Het MAS is af!
di // pubblicato il 15 Maggio, 2011
Da oltre un anno arrivano indiscrezioni, notizie e immagini della torre di sessanta metri, futura sede per un nuovissimo museo etnografico, antropologico e marittimo ad Anversa.
Il conto alla rovescia si sta esaurendo e il MAS, Museum aan de Stroom, aprirà al pubblico alle ore 10 di martedì 17 maggio.
Un progetto in cui il Governo fiammingo ha investito 21 milioni di euro e altri 18 milioni la città di Anversa, numeri da far inorridire chi sostiene "con la cultura non si mangia".
Di "Dead Skull" e delle cinque mostre - quattro permanenti su altrettanti temi di identificazione e una temporanea oltre al mosaico del cranio al lato sud fuori l'edificio - riferirò in un prossimo articolo, adesso puntiamo i riflettori sul faro della cultura fiamminga, un moderno monolite senza finestre che ne contiene e celebra la storia.

Esperienze di scambi tra Anversa e il mondo, raccontate partendo proprio da quanto avvenuto attraverso il fiume e il porto.
Le diversità, di cui la città ha consolidato nei secoli il ruolo di connessione, sono divenute le molteplici combinazioni che rendono unico il Museo.
In ambiente contemporaneo, la raccolta di storie "forti" leggibile secondo le più diverse sensibilità culturali, è la mission che il MAS si pone.
Come sarà accolta questa grande sfida, se il MAS diverrà l'icona cittadina, solo il tempo potrà rivelarlo.

Di certo si tratta di un'operazione di autentico valore dove si è voluto eliminare anche la separazione netta tra le opere esposte e l'architettura dell'edificio che le ospita.
Una casa aperta pensata per tutte le età, ma strizza l'occhio ai giovani, dove si può camminare liberamente fino a mezzanotte (biglietto solo per le mostre). 
Il Boulevard del MAS conduce in un susseguirsi di scale mobili e si impiegano minimo cinque minuti per raggiungere la terrazza panoramica.
Anche impegnandosi, non è possibile restare indifferenti alle vedute sulla città, sul porto, sui tetti... al tramonto e di notte diventano mozzafiato.
Eretto nel distretto di Eilandje, collegamento fra il mondo del porto e quello cittadino, il MAS è un progetto dallo studio Neutelings Riedijk Architects di Rotterdam, vincitore del concorso internazionale nel 2000.
In uno spazio adibito dal Sedicesimo secolo a magazzini, tipici del porto di Anversa, il Museo è stato concepito come giganteschi contenitori impilati, "containers", che creano una torre a spirale e, mentre si sale, la visione della città appare in continua evoluzione.
Dieci piani di arenaria indiana proveniente dalla regione di Agra, in un mosaico rosso in cinque tonalità fra arancio, marrone e viola, pazientemente studiato per la migliore cromia, non solo della facciata, ma anche di pareti, soffitti e pavimento

Il contrasto di questa tavolozza di colori morbidi combina, appunto, l'accatastamento delle sale espositive dove, la rotazione di ciascuna di novanta gradi, offre quelle visibilità paesaggistiche diversificate anche per le pareti ondulate di sei metri in vetro corrugato italiano.
E' il simbolismo del passato illuminato da una luce naturale molto potente a cui si aggiunge il significato della collocazione delle tremila piccole mani metalliche, si dice una per ogni donatore abbia contribuito alla realizzazione dell'edificio.
La mano è l'emblema di Antwerpen e, secondo la leggenda, il nome deriva da Hand werpen (lanciare la mano) opera di Silvius Brabo, soldato romano che avrebbe tagliato quella del gigante Druon Antigoon per poi gettarla nella Schelda (non perdetevi le praline Antwerpse Handjes che trovate anche nel book shop in un altro "container" di lato all'ingresso del museo).

Prestate attenzione anche alle tremila formelle circolari (diametro 135 mm) di Tom Lanoye e Tom Hautekiet, ode al mare, al tessuto urbano, alle persone e al patrimonio e allo stesso Museo: ‘WAAR WATER WAAKT EN WAT ER WAARD WAS LATER WERD BEWAARD ALS’ sessanta caratteri leggibili di continuo e ogni parola può andare all'inizio come alla fine.
I Medaillons, ispirati a una veduta panoramica del 1593 di Palmanova città ideale del Rinascimento, sono una scelta non solo decorativa, ma anche funzionale e ben si presta a soluzioni diverse come illuminazione con faretti o passaggio di cavi.

Al nono piano, ristorante stellato e bar con un'altra terrazza per incontrarsi e sorseggiare una birra (alle signore suggerisco di chiedere quella alla ciliegia pochissimo alcolica) o un aperitivo.
La guida in formato tascabile e il bel volume sulla storia della costruzione del MAS nel periodo 1995-2010 per tutti gli approfondimenti.