (1863-1923).

"Concentrandosi sulla figura di Pinazo, vorrei sottolineare che l’IVAM sta compiendo notevoli sforzi per evidenziare il protagonismo artistico del pittore valenzano che segno’ i passi di artisti posteriori riconosciuti internazionalmente” (Consuelo Ciscar Casabàn). 
Ignacio Pinazo è oggi certamente da riconoscersi come uno dei più validi pittori del XIX secolo spagnolo, il cui rilievo va oltre il ristretto ambito della corrente del luminismo valenzano. Ogni suo dipinto rivela un artista impegnato nella ricerca di sintesi fra tradizione e innovazione, classicismo e realismo; ricerca resa fertile dall'intensità dell'esperienza italiana, ineludibile punto di passaggio nel cammino della pittura europea verso la modernitàà.

L'arista voleva che la sua pittura fosse espressione di se stesso, della sua personalità e della sua libertà, ma come molti suo colleghi del tempo non era facile confrontarsi con i gusti accade mistici della borghesia, nonostante questo Pinazo continuò a creare le sue opere con grande sensibilità riportando nelle sue pennellate le peculiarità catturate dal contatto diretto con la realtà.

Nel 1872 Pinazo aveva tentato, senza esito, di ottenere il pensionato romano da parte della Deputazione di Valencia, ma realizza ugualmente in piena autonomia un primo viaggio nella giovane capitale d’Italia, dove entra in contatto con Fortuny e il circolo romano attorno a lui affrontando con nuova sensibilità naturalistica il tema della veduta e del paesaggio.

Rinnovata la richiesta di pensionato, questa volta con esito positivo grazie alla grande tela storica dello Sbarco di Francesco I a Valencia, soggiorna nuovamente a Roma, con studio in via Margutta, fra il 1876 e il 1880, anni per lui di fervida attività artistica.

Oltre ai dipinti di tema storico (Le figlie del Cid, Abdicazione del re Don Jaime I), realizza con incisività di segno e leggerezza di pennello centinaia di disegni e studi dal vero che costituiscono una attenta cronaca, vivace e analitica, della vita romana del tempo e del locale paesaggio urbano; dipinge inoltre delicati nudi femminili e infantili dalla morbida e accattivante naturalezza delle forme. 
Ugualmente, il viaggio a Venezia ispira al pittore innumerevoli vedute della città lagunare dal tratto veloce e frammentato con suggestivi effetti luministici.

Sono molti i disegni ed i dipinti che vengono mostrati al pubblico per la prima volta, grazie alla generosa collaborazione di musei e collezionisti privati.

Il suo personale linguaggio artistico e la sua libertà di espressione, l’immaginazione straripante che ritroviamo nelle opere dell’artista rendono la sua produzione come una delle più importanti della storia recente dell’arte valenziana: nella presentazione della mostra Elena di Majo Direttrice del Museo Hendrick afferma che “Ogni dipinto, dalle grandi tele ai piccoli bozzetti su tavola, dalle ambiziose composizioni storiche all’intima grazia dei nudi, rivela un artista impegnato e appassionato nella ricerca di una sintesi fra tradizione e innovazione, classicismo e realismo”.

Davvero di rilievo catalogo che accompagna la mostra, in lingua italiana e inglese, prodotto dall’Institut Valencià d’Art Modern, contiene una bellissima raccolta di immagini delle opere dell’artista, accompagnate da saggi di studiosi spagnoli ed italiani.

Il catalogo pubblicato ha un carattere molto speciale, come sottolinea Francisco Javier Pèrez Rojas della Università di Valenzia, per la prima volta infatti è possibile studiare in modo esteso il soggiorno di Pinazo in Italia e cerca di chiarire un complesso periodo determinante per la sua evoluzione artistica.

 

Dettagli

Museo Hendrik C.Andersen - Roma 
Fino al 15 marzo 2009
Orario: 9.00 / 19.30
(ultimo ingresso ore 19.00)
lunedì chiuso 

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Cortile della mia casa a Venezia, 1878 ca.
    ol/tl, cm 63x41
  • Dipingendo in giardino, 1874,
    ol/tl, 29,5x17,5
  • Il Pantheon a Roma, 1880,
    ol/tv, 33,2x19,9
  • Gatto sulla finestra, 1878 ca.,
    ol/tv, 19,7x11