I ricordi dell’ultimo Cézanne

di Davide Giuseppe Colasanto // pubblicato il 13 Ottobre, 2011

Mi ricordo cezanneIn occasione della mostra Cézanne e les atéliers du Midi, Milano, Palazzo Reale, ottobre-febbraio 2012, Skira pubblica il libro Mi ricordo Cézanne di Émile Bernard, edito per la prima volta nel 1925 a Parigi. Lo scrittore e pittore francese Émile Bernard, promotore assieme a Paul Gauguin del cloisonnisme, trasporta il lettore nella Aix-en-Provence del 1904. Qui Émile trascorrerà un mese ospite del suo venerato maestro Paul Cézanne. Attraverso le fluide parole dell'autore la figura del pittore provenzale si staglia in tutto il suo fascino lontano e trasandato. Gli occhi dell'ammiratore divengono filtri imparziali del lettore rendendolo partecipe di emozioni e stati d'animo informandolo costantemente del lavoro concettuale e pittorico che risiedeva dietro le pennellate di  Cézanne. A questa iniziale fase del romanzo, che corrisponde al primo soggiorno ad Aix, segue una serie di lettere, sono inserite solo le risposte di Cézanne, scambiate tra i due pittori ormai diventati grandi amici, fino al racconto della seconda visita di Bernard ad Aix con la famiglia al seguito. L'opera si chiude col ricordo più struggente conseguente alla scomparsa dell'artista.

Cézanne viene presentato secondo due aspetti principali che di pari passo saranno richiamati dai ricordi diretti di Bernard. Da una parte vengono esposte numerose riflessioni e considerazioni circa il metodo e le idee pittoriche dell'artista, dall'atra vengono rappresentate le caratteristiche fisiche e comportamentali di Cézanne.
Per quanto riguardo il primo aspetto, Bernard scandaglia letteralmente il metodo dell'ultimo Cézanne donandoci una vivida testimonianza della sua teoria pittorica, ovvero la ricerca costante ed indefessa d'un equilibrio tra l'imitazione del vero e la soggettività dell'artista. L'arte diviene l'incontro perfetto tra natura e soggettività. Ma alla base di questa ricerca, risiede un poderoso lavoro concettuale e mentale che pone il pensiero prima della visione. Tale approccio determina un'esecuzione lentissima a cui si aggiunge un gran lavoro di riflessione. Più volte Émile descriverà i passi e le pause continue del maestro che cercava il suo equilibrio perfetto.
Oltre ai concetti più preganti dell'idea artistica di Cézanne, suscitano interesse due testimonianze particolari. Nella prima viene esposto il primato della pittura sulla scrittura perché “il letterato si esprime con della astrazioni, mentre il pittore, mediante il disegno e il colore, rende concrete le sue sensazioni e percezioni”. Nella seconda Émile sottolinea il particolare disinteresse del suo maestro verso il profitto e l'assoluta mancanza di volontà nel voler creare una scuola ed avere allievi al seguito.

Il secondo aspetto principale dei ricordi si concentra sulla fisicità e sul comportamento del maestro.  Attraverso il racconto di  particolari aneddoti, Bernard arriva a comprendere la doppia natura della misantropia di Cézanne: non sopportava essere toccato ed aveva un forte timore per l'alta esposizione ad eventuali raggiri dovuta alla caratura della sua persona. L'immagine s'arricchisce con un Cézanne trasandato che pensava poco a se stesso e più ai suoi quadri, proiettando i resti del giovane bohémien nel corpo dell'anziano pittore. Tuttavia questa visione risente, come dirà Gualdoni nella postfazione, d'una visione “non aggiornata” di Cézanne. Bernard era stato in Egitto e nel frattempo Cézanne aveva incrinato il suo proverbiale isolamento e i suoi quadri, sino a quel momento costantemente disapprovati dal Salon, trovarono maggiore spazio e risonanza.

Non resta che l'esperienza dell'autore stesso, Émile Bernard. Costui arricchisce il portrait del maestro grazie a costanti impressioni e commenti. Indubbiamente Cézanne viene posto su un elevato piedistallo, tanto da farlo identificare con la pittura stessa. Émile esalta giustamente l'incredibile capacità nel cogliere le “sensazioni coloranti” ovvero i cromatismi, ma non lesina diverse critiche soprattutto verso l'eccessiva ricerca concettuale dietro ogni opera e la conseguente mancanza di spontaneità.
Ma il culmine del rapporto quasi esclusivo tra i due artisti può essere colto con la morte di Cézanne ed il ritorno ad Aix di Bernard. Un sentimento di profonda tristezza permea le righe dell'autore. Sconfortato ed infelice egli trova consolazione in un ridondante motivo: Émile crede di scorgere il suo maestro ad ogni angolo, ma ciò che vede è solo l'effimera proiezione illusoria della presenza di Cézanne. L'aura del maestro si confonde con il vento che domina l'intera parte finale quasi a voler figurativamente unire le ultime pennellate ed il burrascoso cielo di Aix con il ricordo sferzante di Bernard: “Forse viene, lo vedo salire il pendio, il mantello gli fa due ali nel […] maestrale che mi strappa con la sua furia questo ricordo”.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Mi ricordo Cezanne

In copertina:
Mi ricordo Cezanne cover

Mi ricordo Cézanne
Émile Bernard
Postfazione di Flaminio Gualdoni
Pagg.104
Skira