Idee Italiane. Un osservatorio sulla cultura del Paese
di // pubblicato il 13 Ottobre, 2010
Il primo convegno di Idee Italiane è programmato per il 15 e il 16 prossimi a Milano all'auditorium Pirelli HQ.
Promosso dalla Fondazione per l’Istituto Italiano di Scienze Umane - in collaborazione con l’Istituto stesso, la Fondazione Corriere della Sera e sostenuto dalla Fondazione Cariplo e dalla Fondazione Pirelli - attraverso interventi di alcuni fra i maggiori esponenti del pensiero italiano e internazionale, la due giorni vuole porre in essere un osservatorio permanente sullo stato della cultura italiana segnatamente alla creatività e alla sua capacità di innovazione nel contesto globale.
Gae Aulenti, presidente della Fondazione per l’Istituto Italiano di Scienze Umane, spiega “Pensiamo di organizzare incontri annuali o biennali, ciascuno scandito in due parti. Nella prima, si getterà uno sguardo d’insieme su alcune grandi linee della produzione culturale italiana. Nella seconda, si affronterà un tema monografico dedicato ogni volta a un sapere o a un’arte diversi.
In questa sorta di "stati generali" della nostra cultura, umanisti e scienziati, scrittori e registi, giornalisti ed editori, responsabili di istituzioni e di centri di ricerca, si confronteranno su problemi e prospettive italiane.
Dalla filosofia al pensiero religioso, alla fisica, alla letteratura, al diritto, al cinema, l'obiettivo di proporre bilanci e individuare linee di tendenza.
Nella prima giornata sarà presentato un rapporto metodologico, curato da Guido Martinotti e Walter Santagata, su come misurare la cultura, cui seguiranno relazioni su scienze umane (Roberto Esposito) e sociali (Stefano Rodotà), culture di “genere” (Nadia Fusini), esperienza religiosa (Gian Maria Vian), scienze della materia (Luciano Maiani) e scienze della vita (Alberto Oliverio).
Una sezione sarà dedicata a come "l'Italia si racconta" (Pupi Avati, Gianrico Carofiglio) e a come l’irradiamento dell’intelligenza italiana è percepito oltre i confini (Marc Fumaroli).
Nella seconda giornata, invece, una riflessione sullo stato e sulle prospettive dell’architettura italiana. I lavori, introdotti da Vittorio Gregotti, prevedono relazioni sul rapporto dell’architettura con il mondo accademico (Carlo Magnani), con l’editoria (Luca Molinari) e con le altre arti (Fulvio Irace) e riflessioni sul lavoro degli architetti (Franco Purini), sul disegno urbano (Bernardo Secchi) e sul ruolo e sull’immagine dell’architettura italiana nel contesto internazionale (Rafael Moneo e Joseph Rykwert).
A Umberto Eco sarà affidato il compito di chiudere l'intero convegno.