I disegni del Quattrocento fra le collezioni di Firenze e Londra

di Elisabetta Morici // pubblicato il 08 Marzo, 2011

Quando, nel marzo del 2006, il British Museum di Londra ha realizzato la mostra dedicata ai disegni di Michelangelo, il successo di pubblico ha reso evidente il grande amore per le opere italiane del Rinascimento che non è mai tramontato nel mondo anglosassone. Inoltre, fu chiaro ai curatori il bisogno di leggere la figura del Buonarroti come evoluzione di ciò che il panorama artistico del Quattrocento aveva prodotto in Italia, ma che il taglio monografico della mostra non aveva potuto analizzare, mettendo magari a confronto lavori di grafica di artisti a lui contemporanei. La prima sala di quella mostra si apriva con tre disegni di Domenico Ghirlandaio, che Hugo Chapman, il curatore, aveva voluto come ponte ideale con la preparazione artistica di Michelangelo. La mente dello studioso aveva già compreso l’importanza di studiare di nuovo il Quattrocento.

Ecco che il seme per la mostra che si è aperta a Londra nella primavera 2010 al British Museum era quindi già stato buttato, organizzata in collaborazione con la Soprintendenza Speciale di Firenze, e che oggi porta a Firenze questo incredibile germoglio fatto di passione e competenza.
La sinergia fra il Department of Prints and Drawings del British e il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi ha realizzato questa mostra che ora, dopo un successo travolgente, si trasferisce nel capoluogo toscano, ampliando la precedente inglese con altre opere che si potranno ammirare nelle sale delle Reali Poste e alla Galleria degli Uffizi insieme al Gabinetto Disegni e Stampe. La stretta collaborazione ed amicizia fra queste due grandi istituzioni, che conservano le collezioni più vaste al mondo riguardo al Quindicesimo secolo, ha fatto in modo che due strade collezionistiche si siano incrociate per creare di nuovo una esposizione di grande impatto e forza scientifica, sogno di tutti gli appassionati del Rinascimento italiano.

Figure, memorie, Spazio - Disegni da Fra’Angelico a Leonardo, è stata inaugurata oggi e consentirà fino al 12 giugno di ammirare alcuni, anzi, in verità molti disegni, che sono di solito racchiusi in “arche”, come la soprintendente di Firenze Cristina Acidini ha simbolicamente accentato i luoghi di conservazione, che sono avvicinabili solo dagli studiosi ma che ora si aprono al grande pubblico.
Infatti, se una parte della mostra è all’interno degli Uffizi e nel Gabinetto delle Stampe, quindi visitabile con il biglietto di ingresso al museo, una parte molto cospicua è offerta in modo gratuito ai visitatori nella sala delle Reali Poste degli Uffizi, dove un allestimento di grande atmosfera conduce all’interno di una sorta di labirinto aperto nel quale le opere, ben 101, possono essere ammirate su entrambe le facce dei supporti, ottimizzando lo spazio.
Una sala che diventa specchio dell’ arte italiana nella sua massima espressione, che già ci faceva riconoscere come un unico paese, proprio quando si stanno per festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia, in una sede che fu realizzata nel periodo di Firenze capitale del Regno dall’architetto Mariano Falcini , come un emozionato architetto Godoli, al quale si deve l’allestimento insieme ai suoi collaboratori, ci ha ricordato. 

Il disegno diventa protagonista, in tutte le sue sfaccettature. Le diverse funzioni di esso dalla fine del Trecento fino alla data del 1510 sono messe in luce attraverso pannelli di comunicazione ed informazione che spiegano l’importanza di questa eredità conservata nelle due grandi collezioni che hanno concorso a questo evento, il quale permette di avvicinare opere che non avevano mai lasciato l’Inghilterra, come il famoso libro di disegni di Jacopo Bellini, rimasto probabilmente a Venezia fino all’acquisto per il British avvenuto nel 1855. Oppure la fascinosa e rara Giuditta di Mantegna, che non era presente a Londra per motivi di conservazione, così come il cartonetto preparatorio per il monumento equestre a Giovanni Acuto di Paolo Uccello.
La scelta dei disegni si concentra sugli artisti più significativi del periodo, ma artisti anche meno noti al grande pubblico, il cui talento nell’arte del disegno ha dato grandi prove, come Parri Spinelli o Marco Zoppo.
Sono poi importanti i disegni preparatori per i dipinti che trovano un riflesso diretto nelle sale della Galleria, dove una serie di totem posti davanti ai quadri correlati dà ulteriori informazioni e spunti di approfondimento.

