Guttuso e gli artisti di Corrente in mostra al Palazzo Mediceo di Serravezza

di Silvia Groppa // pubblicato il 17 Luglio, 2011

La pittura è il mio mestiere, cioè è il mio mestiere ed il mio modo di avere rapporto con il mondo. Vorrei essere appassionato e semplice, audace e non esagerato. Vorrei arrivare alla totale libertà in arte, libertà che, come nella vita, consiste nella verità. (R. Guttuso, 1957)

L’autenticità dell’arte e dell’esperienza di vita di Renato Guttuso (Bagheria, 26 dicembre 1911 – Roma, 18 gennaio 1987) viene celebrata nel Palazzo Mediceo di Serravezza in occasione del centenario della nascita dell’artista. Ricorrenza che cade nell’anno in cui si celebrano anche i 150 anni dell’Unità d’Itlaia, importante motivo per cui il comune versiliese sceglie di ripercorre, attraverso il cospicuo nucleo di dipinti e di lavori grafici di Renato Guttuso, oltre mezzo secolo di storia della cultura italiana del Novecento, incarnata da un personaggio che fu protagonista, tanto nell’arte quanto nel sociale, con il suo impegno intellettivo e creativo, fatto di sofferenze, miti, ideali e passioni culturali ed anche politiche.
In Versilia, dunque, la stagione estiva viene resa ancor più interessante da questa mostra dal titolo Guttuso e gli amici di Corrente, che ricorda si uno spaccato di storia italiana, ma riporta all’attenzione del pubblico e della critica dopo anni di oblio numerose opere d’arte.
La mostra è stata organizzata dalla Fondazione Terre Medicee e dal Comune di Seravezza, con il patrocinio della Regione Toscana e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è stata realizzata anche con il sostegno della Provincia di Lucca, della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Banca della Versilia, Lunigiana e Garfagnana.

Il progetto è il risultato della cura di Enrico Dei in collaborazione con Giuseppe di Natale, Gioela Massagli e Mauro Pratesi, che hanno selezionato le oltre 70 opere, tutte provenienti da importanti collezioni private. In mostra, fino all’11 Settembre, oltre i lavori di Renato Guttuso si potranno ammirare i capolavori di altrettanti artisti importanti, che si legarono a Guttuso, instaurato un sodalizio fortissimo: Ernesto Treccani, Renato Birolli, Aligi Sassu, Giuseppe Migneco, Ennio Morlotti, Emilio Vedova.
Il Palazzo Mediceo di Serravezza dà il giusto “tributo alla carriera – dice il curatore Enrico Dei – e all’arco creativo indiscusso dell’artista siciliano, come uno dei migliori interpreti della tradizione dell’arte italiana e internazionale che lo ha reso celebre e apprezzato in tutto il mondo”.

L’artista di Bagheria ha avuto una lunga e meritata carriera, fatta non solo di arte ma di impegno intellettivo, che lo ha visto protagonista di importanti battaglie che lo hanno portato tra il 1927 e il 1935 a Milano, dove partecipò al vivace dibattito culturale che vi si svolgeva e dove ebbe modo di conoscere molti artisti ed intellettuali. Qui abbracciò la causa antifascista schierandosi politicamente in modo molto netto al partito comunista, si avvicinò al movimento artistico realista attraverso cui sviluppò una pittura personale e originalissima. In quegli anni il capoluogo lombardo è il centro nevralgico della cultura italiana, è qui che si costituì il movimento milanese detto di “Corrente”, che riuniva tutti gli artisti e i letterati che erano contro il regime di Mussolini, negli anni in cui si consumava il secondo conflitto mondiale.

Il gruppo di “Corrente” si formò intorno alla rivista Corrente di vita giovanile fondata da Ernesto Treccani nel 1938 e chiusa dal fascismo nel 1940. Il fervente mondo artistico milanese, era scosso in quegli anni dalle gallerie, dagli studi degli stessi artisti e dai caffè (Savini, Cova, Le Tre Marie e il Craja), che diventarono luoghi d’incontro, dove spesso prendevano vita veri e propri dibattiti culturali aperti a intellettuali, letterati, giovani artisti ma anche a studenti universitari e cittadini. La città alla fine degli anni ’30, insomma, attraeva molti giovani provenienti da tutto il territorio italiano, che si inserirono in quel tessuto culturale cittadino che fece la storia dell’antifascismo italiano. E’ in questo clima che s’incontrarono i veri protagonisti di “Corrente”: Ernesto Treccani, Renato Birolli, Aligi Sassu, Giuseppe Migneco, Ennio Morlotti, Emilio Vedova, Beniamino Joppolo, Bruno Cassinari e Renato Guttuso. Artisti, che negli anni della lotta al regime fascista, furono sensibili alle sollecitazioni europee come apertura necessaria al rinnovamento dell’arte italiana, per questo la loro ricerca si focalizzò sui soggetti eticamente impegnati che colsero attraverso un realismo deformato dal linguaggio dell’espressionismo, che gli permise di dichiarare i propri dissensi. I loro modelli furono le opere di Van Gogh, Ensor, Munch, Kokoschka, Kierchner, ma anche il Picasso di Guernica e il Cézanne delle Grandi Bagnanti, che considerarono emblemi della tragicità degli eventi contemporanei. Gli “amici di Corrente” recuperano il classicismo con l’esclusivo intellettualismo delle avanguardie.

