Homo Homini Lupus
di // pubblicato il 27 Novembre, 2009
“Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinino un pubblico assassinio”
Nel rileggere queste illuminanti parole di Cesare Beccaria contenute nel suo celebre trattato Dei Delitti e delle Pene pubblicato nel 1764, pare incredibile che a distanza di quasi trecento anni in oltre 40 paesi al mondo sia ancora praticata la pena capitale.
Grazie però anche all'influenza di pensatori come Beccaria, il Granducato di Toscana il 30 novembre 1786 fu il primo stato al mondo ad abolire la pena di morte. Ricorrenza che ormai da dieci anni il Consiglio Regionale della Toscana ha giustamente dichiarato festa regionale.
E' proprio per celebrarne il decennale, che il maestro Antonio Possenti ha realizzato venti dipinti che sono in esposizione da ieri, Giovedì 26 novembre, a Palazzo Panciatichi nella mostra intitolata “Homo homini lupus. Venti dipinti sulla violenza, la tortura, la morte come pena”.
Le tele di Possenti, pur non abbandonando i tratti allegorici e visionari che contraddistinguono la sua pittura, rappresentano tutti i più importanti e brutali episodi di violenza, tortura e sopraffazione della nostra umanità, a partire dalla crocifissione di Gesù Cristo, ai roghi dell'Inquisizione, fino ai moderni strumenti utilizzati per le esecuzioni delle condanne a morte, quale ad esempio la sedia elettrica.
Le immagini fiabesche e la facce innocenti delle figure disegnate da Possenti appaiono a volte grottesche in rapporto alla drammaticità degli eventi raffigurati, ma, dice il pittore lucchese “l’ironia può essere anche tragica, basti pensare all’opera del grande Goya che ha trattato temi come la guerra con il velo dell’ironia. L’antidoto va cercato nella misericordia, nella comprensione”. “La violenza – aggiunge Possenti – e anche un fatto quotidiano, sta anche nella menzogna e in chi sopraffà gli enermi”.
Le celebrazioni di questa importante ricorrenza avranno poi il loro culmine con l'omaggio di un quadro di Possenti che il Presidente del Consiglio Regionale Riccardo Nencini consegnerà al Presidente della Repubblica il 30 novembre.
“L’opera che donerò è anche un omaggio al ruolo e alla figura del Presidente Napolitano - ha affermato Nencini - garante della Costituzione e dei suoi valori, incardinati nella tutela dei diritti dell’uomo e fra essi, primo fra tutti, il diritto alla vita”.
Secondo la concezione del filosofo inglese Thomas Hobbes che ha utilizzato la famosa espressione latina che dà il titolo alla mostra, a determinare le azioni dell'uomo sono soltanto l'istinto di sopravvivenza e di sopraffazione.
Ci auguriamo tuttavia, che anche grazie ad iniziative simili a quelle portate avanti con insistenza e abnegazione dal Consiglio della Regione Toscana, il XXI secolo sia ricordato come il secolo che ha sancito la definitiva abolizione della pena capitale in tutti i paesi del mondo.