Hangart-7 - Una forza del passato
di // pubblicato il 05 Luglio, 2009
Se avete intenzione di passare le vostre vacanze estive in Austria e siete amanti dell'arte e del design, oltre che della buona tavola, dovreste mettere in programma una visita all'Hangar-7 di Salisburgo, un meraviglioso spazio situato nel comprensorio dell'aeroporto della città, voluto da Dietrich Mateschitz, fondatore della Red Bull e grande appassionato di volo.

Lo spazio è stato disegnato per ospitare mostre d'arte ed eventi di vario genere. Al suo interno è presente anche il ristorante Ikarus, che ogni mese ospita un grande chef di un paese diverso, e il Mayday bar, un bar super hi-tech.
Dal 4 luglio al 13 settembre 2009, l'Hangar-7 ospiterà Una Forza del Passato, mostra di pittura contemporanea che offre una panoramica dell'attuale scenario artistico italiano.

Partendo da Milano, l'esposizione illustra diversi approcci alla pittura e al disegno, dalla Sicilia all'Alto Adige. Il titolo della mostra è una citazione da una lirica di Pier Paolo Pasolini. La pittura quale forza del passato, evoca il mito dell'immortalità di una forma artistica soggetta a mutamenti continui. Mutamenti che tramite un processo dialettico che si manifesta sia attraverso nuove tecniche, motivi, temi e personalità artistiche, sia tramite la ripresa del passato.
Questi elementi contrastanti caratterizzano la produzione artistica contemporanea in Italia, dove si incontrano nord e sud, industria e ruralità, design e kitsch, tradizione e ultimo grido.

Il milanese Alessandro Ceresoli offre visioni insolite consentendo al fruitore di spaziare tra paesaggi fantastici e antichi miti nei suoi lavori dal fondo nero.
Gabriele Arruzzo crea vivaci scenari di stile fumettistico in una combinazione di elementi arcaici e spirito del tempo.
I paesaggi di Valentina D'Amaro sono antinarrativi, si orientano verso la natura reale, evocano alberi, cespugli e prati quali muti testimoni di un avvenimento e sono senza tempo.

Diverso è il modo in cui il palermitano Francesco De Grandi costruisce i suoi paesaggi che sconfinano nel fantastico, studi pittorici che comprendono spazio e luce.
Quelli di Francesco Lauretta sono motivi antichi, gente che si affolla su strade siciliane processioni e angeli rapiti.

I complessi lavori dell'artista romano Pietro Ruffo nascono dalla sua intensa frequentazione di luoghi e persone, ritraendo ad esempio i degenti di una clinica.
Le opere di Sybille Trafoier reinventano il corpo, in una visione interiorizzata, sebbene anche la sua pittura catturi appieno la pesantezza della caducità.

La bolognese Francesca Pizzo, infine, nei suoi ritratti effettua una riduzione cromatica ed evidenzia una caratteristica ben precisa dei suoi protagonisti.