Grande musica sul lago d’Orta
di // pubblicato il 19 Giugno, 2011
Nel mese di luglio l'appuntamento con la grande musica è uno fra gli eventi di punta del territorio di Orta e del suo lago.
E' infatti giunto alla dodicesima edizione l'Orta Festival con un ricco e raffinato cartellone ideato dal direttore artistico Amedeo Monetti in collaborazione con l'Associazione Musicale Florestano-Eusebio.

Il Festival pone grande attenzione alle ricorrenze - 100° anniversario della scomparsa di Gustav Mahler e i due secoli dalla nascita di Franz Liszt - con il risultato di alternanza fra antico e moderno e calibrate alchimie, organici orchestrali ed ensemble cameristici.
Quindi, all’insegna della varietà di stili, epoche ed autori, il debutto della stagione 2011 previsto per il 9 luglio alla Basilica di San Giulio.
L’Orchestra da Camera di Milano diretta da Amedeo Monetti eseguirà l’Elegia per archi, pagina giovanile di Giacomo Puccini, di intensa espressività che ben si salda alle distillate atmosfere della Pastorale d’été di Honegger (datata 1920) e alla solarità sfolgorante dell'Ouverture da La Scala di seta di un Rossini appena ventenne. Completa il programma la mozartiana Sinfonia K 550, celebre pagina irrequieta e febbrile, coniata nella brunita tonalità di sol minore ed impregnata di pessimistico fatalismo, già orientato verso un clima Sturm und Drang. Una rarità questa esecuzione della K 550 perché proposta nella prima versione, quella del 1788, priva dei clarinetti. Certamente affascinante sarà confrontarla idealmente con la definitiva e corrente versione approntata da Mozart stesso nel 1790 in vista di una probabile esecuzione a Francoforte.
Pur rifuggendo da espliciti quanto prevedibili riferimenti risorgimentali, le due pagine italiane in programma, sono l'omaggio alla Nazione nel 150° dell’Unità.
Fra le proposte del programma 2011 spiccano i due concerti affidati all’Orta Festival Ensemble, il 16 luglio ad Orta presso la chiesa di Santa Maria Assunta e il 31 luglio ancora in quella straordinaria cornice della basilica nell'isola di San Giulio.
Il primo, diretto da Amedeo Monetti, sarà monograficamente dedicato a Mahler con una preziosità, la trascrizione cameristica a cura di Erwin Stein, allievo e collaboratore di Schönberg (1921) della Quarta Sinfonia (La Vita celestiale), dal titolo del lied Des Knaben Wunderhorn, interpretato dal soprano Lorna Windsor. Forse la più intimista tra le partiture mahleriane e la raffinata versione di Stein non farà minimamente rimpiangere quella originale per grande orchestra consentendo di apprezzarne al meglio le mille screziature e la qualità dell’inconfondibile tornitura melodica.
Invece, il 31 luglio, a conclusione del Festival, il medesimo ensemble si cimenterà, in assenza di direttore, con l'Ottetto in fa maggiore op. 166 D. 803 di Schubert, risalente al biennio 1824-25, tra i capolavori cameristici della matura stagione dell’autore.
Pur composta in ossequio alle maniere del beethoveniano Settimino, si tratta di un'opera del tutto originale ed assolutamente emblematica, dalla fascinosa veste timbrica, di sapore già quasi sinfonico. Tra gli esecutori, il clarinettista Alessandro Carbonare.
L’omaggio a Liszt è per il 25 luglio alla chiesa della Madonna di Luzzara a Gozzano con il giovane pianista francese Alì Hireche. In programma ben quattro Études d’éxécutions trascendantes, pagine assolutamente peculiari del pianismo lisztiano e la virtuosistica Rapsodie espagnole S 254 (R90): brani che necessitano di dita d’acciaio e molta sensibilità al pari degli schumanniani Studi sinfonici op. 13 proposti in apertura di serata (si ascolta inoltre l’Arabeske op. 18).
L'appuntamento con l’universo barocco è fissato per il 20 luglio nella cornice della chiesa di San Filiberto a Pella con due specialisti di consolidata esperienza: Vittorio Ghielmi e Luca Pianca (viola da gamba e liuto).
Programma completo