I Prerafaelliti e l’Italia, un sogno ancora vivo

di Giorgia B. Soncin - pubblicato il 19 Gennaio, 2010 in Da mettere in agenda

Siamo nel cuore del Vittorianesimo, rilucente dei grandi cambiamenti della rivoluzione industriale, l'Inghilterra ferve nei preparativi per l'Esposizione di Londra del 1851.
Dalla coralità delle voci che vedono in questo momento storico un passo avanti nel progresso del Regno, si distacca chi, invece, non approva un tale entusiasmo e una tale fiducia nel sistema socio- economico dell'epoca.
John Ruskin, ancorato ai valori tre-quattrocenteschi, affascinato dalla cultura italiana, vede nel Medio Evo l'età dell'oro, per valori e cultura; contemporaneamente, presso la Royal Academy, va costituendosi tra gli studenti di arte, un nucleo dissidente rispetto alle tendenze dell'epoca, che verrà poi ad definirsi "Confraternita dei preraffaelliti" (1848), il cui manifesto sarà proprio il secondo dei due volumi di intitolati "Modern Painters" pubblicato da Ruskin due anni prima.
L'ideale dell'arte è il ritorno al primitivismo precedente a Raffalello, la cui attenzione per la natura permetteva all'uomo di trascendere il materialismo della quotidianità per spingersi verso una percezione della vita in grado di andare oltre la mera visione del tangibile. L'opposizione è quindi tra la spiritualità quattrocentesca e i manierismi esaltati dal cinquecento in poi.
Tra i protagonisti di questo movimento William Holman Hunt, John Everett Millais, Dante Gabriele Rossetti e Edward Coley Burne-Jones.
Le tematiche affrontate dalle opere pittoriche degli artisti vanno dalla storia sociale alla politica fino ai temi biblici o sacri e all'illustrazione di episodi Danteschi e Shakespeariani ponendo le basi per quelli che sarebbero successivamente divenuti Simbolismo e Art Nouveau.

Queste righe introduttive fungono tuttavia solamente da cornice a quella che sarà una delle mostre più importanti e interessanti del nuovo anno, sia per contenuti che per la consistenza del progetto che intende creare un ponte tra Italia e Inghilterra, ripercorrendo le vite e le esperienze dei maestri Prerafaelliti.
I Prerafaelliti e il sogno italiano. Da Beato Angelico a Perugino, da Rossetti a Burne-Jones, la 'doppia mostra', curata da Colin Harrison, Christopher Newall e Claudio Spadoni avrà sede al Museo d’Arte della città di Ravenna ( 28 febbraio - 6 giugno 2010) e successivamente presso il Ashmolean Museum di Oxford (15 settembre - 5 dicembre 2010 ).
L'intenzione è quella di continuare il dialogo tra le due nazioni protagoniste di questo movimento artistico, anche attraverso l'attivazione di una connessione istituzionale e geografica.
Il fulcro su cui ruota l'esposizione, la prima in Italia riguardo a questo movimento nella sua totalità, è il valore che il Bel Paese, nonostante le sue contraddizioni, ha giocato nella coscienza artistica di chi, a suo tempo, ha volutamente rifiutato le avveniristiche prospettive di un'epoca per rispecchiarsi nelle tradizioni di una società ancora per molti aspetti "salva" da tali tendenze.
In questa prospettiva sono due i temi principali che i curatori hanno deciso di sviluppare: da un lato l'interesse degli artisti britannici per la cultura, l'arte e la letteratura italiane, di cui vengono messe in mostra sia le opere realizzate da questi ultimi che le "fonti": gli intramontabili capolavori di Perugino, Beato Angelico, Lorenzo Costa, i poemi danteschi, i luoghi e i personaggi della storia; dall'altro lato, il tema dell'influenza che l'Italia ha avuto nella raffigurazione del paesaggio.

