Ho appena 50 anni e Ballo il Sirtaki

di Marica Guccini // pubblicato il 07 Dicembre, 2009

Ho una personale predilezione, lo ammetto, per le arti figurative, ma il teatro è per me il luogo delle emozioni, retorico a dirsi ma non a farsi, è il posto d’infinite rivelazioni.
Possono essere luoghi della memoria, dell’anima, della fantasia, in ogni caso mondi figurati resi tridimensionali permettendo, in tal modo, il moltiplicarsi delle esperienze di vita per merito di quell’empatia e diretta sinergia che si crea tra chi fa l’arte davanti ai nostri occhi e i sensi che la percepiscono tutta.

Vorrei parlarvi oggi, con il pudore del profano che s’accosta per passione e non per assodate conoscenze a una qualche forma d’arte, di una grande emozione-produzione che un étoile eccezionale come Raffaele Paganini e l’altrettanto eccellente Compagnia Mvula Sungani stanno portando sulle scene dei teatri italiani.

Il balletto è una grande, immensa arte, talvolta guardata con tenerezza da chi vi scorge superficialmente qualche atteggiamento nostalgicamente rivolto al passato, dimenticando invece quanto possa diventare banco di prova per una grande esperienza contemporanea, nella migliore accezione del termine.
Personalmente credo che quest’arte, fragorosa manifestazione del genio artistico, ci permetta di saggiare e percepire quanto di strepitoso ci sia in noi, a quali vertici sublimi possa giungere, con passione e dedizione, un essere umano.
Il balletto è, in questa luce, un’esperienza di ottimismo.

E lo spettacolo “Ho appea 50 anni e Ballo il Sirtaki” è un’esperienza di grande arte.
Nato dalla storia e dall’esperienza di due artisti di fama internazionale: Mvula Sungani, eclettico coreografo italo-africano, e Raffaele Paganini, artista di chiara fama che, a 50 anni, non sbaglia di certo un colpo; lo spettacolo sarà caratterizzato da musiche, luci, coreografie, danza, che si uniranno e fonderanno in un complesso colto e interattivo dal quale, difficilmente, non si verrà profondamente coinvolti.
Ma dispensatemi dalla pretesa del tutto inappropriata di tecnicismi e dati teorici, per potervi comunicare invece lo stupore per uno spettacolo che, alla stella, affianca una compagnia di ballerini eccelsi che hanno, nel senso letterale del termine, la danza scolpita nel corpo.
Simili a statue in movimento, in quei corpi pigmalionici nei quali ogni singolo muscolo è leggibile, si vede tutto il lavoro sulla danza classica, moderna e Body Structure che quotidianamente frequentano.
Spenderò qualche riga perché meritano tutti di avere menzione poiché ognuno è tassello integrante dell’emozione finale, dalle due note prime ballerine Emanuela Bianchini e Simona De Nittis, a tutti i solisti: Ilaria Palmieri, Ivana Cibin, Alessia Giustolisi, Ilaria Nigri, Ilaria Ostili, Vito Cassano, Salvatore Addis, Enrico Paglialunga.

L’esibizione, strutturata in cinque quadri registicamente collegati tra loro: “Mare”, “Opera”, “Sonos”, “Metropoli” e “Sirtaki”, trova completamento e accordo perfetto nei costumi di scena disegnati e realizzati dalla Maison di Marco Coretti, stilista conosciuto per il suo gusto raffinato ed elegante.
Uno spettacolo che dà un occhio al passato per proiettarsi con fiducia nel futuro” questo si legge in brochure e questo si percepisce dalla coreografia ideata da Sungani, la cui fama d’artista solare e intriso di positività lo precede.
La danza, congiunta alle impressioni musicali spazianti dai brani di Puccini, Verdi, ad alcune più recenti canzoni di M. Sosa, Madredeus e G. Estefan, fino alle composizioni originali di M. Palmas e D. Piston, renderanno tridimensionale e fisicamente viva la narrazione, in curioso accordo con quanto detto di recente, sul piccolo schermo, dall’illustre direttore d’orchestra ed intellettuale Daniel Barenboim che, in una nota trasmissione televisiva celebrante l’apertura del Teatro alla Scala, ha avuto proprio modo d’affermare che il merito e il compito della musica è quello di rendere fisica e viva l’anima, per poterla vedere.

In un momento in cui le offerte si stanno moltiplicando, non possiamo proprio resistere al richiamo del teatro!

 

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