E poi c’è Leonardo da Vinci, presente con ben 10 disegni autografi: così si evidenzia il ruolo fondamentale che ha avuto nella diffusione dell’arte fiorentina in altre zone del paese, ma la maggior parte dei disegni esposti sono precedenti alla sua partenza per Milano, e quindi importanti per comprendere il peso della sua preparazione nella bottega del grande Verrocchio. Insieme ad alcuni ritratti, ci sono i disegni per i contratti, come quello di Cosmè Tura, o disegni per comunicare informazioni con i committenti, ma alcuni sono veri oggetti di bottega, con tanto di buchi per il trasferimento su tavola tramite il metodo dello spolvero. Inoltre, possiamo ammirare l’Allegoria della caduta dell’umanità dominata dall’Ignoranza, la Virtus Combusta, che è un esempio dotto e raffinato di disegno di presentazione, eseguito dal Mantegna intorno al 1490, opera ritenuta compiuta ed autonoma nella sua complicata simbologia, legata alla colta corte di Isabella d’Este a Mantova. Parlando con il curatore inglese Hugo Chapman durante la presentazione, lui ha osservato che il disegno nel Rinascimento “è un flusso che comincia dall’inizio del secolo per poi continuare a generare arte ad ogni livello” e che per i più giovani visitatori dei musei è un modo molto buono per comprendere al meglio l’arte perché “è più semplice di un dipinto finito e può essere letto con immediatezza”. E’ stato quindi naturale domandargli quali opere avrebbe scelto per un bambino fra quelle presente alle Reali Poste, e lui mi ha risposto che “per i maschietti il carro armato di Leonardo, poi i due studi con la Madonna ed il gatto, sempre di da Vinci e poi il San Giorgio e il drago di Raffaello, per il drago e questo povero cavallo impaurito…” Le emozioni che i disegni riescono a trasmettere sono, in effetti, semplici ma complesse allo stesso tempo, e dalle antiche carte, ora blu ora rosse, grazie alle antiche preparazioni fatte con varie sostanze, o dalle pergamene, si sente l’antico mondo delle botteghe, fatto di tanta perizia, di passione e dedizione.
Per questo motivo la mostra è un vero grande evento museologico che merita una visita approfondita e, per chi desidera, i due cataloghi sono dei veri testi di studio realizzati in modo eccellente, grazie ad una grande competenza che ancora oggi distingue i nostri studiosi del disegno e quelli d’oltremanica.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Leonardo da Vinci
    (Vinci, 1452- Amboise,1519)
    Testa femminile con lo sguardo rivolto verso il basso 1468-1475 ca.
    Pietra nera, pennello e inchiostro, biacca
    280 × 200 mm.
    Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, Firenze
  • Leonardo da Vinci
    (Vinci, 1452- Amboise,1519)
    Paesaggio 1473
    Penna e inchiostro
    194 × 285 mm.
    Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, Firenze
  • Andrea Mantegna
    (Padova, 1431 ca. – Mantova, 1506)
    Allegoria della caduta dell’umanità dominata dall’Ignoranza (Virtus Combusta) 1490-1506 ca.
    Penna e inchiostro, indaco, pennello, inchiostro rosso, pietra nera, biacca, cinabro e nero carbonioso
    286 x 441 mm.
    Iscrizioni: ‘VIRTVS COMBVSTA’
    monogramma ‘AM’
    British Museum, Londra
  • Andrea Mantegna
    (Padova, 1431 ca. – Mantova, 1506)
    Uomo giacente su una lastra di pietra 1475-1485 ca.
    Penna e inchiostro, pietra nera
    203 x 139 mm.
    British Museum, Londra


IN COPERTINA
un particolare di
Andrea del Verrocchio
(Firenze, 1435 – Venezia, 1488)
Recto: Testa di donna 1475 ca.
Carboncino, biacca, penna e
inchiostro marrone
324 x 273 mm.
British Museum, Londra


Accompagnano la mostra due cataloghi
editi da Giunti

Mappa

Dove e quando

Figure, memorie, Spazio - Disegni da Fra’Angelico a Leonardo

  • Date : 08 Marzo, 2011 - 12 Giugno, 2011
  • Indirizzo: Sala Reali Poste EGabinetto disegni e stampe, Galleria degli Uffizi, Firenze
  • Sito web

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