Gli “Impressionisti” della Collezione Clark
di // pubblicato il 24 Febbraio, 2011
Sarà lo splendido Palazzo Reale di Milano a fare da cornice ai 73 capolavori della collezione americana dello Sterling and Francine Clark Art Institute, di Williamstown. La città di Milano dal 2 Marzo fino al 19 Giugno ospiterà l’inedita mostra itinerante dal titolo Impressionisti. Capolavori della Collezione Clark, che verrà successivamente accolta in Francia, al Musée des Impressionnismes di Giverny, dal 13 luglio al 31 ottobre 2011, in Spagna, alla CaixaForum di Barcelona, dal 18 novembre 2011 al 12 febbraio 2012, e proseguirà nei maggiori musei di tutto il mondo.
L’evento è promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è organizzato dallo Sterling and Francine Clark Art Institute, insieme a Palazzo Reale e Arthemisia Group.

La cura della mostra è di Richard Rand, Senior Curator presso lofv Sterling and Francine Clark Art Institute e il percorso espositivo, organizzato con la consulenza scientifica di Stefano Zuffi, è articolato in dieci sezioni incentrate sui temi fondamentali che testimoniano le innovazioni stilistiche e tecniche della seconda metà dell’Ottocento: Impressione, Luce, Natura, Mare, Città e campagna, Viaggi, Corpo, Volti, Società e Piaceri.
Lo Sterling and Francine Clark Art Institute nasce nel 1955 a Williamstown, New England, Massachusetts, grazie all’americano Robert Sterling Clark, uno degli eredi del patrimonio delle macchine da cucire Singer, e alla moglie Francine Clary Clark, che insieme acquistarono il nucleo principale della collezione fra il 1910 e il 1950. I coniugi Clark hanno da sempre condiviso l’amore per l’arte che si è tradotto nel tempo in un’attività di collezionismo di grande sensibilità: capolavori sceltissimi di maestri rinascimentali, attenzione alle cosiddette arti applicate, sostegno ai pittori americani e una approfondita e accurata selezione di dipinti francesi dell’Ottocento. La collezione Clark riunisce oggi circa 8000 pezzi tra i quali 500 quadri e importanti collezioni di opere su carta e di arte decorativa.

Il Clark Art Institute riveste da sempre la duplice missione di museo d’arte e di centro di ricerca e alto perfezionamento nel campo delle arti visive e le sue consistenti risorse nonché le esposizioni e i vivaci programmi accademici proposti in sede, attirano visitatori, studenti e studiosi da ogni dove. Inoltre, l’istituto, organizza grandi mostre esportando le proprie opere in tutto il mondo.
Il corpus centrale della mostra milanese vede accanto ai dipinti di Renoir, Monet, Degas, Manet, Morisot e Pissarro, includere opere fondamentali dei pittori barbizonniers quali Jean-Baptiste-Camille Corot, Jean-François Millet, e Theodore Rousseau, dei maggiori pittori accademici del tempo quali William-Adolphe Bouguereau, Jean-Léon Gérôme e Alfred Stevens, e di post-impressionisti quali Pierre Bonnard, Paul Gauguin e Henri de Toulouse-Lautrec.
L’esposizione presenta una ricca selezione delle opere più importanti della collezione Clark: capolavori assoluti che sono parte integrante di un organico percorso che non “isola” le gemme, ma al contrario le inserisce in uno sviluppo di stili, di movimenti, di ricerche.
Come già detto, il percorso espositivo, si articola in dieci sezioni tematiche dedicate a diversi soggetti e situazioni: si apre con un prezioso nucleo di dipinti strettamente legati alla nascita dell’Impressionismo, per questo la prima sezione è dedicata all’Impressione, in cui si propone un confronto serrato tra i paesaggi di Monet, Pissarro e Sisley, i fiori di Manet, e i volti evocati da Renoir e Morisot: tutte opere che aiutano a comprendere le caratteristiche dello stile, della tecnica e della poesia impressionista.

