Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento

di Elena Pratesi // pubblicato il 26 Marzo, 2010

Al Palazzo Te di Mantova sono esposti gli Arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento. Se le recenti mostre dedicate alla corte hanno affascinato e sorpreso il pubblico e allo stesso tempi anche gli esperti per la quantità e la ricchezza delle opere che all'epoca abbellivamo le dimore della famiglia dominante, sculture, gioielli, argenti, dipinti, fino ad oggi, però, non era sta data rilevanza alle preziose tappezzerie che decoravano pareti e sale.

La mostra, posta sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, curata da Guy Delmarcel in collaborazione con Nello Forti Grazzini, Stefano L'Occaso e Luca Meoni, presenta l’affascinante arazzeria della collezione Gonzaga  conosciuta e rintracciata.

Ben 34 opere tessili compongono l’allestimento e risalgono al periodo rinascimentale, in particolare all’età dei tre figli di Isabella d’Este e Francesco II Gonzaga: Federico II, primo duca e committente del Palazzo Te, Ercole, cardinale e legato pontificio al Concilio di Trento, e Ferrante, comandante in capo delle truppe imperiali, poi governatore di Milano.

Una occasione molto importante per far conoscere ed apprezzare al pubblico le vestigia del passato mantovano e la grandezza di una nobile casata, quella lunga signoria che ha generato a Mantova uno dei massimi centri di espansione e di diffusione delle arti e della cultura.

A Mantova arrivavano artisti da tutte le parti dell'Europa perchè l'interesse per il bello, la passione artistica trovavano l'apice dell'espansione.

Fin dall'antichità questi preziosi tessuti sono stati gli ornamenti prediletti dai nobili, erano di dimensioni notevoli, diretta espressione delle ricchezze e del prestigio dei committenti, per lo più erano realizzati da artisti fiamminghi su disegno di maestri come Mantegna, Raffaello e Giulio Romano, e proponevano per la gran parte scene campestri, bibliche e profane; ma a questi si aggiungevano altri arazzi con intessute storie complesse e considerate sia modelli sia suggerimenti autocelebrativi dei loro proprietari. Per un cardinale, ad esempio, venivano commissionate storie bibliche o personaggi cristiani dagli atti degli Apostoli, mentre, per un uomo d'armi, storie profane, come quelle di Enea o di Alessandro o ancora le fatiche di Ercole.

Come accennavo prima, la raccolta degli arazzi che è giunta a noi è solo una piccola parte dei tesori dei tre figli di Isabella d’Este che sembrano essere almeno una cinquantina di opere custoditi fra musei italiani ed europei.

In esposizione alcuni eccezionali capolavori come la famosa Annunciazione di Chicago, uno dei più antichi arazzi di gusto rinascimentale sopravvissuto al mondo, che rievoca la Camera degli sposi di Andrea Mantegna a Palazzo Ducale, tessuto per Ludovico II e utilizzato come ornamento del pulpito della cattedrale di Mantova, ad accompagnare questi arazzi altri lavori dell’inizio e della fine del cinquecento.

L’unico esemplare che non fa parte della collezione dei Gonzaga è La Pesca Miracolosa da Raffaello e bottega, il cui cartone originale è stato eseguito dal maestro tra il 1514 e il 1516, mentre l’arazzo, insieme ad altri nove della serie, è stato tessuto nella bottega di Pieter van Aelst di Bruxelles; l’opera proveniente dai Musei Pontifici, era destinata alla decorazione della Cappella Sistina.

Un eccellente catalogo che permette di comprendere pienamente perché questa mostra sia stata fortemente voluta dal Comitato Scientifico di Palazzo Te e la praticissoma guida, editi entrambi da Skira, accompagnano l'evento fornendo la ricostruzione storica e morfologica del patrimonio dell'arazzeria dei Gonzaga, attraverso le ricerche di due studiosi, Clifford M. Brown e Guy Delmarcel. Tale ricomposizione evidenzia le valenze storiche e culturali del periodo storico in cui sono state create queste opere.

Repertorio completo degli arazzi e delle fonti documentarie ad essi correlate, questi studi vengono ora riproposti in versione tradotta, ed ampliata, grazie anche al contributo di altri autori e all'aggiornamento bibliografico.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Bottega di Nicolas Karcher
    Puttini: La barca della Fortuna
    Arazzo
    363 x 413 cm
    Lisbona, Museu Calouste Gulbenkian
  • Bottega di Jehan Baudouyn Fructus
    Belli: Il carro del trionfo
    Arazzo
    495 x 890 cm
    Bruxelles, Musées royaux d’Art e d’Histoire
  • Bottega di Willem Dermoyen
    Mosé: Mosé riceve le tavole della legge
    sul Monte Sinai
    Arazzo
    351 x 402 cm
    Châteaudun, château de Châteaudun,
    Centre des Monuments Nationaux
  • Artista Nord Italia
    Annunciazione
    Arazzo
    113,7 x 179,4 cm
    Chicago, The Art Institute
  • Raffaello e bottega
    La Pesca miracolosa
    Arazzo
    493 x 440 cm
    Città del Vaticano, Musei e
    Gallerie Pontificie
  • Manifattura di Bruxelles
    Cefalo e Procri: Il banchetto
    di nozze di Cefalo e Procri
    Arazzo
    355 x 404 cm
    Città del Vaticano, Musei e
    Gallerie Pontificie


IN COPERTINA
particolare di
Manifattura di Cornelis Mattens
Storie di Alessandro Magno:
Alessandro Magno assale Tiro
Arazzo
360 x 526 cm
Monselice (Padova),
Castello Rocca di Monselice

Mappa

Dove e quando

GLI ARAZZI DEI GONZAGA NEL RINASCIMENTO. Da Mantegna a Raffaello e Giulio Romano

  • Fino al: - 27 Giugno, 2010
  • Indirizzo: Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te, Mantova, viale Te
  • Sito web

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