Here and Now - Bologna Art First 2010

di Giorgia B. Soncin // pubblicato il 05 Febbraio, 2010

Dopo le quattro giornate di Arte Fiera, conclusasi il 31 gennaio, Bologna non si assopisce ma resta vivace grazie alle installazioni di Art First.
Al suo primo anno di vita, il progetto curatoriale realizzato in collaborazione con Julia Draganovic si presenta come un percorso omogeneo all'interno dell'arte contemporanea grazie anche alla partecipazione di gallerie d'arte presenti in fiera. Per un mese, dal 29 gennaio al 28 febbraio, le opere dialogheranno con gli spazi che le ospitano, in un'unione tra i luoghi più simboloci del centro storico e dell'immediata periferia e le sperimentazioni artistiche più attuali.
Articolato in quattordici tappe, si parte dal Palazzo del Podestà, maestosa struttura quattrocentesca già sede di molte delle attività storiche della Turrita, che ospita una video installazione di Sophie Whettnall, Conversation Piece I, in cui lo schermo, a dispoizione dei passanti, è inserito nello spazio medievale.
A pochi passi, dentro e di fronte alla Cappella Tremlett di Palazzo Re Enzo, ogni anno sede del Festival Netmage, le opere di Fabrizio Passarella (Jeratica) e Stefano Cagol con W, lettera finale e al contempo iniziale delle parole "raw" e war", palindromo d'artista sulla facciata del Palazzo. 

Di fronte, nella biblioteca Sala Borsa, una colorata installazione di David Lindberg, in grado di bloccare il tempo con l'uso di fibra di vetro, colore ad olio, pigmento e resina epossidica.
Sullo stesso lato della strada, poco più avanti, nel Cortile di Plazzo D'Accursio, di fronte al "Crescentone " di Piazza Maggiore, Giuseppe Maraniello e Vedovamazzei propongono due lavori estremamente diversi tra loro ma che coabitano in uno spazio aperto, continuamente visitato e vissuto da turisti e cittadini.
Un centauro,Il Gatto dorme Rotondo, imponente troneggia al centro del cortile, una figura antropomorfa che combatte con se stessa in uno scontro tra la duplicità umana in contrapposizione alla grande X luminosa realizzata dal duo Vedovamazzei.

Attraversando la piazza ci si sposta in via Clavature, nei pressi del mercato, qui, nel Complesso monumentale di Santa Maria della Vita, che ospita Museo della Sanità e Oratorio della Vita, la sacralità dell'opera di Luca Pozzi si inserisce nel contesto, solenne e ieratico. Il progetto O.S.O.B.E. [Other Side Of Brane Experiment], appare come un'indagine, tutt'altro che semplice tra misticismo e spiritualità confrontando la percezione artistica con le più concrete leggi della fisica e la teoria dei campi. Un esperimento concreto e multilivellare da assorbire in tutte le sue parti costitutive.

Lasciandosi distrarre occasionalmente dalle vetrine di negozi chic e dalle collezioni Autunno- Inverno 2010, si passa al Museo Archeologico. Un luogo magico, che racchiude la storia della città dalle sue origini. Qui, ben cinque artisti occupano gli spazi museali e il cortile, in un connubio tra antico e contemporaneo. Il video di Lizbeth Marano, Floe/ Flow, attraverso la documentazione della natura mutevole tra ghiacciai e vallate riconferisce allo spazio un senso di calma invernale, dialogando con le altre opere in mostra.
Il duo TooMattos (Rox in The Box e Carlo Rossi), con Some like it hat (citazione dal noto film di Billy Wilder del 1959) ironizza sulla tematica del "fare da tappezzeria" ..."Berenice è rimasta sola, col suo cappellino e il suo piattino di gelatine rosse. E se la ride. Una risata contagiosa e innocente, che scoppia come le ciliegie di maggio." Barry x Ball, al primo impatto sembra evocare l'Urlo di Munch o le creazioni di Giger. Ma è in realtà la raffigurazione di un Mattew Barney e di un se stesso urlanti a fare di Barry x Ball - Mattew Barney (Yellow - Black) un'opera cosi intensa e spiazzante. L'artista, infatti, realizza due volti che diventano quattro, quattro grottesche espressioni marmoree che si confrontano con lo spazio espositivo museale.