Le opere in mostra infatti si snodano partendo dalla macro insieme dei pittori "primitivi" (XIV- XVI sec.) che hanno ispirato l'estetica preraffaellita. Tra queste è importante sottolineare l'apporto della pittura religiosa che, attraverso le molteplici raffigurazioni della Vergine, fornisce un nutrito corpus iconografico al movimento inglese.
Questa pittura ancora libera dai virtuosismi rinascimentali, diventa il punto di riferimento di un linguaggio che ricerca la sobrietà e fugge dall'estetica istituzionalizzata dell'epoca.
Esposte, infatti studi e opere di John Ruskind, Dante Gabriele Rossetti e Edward Bourne- Jones, solo per citarne alcuni, che fanno riferimento diretto a queste invidiabili pagine della storia dell'arte italiana.
Il passo successivo in cui il visitatore è accompagnato dal percorso della mostra è orientato verso il 1800 e la pittura Preraffaellita nella specificità del suo rapporto con la cultura e le città italiane, da Venezia a Roma, da Verona a Firenze fino a Napoli, Capri e Salerno.
E' questo il punto nodale dell'esposizione, con opere di George Price Boyce e John William Inchbold, che raffigurano i canali veneziani con l'occhio di chi ne subisce il fascino senza tempo e la Toscana di John Brett, George Howard e Henry Roderick Newmann.

Come in un viaggio nella penisola, una sorta di Grand Tour per immagini, l'occhio attento degli artisti scende fino a Roma, non solo raffigurata da George Howard ma città che può vantare l'intervento di Edward Bourne- Jones nella realizzazione di parte del mosaico di san Paolo dentro le Mura (1892).
Al contempo, l'attenzione per il sud e l'area di Napoli e della Costiera Amalfitana dipinta da Walter Crane e Fredrich Leighton mettono in risalto l'unicità del paesaggio e dell'atmosfera locali.
Quella che viene ripercorsa è la storia dell'Italia nella sua totalità, vengono quindi toccati anche i protagonisti della letteratura, primo tra tutti Dante Alighieri i cui personaggi prendono nuova vita nelle tele di Alexander Munro e Dante Gabriele Rossetti, uno dei principali artisti del movimento, a cui è dedicata una corposa parte della mostra, e che non solo si interessò alla Commedia Dantesca ma anche agli episodi della vita del Sommo Poeta.

Una mostra che intende riprendere il filo di un dialogo, quello tra Italia e Gran Bretagna, iniziato più di un secolo fa, nato dalla fascinazione che questa piccola penisola ha suscitato durante i viaggi compiuti dagli artisti e attraverso il suo grande patrimonio culturale.

Una mostra che grazie al suo valore di respiro internazionale da la possibilità anche di guardare con occhi diversi una nazione ultimamente vittima di critiche e le cui risorse artistiche sono spesso sottomesse a materialismi pecuniari.
Una mostra che, attraverso la valorizzazione del passato, pone solide basi per prospettive stimolanti e certamente da non perdere di vista.

Didascalie & Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • W. Bell Scott
    La tomba di Keats, 1873
    olio su tela
    cm 48,8 x 33,4
    The Ashmolean Museum, Oxford
  • Pietro Vannucci (il Perugino),
    Gesù Bambino tra la Madonna e San Giuseppe, adorato dai pastori, 1515 c.
    olio su tavola
    cm 34.5x45.1
    Bergamo, Accademia Carrara
  • John William Inchbold
    La laguna di Venezia, 1863-64
    olio su tela
    Leeds, Leeds City Art Gallery
  • A. Munro
    Paolo e Francesca, 1852
    marmo
    cm 66 x 67,5 x 53
    Birmingham Art Gallery
  • D.G. Rossetti
    Beatrice ad un ricevimento di nozze nega il suo saluto a Dante, 1855
    penna, inchiostro e acquerello
    cm 34,1 x 42,2
    The Ashmolean Museum, Oxford


IN COPERTINA
un particolare di:
E. Burne-Jones
Musica
olio su tela
The Ashmolean Museum, Oxford

Extra

Mappa

Dove e quando

I Prerafaelliti e il sogno italiano. Da Beato Angelico a Perugino, da Rossetti a Burne-Jones

  • Date : 28 Febbraio, 2010 - 06 Giugno, 2010
  • Indirizzo: MAR, Ravenna, via di Roma 13
  • Sito web

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