I due Imperi. I due volti della grandezza

di Elisa Bergami // pubblicato il 16 Maggio, 2010

Orazio affermò che era impossibile vedere qualcosa più grande di Roma e per molto tempo il popolo cinese pensò che non ci fosse nulla di interessante al di là dei propri confini. Duemila anni fa, alle estremità orientale e occidentale del continente euroasiatico emersero due grandi imperi – quello dei Qin e degli Han, e quello romano – che rappresentarono il punto più alto e luminoso della civiltà del mondo antico. Duemila anni fa cominciò a diventare chiaro quanto risulta evidente tutt’oggi: la bipolarità Oriente ed Occidente. Troppo facile considerarle civiltà agli antipodi, troppo comodo effettuare un superficiale confronto basandosi sulle evidenti differenze, assolutamente inedita la volontà di ricercare le tangenze.

A Milano, nella splendida cornice di Palazzo Reale, sono esposti dal 16 aprile al 5 settembre 2010, alcuni tra i più spettacolari tesori culturali mai prodotti dai due mondi; oltre 450 capolavori italiani e cinesi, vicini, per rappresentare tangibile testimonianza di quanto fondamentale, in ambito culturale socio-politico ed artistico, sia stato il loro contributo. Una rassegna questa che, atterrata su suolo cinese lo scorso anno e già trattata da Cinzia, è ora di scena in Italia; dopo la tappa milanese, toccherà la Città Eterna il prossimo 6 ottobre, per inaugurare l’Anno della Cina in Italia.

Tutte le opere esposte permettono al visitatore di viaggiare da un capo all’altro del mondo, di attraversare la complessa civiltà cinese in quel periodo di splendore e magnificenza in cui si plasmò il primo grande Impero unificato e la minuziosa struttura burocratica che ha avuto continuità per oltre ventuno secoli e, in contemporanea, di sfiorare la Roma imperiale, indiscussa regina a livello politico, economico e militare del mondo civilizzato occidentale. L’egocentrismo di entrambi, la convinzione di trovarsi al centro del mondo, dell’ Orbis Terrarum e del Tianxia (tutto quello che sta al di sotto del Cielo), le lotte con popoli considerati “barbari”, la realizzazione di opere grandiose riflesso della potenza e del prestigio dei rispettivi imperi, abbreviano ulteriormente le distanze, creando le basi per un confronto impostato sull’incontro piuttosto che sullo scontro.

Gli oggetti delle prime tre sale danno la misura di quanto Qin Shi Huangdi, autoproclamatosi sovrano universale e ossessionato dalla ricerca dell’immortalità, abbia tentato di esprimere la grandiosità del progetto di unificazione che lo vide come primo sovrano della dinastia Qin e di quanto fosse forte il desiderio di lasciare una testimonianza imperitura del suo operato. Manufatti provenienti da alcuni corredi funebri, miniature di tutto ciò che era in possesso del defunto e che gli sarebbe stato indispensabile una volta raggiunto l’aldilà, si alternano ad alcuni esempi di architettura del periodo; i più volte celebrati soldati dell’esercito di terracotta sono accompagnati da oggetti che rappresentano il potere civile oltre che militare della Cina, come armi, monete ed utensili per la scrittura per non dimenticare mai come lo sviluppo artistico abbia contagiato ogni ambito. Indossata ormai l’uniforme da archeologo/antropologo giungiamo alla volta di stoffe e tessuti preziosi, tra cui la seta è sicuramente il più pregiato: materiale organico molto fragile e soggetto a rapido deterioramento, questo ordito è raramente rinvenuto intatto nelle sepolture antiche; per questo motivo il recupero, in una delle necropoli a Mawangdui, dello stendardo in seta dipinta posto sul sarcofago della Marchesa di Dai, è tanto straordinario da dover essere celebrato. Vicino ad esso appaiono, poi, alcuni esempi di altissima qualità di broccati, vesti, guanti ed indumenti, a dimostrazione dell’abilità non solo nella tessitura ma anche nell’estetica decorativa.

Dalla sala 4 si entra tra i fasti dell’Impero Romano: statue in marmo, busti, iscrizioni e rilievi sono alcuni dei concreti rappresentanti dello sviluppo civile e militare di Roma. Non solo Stato, non solo legge ma anche quotidianità; quest’ultima espressa dall’esposizione di rastrelli, roncole e ami da pesca, così come di pedine e lastre con tavole da gioco, a sottolineare come la grandiosità di un dominio sia tale perché occupato da individui e soggetti da governare e dirigere. Così come per la dimensione orientale, una parte cospicua della mostra è occupata dal rapporto con la religione e la morte: il confine tra vita pubblica e privata si infrange, in ambito romano, con funerali pubblici considerati come l’ultimo servigio offerto dal cittadino alla società e tutti gli elementi ad esso legati diventano, quindi qualcosa da esibire. 

Giungendo infine alle ultime sale ed abbandonando momentaneamente l’austerità delle personalità politiche, dei riti pubblici e del senso comune, si entra in contatto con la sfera privata e forse più frivola della vita romana: affreschi, apparati decorativi della casa, suppellettili, spille gioielli e pettini si pongono a conclusione di una viaggio votato alla scoperta e alla riscoperta non solo delle nostre radici, ma anche di quelle che troppo spesso consideriamo essere di una specie diversa e incompatibile.

Coprendo un arco temporale che va dal II secolo a.C. al IV secolo d.C, questa mostra non si limita ad offrirci l’occasione di riflettere su cose di un passato remoto, ma ci stimola a riflettere su quanto un identità sia tale solo se rapportata ad un’altra: noi e gli altri, insieme.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • I due Imperi
  • Acquamanile yi
    Legno laccato
    h 13,3 cm, lunghezza 14,8 cm,
    larghezza 10,6 cm.
    Dinastia Qin
    Rinvenuto nella tomba M9 a Shuihudi,
    Yunmeng (Hubei) Museo dello Hubei
  • Veste funeraria Giada e oro
    lunghezza 185 cm
    Dinastia Han Orientale Tomba di Liu Yan,
    Re Jian di Zhongshan,
    a Beizhuang, Dingzhou (Hebei)
    Centro per la Conservazione dei Beni
    Culturali dello Hebeifoto
  • Mano liturgica di Sabazio Bronzo
    h 18,5 cm
    I secolo d.C.
    Proveniente da Ercolano Napoli,
    Museo Archeologico Nazionale,
    depositi
  • Statua di bambina con colomba
    Marmo lunense,
    h 92,5 cm
    II secolo d.C.
    Proveniente probabilmente da Roma
    Musei Capitolini, Palazzo Nuovo


IN COPERTINA
un particolare di
Pittura raffigurante una carrozza in viaggio
Dipinto parietale.
Altezza 140 cm. Lunghezza 180 cm.
Dinastia Han Orientale
Istituto di Archeologia dello Shaanxi


Catalogo 24 ORE Cultura

Mappa

Dove e quando

I DUE IMPERI

  • Date : 16 Aprile, 2010 - 05 Settembre, 2010
  • Indirizzo: Palazzo Reale, Milano, piazza del Duomo 12
  • Sito web

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