La città fantasma di Damir Ocko (The Boy with a Magic Horn) e la scultura di Rita Mc Bride (Pioneers), accompagnano mentalmente i visitatori "oltre" la dimensione storica, dandogli modo di inserirsi in altri percorsi e altre modalità percettive.
Questa sensazione si acuisce sicuramente nel cortile dove l'installazione di Michael Bevilacqua (Deadwood/ Deadnought and the Magnificent Seven) accoglie lo spettatore in una giostra di manichini fetish e cyberpunk, una commistione di immagini e forme che prende vita in uno dei luoghi più suggestivi della città.
A fianco di questo palazzo il portico dell'Archiginnasio è fatto rivivere dall'opera di Francesco Simeti, Speleotema, un accumulo di più elementi, con riferimenti alla natura e alla sua rappresentazione nell'arte, nella grafca, nella fotografia.

Procedendo nel cuore della città, nella Galleria Cavour, sfarzoso nucleo di haute couture e grandi firme, sospesa da terra, la creazione di Angela Glajcar, Perforation Schwebend, una perforazione, un triplice traforo sospeso, per l'appunto, il cui candore contrasta con le camicie coloratissime appese da Kaarina Kaikkonen in Piazza de' Calderini con l'opera Networking.

Nella prima, dei tunnel sospesi evocano la l'idea della leggerezza materica, mentre un forte impatto visivo dell'opera caratterizza l'installazione dell'artista finlandese.

Il tempo di una passeggiata, uno sguardo alle Due Torri e ci si trova in strada Maggiore. Giunti al Museo della Musica, ricco di una collezione unica di strumenti antichi, ma anche attivo nell'ospitare mostre di arte contemporanea.
Nel cortile, infatti, una suggestiva installazione che, in relazione con il luogo, mischia video arte, intervento sur place e musica. E' di Giuseppe Stampone l'installazione Play pienamente in sintonia con la neve depositata a terra caduta pochi giorni fa che si inscrive perfettamente nel contesto del museo.

Spostandoci verso la zona universitaria, il Museo del Palazzo Poggi ospita l'installazione di Luca Francesconi, Abbassare le Montagne, una serie di otto fotografie che ritraggono le mutazioni della montagna accostate a tre rocce si presentano al visitatore tra una raffigurazione di Luigi Galvani e Laura Bassi presenti al Museo dal contenuto scientifico.
Poche sale dopo Nicola Boella realizza un Garden of Eden composto da un trittico di croci e tredici serpi di brillanti, contemporanee tentatrici in un'epoca in cui tutto è creato per luccicare e attirare l'attenzione.
Sempre nel cuore della zona universitaria, l'Accademia delle Belle Arti e la pinacoteca Nazionale accolgono l'installazione di Daniel Knorr, Bonhomme, in tema con la stagione, il calssico pupazzo di neve viene rivisitato e costruito in ciottoli.
Da qui, ritornando verso Piazza Grande, in una sradina perpendicolare a via Indipendenza, nel Museo Civico Medievale è contenuta l'installazione di Nicola Evangelisti, Earth Light, un movimento di luce e tonalità variabili, che sembra fuoriuscire dal suolo innevato, come una continua rottura tra la freddezza della materia e il calore dato dalla luce.
Il viaggio si completa alla Business Lounge dell'aeroporto Guglielmo Marconi, un fulcro per la vita della città e un continuo incrocio di mondi, che ospita il lavoro L'Enciclopedia dei Fiori di Andrea Mastrovito, quasi ad invitare chi è appena atterrato a Bologna ad intraprendere un nuovo viaggio nell'arte e, a salutare chi è in partenza.
Here and now, hic et nunc, nello spazio e nel tempo l'arte si rivela disseminando la città di esperienze da esplorare.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  • Stefano Cagol
    W, 2009
    Palazzo Re Enzo
  • David Lindberg
    senza titolo, 2010
    SalaBorsa
  • Luca Pozzi
    O.S.O.B.E.
    Other Side of Brane Experiment, 2010
    Museo della Sanita e dell'Assistenza
    Oratorio della Vita 
  • Barry x Ball Barry x Ball -
    Matthew Barney (Yellow - Black)
    Dual-Dual Portrait, 2000-2009 
    Museo Archeologico
  • Francesco Simeti
    Speleotema, 2010
    Archiginnasio
  • Kaarina Kaikkonen
    Networking, 2010
    Piazza Calderini
  • Angela Glajcar
    Perforation Schwebend, 2010
    Galleria Cavour
  • Giuseppe Stampone
    Play, 2010
    Museo della Musica
  • Andrea Mastrovito
    Enciclopedia dei Fiori da Giardino, 2009
    Marconi Business Lounge 
     

*tutte le immagini sono courtesy of
ARTEFIERA ART FIRST Bologna 2010

Mappa

Dove e quando

  • Fino al: - 28 Febbraio, 2010
  • Indirizzo: Bologna

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