I Longobardi in Italia patrimonio dell’Unesco

di Elena Pratesi // pubblicato il 30 Giugno, 2011

Dopo i siti palafitticoli preistorici dell’Arco Alpino, di cui abbiamo parlato ieri, L'Italia ottiene nuovamente un importante riconoscimento a seguito della 35ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale dell'Unesco, che si è appena conclusa a Parigi, e "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)" è entrato a far parte della lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
La serie comprende le più importanti testimonianze monumentali Longobarde esistenti sul territorio italiano, che si situano dal nord al sud della penisola, laddove si estendevano i domini dei più importanti Ducati Longobardi che formarono quella che possiamo definire la prima “nazione” italiana.

I beni che compongono il sito, sono il frutto di una rigorosa ed accurata selezione e rappresentano, ognuno per la propria tipologia specifica, il modello più significativo o quello più conservato tra le numerose testimonianze diffuse sul territorio nazionale e, nel loro insieme, rispecchiano l’universalità della cultura longobarda al suo apice.

Solo per citarne qualcuno ricordiamo il Tempietto Longobardo a Cividale del Friuli (UD), uno degli edifici più originali ed anche tra i più noti della tarda età longobarda, con i resti del Complesso Episcopale rinnovato da Callisto ed il Museo Archeologico Nazionale, dove sono esposti i preziosi corredi delle necropoli longobarde cividalesi; il complesso monastico di San Salvatore - Santa Giulia a Brescia, oggi sede del ‘Museo della città’, uno straordinario palinsesto architettonico che ingloba il monastero femminile edificato dal duca Desiderio prima di diventare re, iscritto con l’adiacente complesso archeologico monumentale dove si conservano i maggiori edifici pubblici di età romana del nord Italia; la Basilica di S. Salvatore a Spoleto (PG), un edificio eccezionale per il linguaggio romano classico con cui fu concepito, che ancora conserva all’esterno e all’interno significativi frammenti di decorazione architettonica antichi ed elementi decorativi abilmente scolpiti dai lapicidi medievali.

Ciascuna opera rappresenta a suo modo il patrimonio artistico che è stato lasciato dalla popolazione longobarda alla nostra nazione a seguito del loro stanziamento nelle nostre terre; assimilando nel tempo la tradizione Romana , la spiritualità del Cristianesimo e gli influssi Bizzantini, ed integrando il tutto con i loro valori germanici, dettero vita tra la fine del VII e l’VIII secolo ad una nuova e originale cultura.

Un riconoscimento, quindi, quello dell’UNESCO, che sancisce il portato degli studi contemporanei e mette fine ai concetti di “decadenza”, “fine della civiltà” e “barbarie” che venivano generalmente associati all’età che va dalla caduta dell’impero romano alla nascita di quello carolingio, affermando invece - in una visione oggi particolarmente attuale - l’idea del continuum del processo storico, caratterizzato dalla compenetrazione di civiltà diverse.
L’iscrizione del sito “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” è inoltre un riconoscimento all’impegno delle numerosissime istituzioni pubbliche e private che, coinvolte a differenti livelli nella gestione dei beni stessi o dei territori di riferimento, dal 2006 hanno lavorato e lavorano insieme - sulla base dei principi di sussidiarietà e collaborazione sanciti dall’Europa - non solo per il buon esito della candidatura, ma anche per innalzare sempre di più il livello di valorizzazione delle testimonianze Longobarde e la diffusione della loro conoscenza. 

Tra i numerosi partner (5 Regioni, 6 Province, 8 Comuni, 2 Comunità Montane, 4 Diocesi, un Parco, il FAI, la Fondazione CAB e due importanti Centri di Studi, il CISAM il Centro di Studi Micaelici e Garganici che tanto hanno contribuito agli studi sulla civiltà Longobarda) va ricordato lo stesso Ministero per i beni e le attività culturali, presente nella rete con ben 5 Direzioni regionali e 17 Soprintendenze territoriali.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI  

  • Mappa Longobardi
  • Interno Tempietto Longobardo
    Cividale del Friuli
  • Costumi Longobardi
  • Tremisse aureo
    Zecca di Pavia

     

Siti Internet


Centro del Patrimonio Mondiale UNESCO

I Longobardi in Italia. I luoghi del potere

MiBAC UNESCO

Commissione nazionale italiana UNESCO

Dove e quando