Guercino: la scuola e la maniera
di - pubblicato il 19 Dicembre, 2008 in Mostre
Ancora un gioiello, la mostra Guercino la scuola, la maniera. I disegni agli Uffizi della raccolta del Gabinetto Disegni e Stampe che vanta un nucleo non comune di oltre settantacinque fogli del Maestro di cui gran parte oggi esposti e molti dei quali frutto dell'intuito collezionistico del cardinale Leopoldo de’ Medici che, dal 1650 al 1675, accumulò l’insuperata collezione di disegni antichi.
Conosciuto come il Guercino per un difetto di vista «essendo ancora in fasce, occorse che un giorno, mentre egli dormiva [ ... ] ci fu chi vicino a lui proruppe d'improvviso in grido così smoderato e strano che il fanciullo, svegliatosi pieno di spavento, diedesi a stralunar gli occhi [ ... ] per siffatta guisa, che la pupilla dell'occhio destro gli rimase travolta e ferma per sempre nella parte angolare», Giovan Francesco Barbieri (Cento, 2 febbraio 1591 - Bologna, 22 dicembre 1666), è uno dei protagonisti del disegno italiano del Seicento, con una produzione che per la vivacità inventiva e l’indubbia maestria tecnica si distingue da quella dei contemporanei.
Fin da subito il vigore dei suoi fogli fu apprezzato dagli storiografi che notarono, come Carlo Cesare Malvasia, quanto siano «spiritosi, guizzanti, bizzarri e galanti, che ben danno a conoscere quanto più di qualsiasi altro [disegnatore] fosse nato pittore, e fatto dalla natura».
I caratteri di «gustosa facilità» con cui i primi biografi ne sintetizzarono la produzione grafica invitano a considerare come tale dote non vada semplicemente percepita nella accezione di un dono naturale quanto un talento, solo in parte connaturato, nell’esprimersi graficamente, in contrapposizione alla astrazione intellettuale, alla sintesi formale e alla grazia di Guido Reni, altro grande maestro del disegno emiliano la cui produzione è stata trattata nella mostra dedicatagli all'inizio della primavera scorsa (vi rimando alla lettura dell'articolo di Elena pubblicato il 18 marzo).

Oggi, con questa esposizione, oltre regalare a Firenze un'altra straordinaria mostra a ingresso gratuito, si vuole anche dar conto delle ricerche più recenti e delle nuove attribuzioni, offrendo al pubblico una visione completa del Guercino disegnatore.
La maggioranza dei fogli tratta studi di figura, preparatori per composizioni dell’intera carriera artistica e la collezione degli Uffizi è particolarmente ricca di opere grafiche eseguite all’inizio della sua attività, prima dell'importante soggiorno romano del 1621-1623, che rappresentò uno dei principali punti di svolta nel percorso formativo.
Altre tipologie di disegni in mostra, tra cui paesaggi, caricature e soggetti di genere, restano invece di meno facile datazione potendo contare unicamente su elementi di stile.

Accanto ai disegni del maestro ne vengono esposti quasi altrettanti tra quelli dovuti agli artisti del suo studio, in primo luogo ai nipoti Benedetto (1633-1715) e Cesare Gennari (1637-1688), mentre in una sezione relativa ai Tardi seguaci, imitatori e copisti spiccano i nomi di Livio Mehus, Antonio Domenico Gabbiani, Giuseppe Maria Ficatelli (o Figatelli), Francesco Bartolozzi, nonché del misterioso “Falsario”.
Il catalogo che accompagna la mostra, corrispondente al volume XCVII della collana dell’Istituto edita da Leo S. Olschki, raccoglie l’esame delle opere di Nicholas e segnalo, il saggio di Elizabeth Cropper dove la lettura delle fonti, da Francesco Scannelli (1657) a Carlo Cesare Malvasia (1678) fino a Jacopo Alessandro Calvi (1808) e quello di Piera Giovanna Tordella che individua, su un piano più specificamente teorico, i nessi tra tecnica e stile.

Dopo l’esposizione fiorentina, la mostra si sposterà al Kunstmuseum di Berna dall'11 settembre al 22 novembre 2009.