Tale attrazione portò Guttuso a Parigi, dove conobbe Picasso e con il quale instaurò una duratura amicizia, che lo portò ad esporre all’estero e a produrre una pittura figurativa post-cubista. Dopo la Liberazione, Guttuso insieme ai suoi colleghi e “amici di Corrente” promosse il Fronte nuovo delle arti, con l’intento di denunciare ingiustizie politiche e sociali dell’Italia del dopoguerra e recuperare le esperienze artistiche europee. La loro arte, pur con difficoltà, trovò il sostegno delle gallerie Il Milione di Milano e La Bottega di Corrente, quest’ultima venne acquistata da Alberto della Ragione dandole il nome La Spiga, hce continuò la promozione del gruppo, anche attraverso il collezionismo delle opere.
Nel corso della sua intensa attività artistica, Guttuso nelle sue opere ha sempre voluto evidenziare il suo impegno sociale di denuncia contro la complessità della condizione di sofferenza umana e le contraddizioni politico-sociali che si consumavano nel suo tempo. Opere riconoscibili per il generoso uso che fa del colore, per le figure nervose e scattanti che colloca liberamente nello spazio. Il realismo descrittivo di Renato Guttuso, quasi popolare e accessibile alle masse, diventa il simbolo di connotazione della sua forte identità artistica che lo ha portato a rappresentare nei suoi lavori “tutti coloro che subiscono oltraggio, carcere, supplizio per le loro idee”, come scrisse lui stesso nel suo Diario.

In mostra vengono ripercorse le diverse fasi artistiche di Renato Guttuso, il quale aderì nei diversi momenti della sua esperienza di vita ad altrettanti diversi movimenti artistici: alla fine degli anni Quaranta il pittore siciliano prendeva tanta della sua ispirazione visiva dalla sua terra, dal mondo contadino, dalle distese luminose e brillanti di aranceti e cactus che lo accompagneranno sempre nel suo percorso artistico, anche quando, ormai politicamente impegnato, abbraccerà con convinzione un’arte del sociale, che lo portò a realizzare quadri come la “Fucilazione in Campagna” (realizzata tra il ‘37 ed il ‘38), dedicato a García Lorca, o il “Sogno di un guerrafondaio” grande dipinto del 1951, il cui protagonista è il Presidente degli U.S.A Eisenhower, un’opera che constò a Guttuso un processo in Corte d’Assise per offesa a capo di stato straniero. Infine, “La Crocifissione” del 1942, il suo dipinto più famoso e allo stesso tempo più contestato, soprattutto da parte del clero, in quanto sotto il soggetto sacro l’artista denunciava gli orrori della guerra. Oltre a “L’uomo che fuma o ritratto del pittore Garajo” del 1961.

Tutte le opere esposte sono raccolte nel catalogo edito da Pacini Editore, illustrate e schedate a fronte di impegnativi testi critici che analizzano il percorso dell’artista nell’arco di mezzo secolo. Mauro Pratesi tra selezionatissime fonti e numerose epistole, ripercorre gli anni dell’artista affianco a Bernard Berenson e Roberto Longhi; mentre Giuseppe Di Natale presenta la ricerca del movimento milanese di “Corrente”; per finire con le Note su alcuni disegni di Renato Guttuso fatte da Gioela Massagli.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

- Renato Guttuso, Pianta, 1980, olio su tela, 
  cm 150x125, firmato e datato in basso a
  sinistra: Guttuso 80, Studio d’Arte Nicoletta 
  Colombo, Milano.
- Emilio Vedova, Cristo nei Getsemani
  (interpretazione da Tintoretto), 1942,
  olio su tela, cm 49,7x44,7,
  firmato in basso a sinistra: Vedova, Prato,
  Farsettiarte.
- Renato Guttuso, Sogno di un guerrafondaio,
  1951, olio su faesite, cm 150x224, datato
  e firmato in basso a destra: 17/1/51
  Guttuso, collezione privata.
- Renato Guttuso, Natura morta, 1958,
  olio su tela, cm 111x133, firmato in basso
  a destra: Guttuso, collezione privata.
- Aligi Sassu, Battaglia fantastica, 1942,
  olio su tela, cm 80,5x120,3, collezione
  privata.
- Renato Guttuso, Testa di donna, 1960,
  olio su tela, cm 50x40,5, firmato in basso
  a sinistra: Guttuso, collezione privata.
- Renato Guttuso, Uomo che fuma
  (Ritratto del pittore Garajo)
, 1961,
  olio su tela, cm 113x135, firmato in
  basso a destra: Guttuso, collezione
  privata, courtesy Frittelli Arte
  Contemporanea, Firenze.

IN COPERTINA

Particolare
Renato Guttuso, Uomo che fuma 
(Ritratto del pittore Garajo)
, 1961, 
olio su tela, cm 113x135, firmato in 
basso a destra: Guttuso, collezione 
privata, courtesy Frittelli Arte 
Contemporanea, Firenze

Mappa

Dove e quando

  • Date : 01 Luglio, 2011 - 11 Settembre, 2011
  • Indirizzo: Palazzo Mediceo di Seravezza - Via del Palazzo, 358 (Lucca)
  • Sito web

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