La seconda sezione è dedicata alla Luce, elemento fondamentale della pittura impressionista en plein air, protagonista assoluta dell’immagine di Parigi (non a caso ribattezzata la “Ville Lumiére”), che viene proposta soprattutto nei paesaggi di Monet, Pissarro, come lo straordinario Tramonto, 1879 o 1881, di Renoir. La luce viene anche interpretata con estrema sensibilità nelle “nature morte” di Sisley e di Renoir.
Le sezioni centrali della mostra sono rivolte alla Natura, Mare, Città e campagna, strettamente concatenate fra loro; in tutti questi ambiti i dipinti impressionisti sono messi a confronto con opere appartenenti ad altri movimenti artistici: la natura elegante di Corot e le ricerche di Theodore Rousseau hanno costituito una premessa importante per gli esiti di Monet, mentre lo splendido angolo della Senna ad Argenteuil (1892 circa), dipinto da Caillebotte, rappresenta un raffinato caso di sviluppo post-impressionista, così come le marine di Jongkind e Boudin offrono un punto di confronto diretto con due capolavori di Monet ispirati alle coste della Normandia, mentre nella sezione dedicata al dialogo tra città e campagna incontriamo la scena parigina di Boldini, Attraversando la strada (1873 -1875).
Se Parigi è lo scenario privilegiato per le ricerche e le proposte artistiche, una sezione di grande importanza è quella dedicata ai Viaggi dei pittori: momento irrinunciabile per arricchire le esperienze visive, per mettersi a confronto con vedute storiche o per scoprire nuove emozioni. E’ questa la sezione più “italiana”: città e paesaggi del nostro Paese vengono ammirati da Corot e da Renoir. Non mancano temi orientaleggianti, come la scena egiziana descritta da Gerôme.

Da questa sezione si passa a quella dedicata alla Società, per vedere come l’arco espressivo della pittura francese del secondo Ottocento si allarghi a ogni ambito sociale. Ecco la Pastorella: pianura di Barbizon, prima del 1862, di Millet accanto alla giovane viaggiatrice Louise Harduin (1831) di Corot; l’animazione de Il Porto di Rouen: scarico di legname (1898) osservata da Pissarro accanto al tranquillo Interno ad Arcachon (1871) di Manet; le eleganti dame di Stevens e di Boldini accanto alla prostituta in Attesa (1888 c.) dei clienti di Toulouse-Lautrec.
Successivamente si apre la sezione dedicata al Corpo: Il Mercato di schiavi (1866) di Gerôme propone una esotica sensualità, e apre la riflessione sul soggetto più “classico” dell’arte: l’immagine del corpo umano.

Tra l’accademica perfezione di Bouguereau e la rigogliosa sontuosità della Bagnante bionda (1881) di Renoir, Berthe Morisot inserisce un tocco prezioso di sensibilità femminile. Avvicinando ulteriormente il rapporto con i soggetti, dal “corpo” si passa ai Volti di personaggi, e dietro a ogni volto c’è una storia. Ad alcuni autoritratti (Degas, Renoir) si associano personaggi di diverso genere, da Il Giardiniere dell’artista (1893) di Carolus-Durand alla Ragazza che lavora all’uncinetto (1875 c.) di Renoir, il primo quadro acquistato dai coniugi Clark, fino alla solenne Carmen (1884) ritratta da Toulouse-Lautrec nella sua energica, disincantata eppure a suo modo nobile realtà.

La mostra si conclude con un capitolo dedicato ai Piaceri. Il primo, e forse il più importante, è sottinteso: il piacere del collezionismo, da parte di Sterling e Francine Clark, evocato dal dipinto di Daumier con i Collezionisti di stampe (1860 – 1863 c.), coniugato con il piacere di condividere con il pubblico i capolavori del loro museo. In questa sezione conclusiva incontriamo i gusti raffinati di Degas, che prediligeva le corse ippiche a Longchamp e le ballerine dell’Opéra, con il profumo dei fiori (e delle fanciulle che li accompagnano) di Tissot e di Renoir; il brivido esotico evocato da Gerôme e l’intima gioia che ci può dare un cagnolino descritta da Bonnard.

Questa selezione di opere sintetizzano il senso di una collezione che ha come fulcro gli impressionisti come straordinario momento di una storia incessante di idee, di gusto, di poesia. La mostra sarà accompagnata da un catalogo pubblicato dalla Clark con Skira, ricco di immagini e di saggi curati da James A. Ganz e Richard R. Brettell.