Guida ai locali storici d’Italia
di // pubblicato il 06 Ottobre, 2011
L’autunno, ormai alle porte, è la stagione perfetta per rifugiarsi anche solo pochi minuti in un bar o un caffé per sorseggiare una bevanda calda e magari osservare il passaggio della gente lungo una strada affollata. Un gesto forse legato a tempi andati, un po’ inusuale nella vita frenetica di oggi, e che ci riporta ad atmosfere lontane. Per chi, nonostante gli impegni, riesce comunque a ritagliarsi una pausa di questo tipo, non c’è niente di meglio di uno dei tanti locali storici sparsi nella penisola: gli appassionati del genere possono rintracciarli tutti grazie alla guida Locali Storici d’Italia, pubblicata annualmente dall’omonima associazione.

Seguendo le indicazioni della guida è possibile scoprire molte perle nascoste nel Bel Paese: così se ci si trovasse a passare da Palermo ci si potrebbe fermare a nello stesso locale - pasticceria Mazzara - in cui Giuseppe Tomasi da Lampedusa scrisse molte delle pagine del suo Gattopardo; oppure trovandosi a Firenze si potrebbe sostare alle Giubbe Rosse, dove oltre a sorseggiare un caffé si può assistere a incontri letterari seduti agli stessi tavoli che ospitarono Vittorini, Montale e Balla; o ancora passando da Venezia non si potrebbe certo evitare ordinare qualcosa al caffé Quadri, che affacciato su Piazza S. Marco ospitò Lord Byron, Wagner, Dumas e Proust, oppure al Florian che come è noto tra i suoi celebri avventori può vantare il famoso Casanova.

I locali storici costituiscono un immenso patrimonio storico e culturale, e una grande risorsa per un turismo attento alla qualità e alla ricerca di attività slow, rispettose del contesto locale, dei prodotti tipici e della tradizione culturale. Ogni recensione è corredata, in questa edizione 2011 curata da Claudio Guagnini, da illustrazioni create appositamente dal pittore Gianni Renna, in una veste grafica che non a caso ricorda le guide del secolo scorso. Nelle brevi descrizioni non mancano i piccoli aneddoti e le particolarità dei singoli locali.
La guida ha il merito di disegnare una geografia italiana fatta di memorie storiche e gastronomiche, di immagini, parole, ricette e sapori che abbracciano l’intero paese.
Nella guida sono recensiti in due lingue (italiano e inglese) ben 232 locali di vario genere: non solo bar, pasticcerie e caffé, ma anche hotel, grapperie, confetterie, trattorie e ristoranti che siano in attività da più di settant’anni e che abbiano particolari requisiti legati alla storia e alla vita culturale. Molti di questi esercizi sono ancora oggi guidati dai discendenti dei loro fondatori, che furono in molti casi dei veri innovatori: tra loro infatti troviamo gli inventori di ricette oggi divenute “tipiche” (è il caso della trattoria Amatriciana a Roma, o del Bicerin, locale torinese che ha dato il nome all’omonima specialità). Seguire questi itinerari è anche un modo per ripercorrere a ritroso una storia alternativa del nostro paese, specchio di un’Italia che nonostante le difficoltà ha sempre dimostrato un’eccezionale vitalità e - a suo modo - un notevole spirito imprenditoriale.

In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità la guida Locali storici d’Italia dedica un’attenzione speciale a quei luoghi che sono stati testimoni di particolari episodi legati al Risorgimento, o che hanno ospitato patrioti e politici illustri: dal ristorante e caffé del Cambio a Torino dove Cavour si fermava regolarmente, al Tommaseo di Trieste che ospitò le discussioni di buona parte degli irredentisti triestini, dall’hotel Tornabuoni Beacci dove alloggiava Bettino Ricasoli all’epoca Presidente del Consiglio in una Firenze capitale d’Italia, fino al caffé Renzelli (Cosenza) dal quale partirono i moti contro i Borbone e nel quale festeggiarono i garibaldini all’indomani del loro ingresso in città.

La guida è pubblicata ogni anno dall’Associazione Locali Storici d’Italia, che la distribuisce gratuitamente presso la stessa associazione o i locali associati, oppure è possibile richiederne la spedizione contattando direttamente l’associazione e pagando le sole spese postali. In alternativa è possibile consultare le schede dei locali oltre ad alcuni aneddoti e ricette sul sito ufficiale.