Guariento e la Padova Carrarese

di Sara Baldi // pubblicato il 24 Maggio, 2011

A Padova, nelle sale di Palazzo del Monte, "Guariento e la Padova Carrarese" è un evento curato da Davide Banzato, Francesca Flores d'Arcais e Anna Maria Spiazzi in un itinerario che, oltre alla sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, comprende altre quattro sedi espositive.

Decine di preziosissime tavole e affreschi staccati per documentare una mostra ritenuta impossibile da allestire per la difficoltà di riunire le sue opere disperse in musei a giro per il mondo, opere fragili, spesso "inamovibili". Tutte le principali opere del grande Maestro degli Angeli, di colui che, dopo Giotto, è stato il più grande interprete della pittura del Trecento a Padova, sono straordinariamente riunite e la monografia sul Guariento diventa l'epicentro di una più ampia esposizione che indaga, per la prima volta in modo compito, la “Padova Carrarese”.
La città trecentesca rivive in questa mostra attraverso la cartografia, i modelli, i codici che illustrerano i principali esponenti della Signoria e la letteratura dell’epoca. Viene dimostrata la civiltà materiale del secolo XIV, ma anche i raggiungimenti della scienza nel periodo di maggior splendore vissuto da Padova.

Seguendo il filo, il visitatore è accompagnato alla scoperta dei principali luoghi e monumenti del Trecento come la Reggia Carrarese (affrescata dal Guariento) e il Museo Diocesano.
La mostra si sviluppa qundi ai Civici Musei agli Eremitani, Palazzo Zuckermann, il Museo Diocesano e la Casa del Petrarca ad Arquà. In quest’ultima è allestito un approfondimento sul Poeta e i suoi anni padovani.
Con quella di Arquà sono ben 10 le sezioni della grande mostra. Indagano a tutto tondo le figure dei Signori trecenteschi nonché i diversi aspetti della vita di corte e cittadina nel “Secolo d’oro” di Padova: la letteratura, i libri, la musica, la scienza, la scultura, le arti applicate (oreficeria, ceramiche, avori, mobili) la monetazione e persino la moda.
Sono molti a sostenere che il Trecento sia stato il “secolo d’oro” di Padova, cento anni nei quali la città rivaleggiava, in fatto di arte e cultura, con Parigi e poche altre città in Europa. Artisti del calibro di Giotto, Petrarca e più tardi Donatello erano spesso presenti a Padova, medicina e scienza (la filosofia naturale) erano all’avanguardia e tutti i saperi erano di casa. 

Altri angeli, stavolta contemporanei, attendono il visitatore nel Museo Diocesano. Sono quelli di Omar Galliani proposti nella mostra “Il Codice degli Angeli” allestita nella magnifica scenografia del Salone dei Vescovi. Nella suggestione di un dialogo tra le “presenze” contemporanee di Galliani e la sequenza di figure affrescate sulle pareti dell’antica, immensa sala delle udienze, lo stesso Guariento viene evocato con una citazione a punta di grafite.
Lo splendore di una città, Padova, che fu capitale artistica per oltre 80 anni, sino a quel 4 gennaio 1406 quando in Piazza San Marco l’ambasceria del Comune di Padova rende atto di sottomissione alla Serenissima; una città che sotto la dinastia dei Da Carrara o Carraresi, venne trasformata in uno dei più importanti fra i liberi comuni del Veneto, in una autentica capitale.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI
Guariento di Arpo
(Piove di Sacco, 1310-1370)


  • Angelo che pesa le anime e combatte
    con un diavolo
    (Dominazione?)
    80x57 cm
    Tavola
    Padova, Musei Civici,
    Museo Bottacin
  • Gruppo di dieci angeli seduti con globo
    e flabello gigliato
    (Serafini?)
    119x107 cm
    Tavola
    Padova, Musei Civici,
    Museo Bottacin
    Angelo con giglio che soccorre un
    pellegrino e uno storpio
    (Virtù)
    80x57 cm
    Tavola
    Padova, Musei Civici,
    Museo Bottacin



IN COPERTINA
un particolare di
Angelo che pesa le anime 
Tavola
Collezione privata


Catalogo edito da Marsilio.

Mappa

Dove e quando

GUARIENTO e la Padova Carrarese

  • Fino al: - 31 Luglio, 2011
  • Indirizzo: Palazzo del Monte e altre sedi, Padova

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