I disegni di Rodin : cogliere il modello
di // pubblicato il 12 Dicembre, 2011
Apre questo mese al Museo Rodin la mostra La saisie du modèle, dedicata ai disegni del maestro tra il 1890 e la sua morte avvenuta nel 1917. In parallelo con la sua opera scultorea, Rodin ha disegnato per tutta la sua vita e ha lasciato circa 10.000 opere su carta. Per il periodo considerato nella presente mostra i disegni sono ben 6000, 4300 dei quali sono conservati al Musée Rodin.

“È semplice, i miei disegni sono la chiave della mia opera”, diceva Rodin (René Benjamin,les dessins d'Auguste Rodin, Gil Blas, 17 ottobre-8 novembre 1910), evidenziando così che solo attraverso di essi è possibile comprendere tutta la sua ricerca.
Di fatto, queste opere in “due” dimensioni non sono semplici schizzi preparatori destinati poi ad essere proiettati nella profondità dello spazio tridimensionale proprio della scultura, ma costituiscono un lato del tutto diverso del suo lavoro.
Infatti dal 1899 in poi Rodin li espone sempre insieme alle sue sculture, nelle mostre che cura personalmente.

Il lavoro di Rodin fu sempre incentrato quasi esclusivamente attorno al corpo umano e alle più discrete sfumature del suo movimento. “La bellezza è il carattere e l'espressione. Ora, non c'è nulla nella natura che abbia più carattere del corpo umano. Esso evoca con la sua forza e la sua grazia le immagini più diverse. In certi momenti, assomiglia a un fiore: la flessione del torso imita la stelo, il sorriso dei seni, della testa e i capelli corrispondono allo sbocciare della corolla. In altri momenti ricorda una liana flessuosa, un arbusto dalla curvatura sottile e ardita […] Altre volte il corpo umano curvo all'indietro è come una molla, come un bell'arco sul quale Eros carica le sue frecce invisibili. Altre volte, ancora, è un'urna. Il corpo umano è soprattutto lo specchio dell'anima e da là viene la sua più grande bellezza”, disse a Paul Gsell nei loro colloqui pubblicati nel 1911.
A differenza della scultura, il disegno non deve confrontarsi con la resistenza della materia, e ciò consente di cogliere in modo straordinario l’istantaneità dei movimenti della figura umana.

Dopo aver “vissuto un anno intero con Dante, passato a disegnare gli otto cerchi dell’inferno”, Rodin tornò nei primi anni '90 dell'Ottocento a lavorare con modelli vivi, sviluppando una nuova tecnica fuori dai canoni accademici, e così facendo creò poco a poco un nuovo stile, quasi infantile.
Pochi minuti con gli occhi fissi sul modello. Di fronte ad esso l’artista disegna velocemente, “alla cieca”, in modo da fissare un gesto, un'espressione o una postura singolare con grafite dalla punta fine (“la mano va a casaccio; spesso la matita scorre a vuoto; il disegno si trova decapitato o amputato di un arto… Il maestro non l'ha guardato nemmeno una volta. In meno di un minuto questa istantanea del movimento è fissata…”, testimonianza di Clément-Janin, 1903).
I disegni sono poi lavorati di nuovo nell’intimità del suo studio, con matite colorate o all’acquerello. (“Acquisita questa prima traccia, Rodin riprende la sua opera, a volte la corregge direttamente con un colpo di matita rossa, ma più spesso la rettifica dopo averla ricalcata”, continua Clément-Janin).

E' stato difficile per i curatori organizzare l’enorme quantità di disegni per presentare un percorso coerente. Sono riusciti ad individuare ben 15 sezioni strutturate su 4 temi principali :
- Le grande serie, come le ballerine della Cambogia, le Psychè o Metamorfosi che l’artista abbozzava direttamente sul foglio con la sua matita.
- Il “gioco” delle diverse tecniche utilizzate : “alla cieca”, ritaglio e “collage”, acquerello, disegno a sfumino.
- Questa diversità delle procedure e l’inevitabile lavorazione in studio del disegno di base indica che non solo la scultura, ma anche il disegno era per Rodin un lavoro che andava oltre le due dimensioni del piano – sempre con l’ossessione del movimento nello spazio, della creazione di vuoti e di pieni.
- La centralità delle figure di donne, il fascino dei loro movimenti, del loro piacere, della loro impudicizia, che solo nei disegni di Rodin colpisce fino a questo punto.

La mostra, inaugurata lo scorso 18 novembre, si terrà fino al 1° Aprile 2012 nello spazio delle mostre temporanee all’ingresso dell’Hotel Biron. Quasi contemporaneamente (dal 21 ottobre al 31 dicembre), il primo piano del Museo è stato affidato a Paul-Armand Gette, altro grande interprete del corpo femminile e della tradizione occidentale, per la sua mostra Artemide e le sue ninfe, creando delle interessanti risonanze.