I figurini di De Chirico per i Puritani del 1933
di // pubblicato il 02 Maggio, 2010
Un'occasione in più per visitare a Palazzo Strozzi l'eccellente mostra De Chirico, Max Ernst, Magritte,Balthus. Uno sguardo nell'invisibile di cui vi hanno parlato da tempo Marica e Cinzia. Infatti, in concomitanza con il 73° Maggio Musicale Fiorentino, fino al 22 giugno, a sinistra dell'ingresso in mostra, una sala racchiude un piccolo allestimento, non solo gioiello per gli appassionati, ma interessante anche per tutte le famiglie in visita.
Si tratta di una trentina fra bozzetti di scena, figurini e attrezzerie che Giorgio de Chirico realizzò per I puritani di Vincenzo Bellini in occasione della stagione inagurale del Maggio Musicale Fiorentino che, fondato in quel 1933 da Vittorio Gui, è oggi il più antico festival italiano e fra i maggiori del panorama internazionale.

Non sono notissime le motivazioni che in origine fecero nascere a Firenze un festival musicale in un determinato periodo - Calendimaggio - da cui deriva addirittura il nome. Il Maggio Musicale Fiorentino è la moderna espressione un'antica gioia di vivere che ogni primavera consentiva la rinascita di quella Firenze del passato quando, inondata da fiori, si esprimeva con balli, musiche e rappresentazioni teatrali.
Il Maggio Musicale Fiorentino, nato come manifestazione triennale, nel 1937 è già un appuntamento annuale, imponendosi immediatamente all'attenzione mondiale per originali scelte culturali, come la "visualità" nell'opera lirica, attraverso collaborazioni con i maggiori registi teatrali e cinematografici del secolo scorso operanti su lavori realizzati da celebri pittori e scultori come scenografi e costumisti. Questa scelta fiorentina si è poi rivelata decisiva per lo sviluppo della moderna drammaturgia operistica.
E' proprio il fondatore a dirigere Nabucco, il 22 aprile del 1933, nella storica edizione del primo Maggio Musicale Fiorentino con Carl Ebert alla regia e bozzetti e figurini realizzati dall'architetto Pietro Aschieri. Seguiranno: Sogno di mezza estate su musiche di Felix Mendelssohn con allestimento di Max Reinhardt (Maximilian Goldmann); Lucrezia Borgia di Gaetano Donizetti con bozzetti Mario Sironi; La vestale di Gaspare Spontini con bozzetti di Felice Casorati e, appunto, De Chirico pe I puritani di Vincezo Bellini che scatenarono un vero scandalo, ma, di fatto, imposero il Maggio all'attenzione mondiale.
Per quegli acquerelli e disesegni eseguiti a tecnica mista, De Chirico si basa sullo studio di cosa conosceva meglio, il Calcio Storico Fiorento e il Palio di Siena, con un voluto rifermento al décor eseguito a Parigi nel 1929 per Ballets Russes di Serge Diaghilev.
Lo sconcerto del pubblico e i contrastanti giudizi di tutti i recensori dell'epoca (con le sole esclusioni entusiastiche di Elio Vittorini e Bruno Barilli) erano dovuti alla lettura visiva metafisica, che autocitava alcuni filoni caratteristici della creatività di De Chirico -"Piazze d'Italia" e " Muse inquietanti" - con costumi caratterizzati da segni grafici e geometrici, variamente colorati, e trasformando i personaggi in manichini-marionette.

Rivoluzionario al gusto corrente, pur sapendo di andare verso l'incomprensione generale per la consolidata abitudine al severo e pesante modernismo novecentista, Giorgio De Chirico propose quel revival ottocentesco, tipo Biedermeier, dai tenui colori, azzurri slavati, rosa leggeri, giallini appena percettibili il cui stile elisabettiano, abbandonati i neri e i colli inamidati, si fondeva in un tripudio di luce abbagliante, un postmoderno che sarebbe stato compreso solo settant'anni dopo!
Lo stesso De Chirico scriveva: "Spettacolo significa anzitutto grandi rappresentazioni in cui gli scenari ed i costumi ed anche le azioni e i sentimenti non hanno nulla in comune con la vita corrente. Un bello spettacolo offre agli uomini la possibilità di andare con lo spirito in un mondo immaginario, fantastico, ma nello stesso tempo concreto e vicino. Uno spettacolo ci rende partecipi d’una specie di irrealtà concreta. La vecchia tradizione operistica italiana (…) è un’espressione molto metafisica dello spettacolo".
Di quella scandalosa rappresentazione, nonostante un bozzetto rifiutato e mai rappresentato, non è rimasta alcuna documentazione fotografica e le opere esposte, fra cui alcuni inediti, restano unica fonte visiva di un'allestimento capace di suscitare tanta indignata preoccupazione.

Come tradizione per le mostre di Palazzo Strozzi, anche quella di De Chirico, è accompagnata da uno dei libri-conversazion che esaminano un'opera presente nelle diverse mostre dal titolo "L'enigma di De Chirico" ed è edito da Alias.
Per la conversazione su cui si basa questo ultimo, a cura di James M. Bradburne, hanno preso parte Moreno Bucci, Paolo Baldacci, Sylvano Bussotti, Luigi Cupellini, Ludovica Sebregondi e Federico Tiezzi. Il volume rappresenta inoltre il catalogo della mostra nella sezione in cui sono riuniti tutti i bozzetti e i figurini esposti.
p.s. per le famiglie in visita
Il direttore James M. Bradburne a cui dobbiamo sempre brillantissime idee per i bambini, ha presentato in conferenza stampa il prototipo di un cestino per il pic nic che sarà realizzato nelle prossime settimane. Cercatelo perché all'interno, oltre a un gioco, racchiude una sorpresa firmata De Chirico.
