Grotte grottesche

di cierre // pubblicato il 30 Maggio, 2010

Con la diffusione in Toscana della “moda” dei giardini all'italiana in cui gli elementi naturali sono disposti secondo l’arbitrio dell’uomo, in base ad un puntiglioso piano architettonico per cui piante e fiori crescono seguendo determinate forme geometriche, fontane e grotte assumono un imponente aspetto scenografico. Uno degli ambienti irrinunciabili era appunto la Grottesca, cioè la ricostruzione fantasiosa e complessa di grotte naturali, con sculture, pitture decorative e giochi d’acqua. Si assistette così alla ideazione di una nuova tecnica di mosaico realizzata con ciottoli o con altri elementi naturali, quali conchiglie, pietre semipreziose, rocce spugnose, stalattiti, stalagmiti che venivano spesso rubate nelle grotte naturali e riutilizzate dagli artisti. Questa tecnica era abbinata a pitture realizzate a stucco o ad affresco in cui forme vegetali, fregi, figure fantastiche, sia umane sia animali, si intrecciavano armoniosamente.

A Firenze la prima grotta fantastica è quella chiamata Grotta degli animali nella Villa medicea di Castello, con sculture di Giambologna. La villa è una delle più antiche residenze “suburbane” della famiglia Medici, proprietaria fin dal 1477. Prediletta da Cosimo I, fu oggetto di particolari cure e il suo giardino, progettato nel 1538, un anno dopo l'ascesa al potere del giovane duca, venne studiato per celebrare il potere del principe attraverso la simbologia delle sue statue, delle fontane, e delle grotte. La Grotta degli animali ne è la straordinaria testimonianza animata da giochi d’acqua (ancora funzionanti ma non sempre disponibili al pubblico). Le tecniche idrauliche adottate lasciano ancora sorpresi. Senza alcun congegno ad azionamento elettrico, ma solo utilizzando la forza di gravità e la forza dell’acqua opportunamente incanalata oltre ad alimentare la fontana con comuni zampillii si potevano sorprendere gli ospiti con getti d’acqua improvvisi oppure stupirli con particolari effetti scenografici.

Dalla Grotta degli animali di Villa di Castello le grottesche si sono moltiplicate in tutte le residenze medicee. L’eccellenza è stata sicuramente raggiunta nel Giardino di Boboli di Firenze, dove sono presenti spettacolari esempi di grottesca. La più famosa è la grotta del Buontalenti (Grotta Grande), realizzata appunto da Bernardo Buontalenti fra il 1583 e il 1593 su incarico di Francesco I de' Medici. Ve ne sono altre di stupende e ben conservate, forse meno famose ma non meno importanti: la Grotticina della Madama (sempre del Buontalenti), la Grotta di Adamo ed Eva, ottocentesca, e la Grotta del Mosè in Palazzo Pitti.










Le grottesche vengono poi esportate fuori dai confini regionali, nei grandi parchi e residenze romane, utilizzate da Pinturicchio nell’appartamento Borgia e dalla scuola di Raffaello nella decorazione delle logge vaticane (tanto che la grottesca è talvolta detta anche raffaellesca) e nel nord Italia a Villa d’Este a Tivoli, tanto per nominarne una!

 

Dettagli

Figura 1. Grotta degli animali del Gianbologna, girdino della Villa medicea di Castello
(la terza vasca, lato destro)

Figura 2. Grotta Grande del Buontalenti,
Giardino di Boboli, Firenze (facciata)

Figura 3. Grotta Grande del Buontalenti,
Giardino di Boboli, Firenze (interno)