“Gli anni della cupola” on-line

di Marica Guccini // pubblicato il 21 Dicembre, 2009

È on-line, in una versione completa e accessibile a tutti, "Gli anni della Cupola. 1417-1436" l’archivio digitale testuale e strutturato delle fonti dell’Opera di Santa Maria del Fiore che permetterà a studiosi e curiosi di poter entrare nel particolare delle vicende relative a quel ventennio, tra il 1417 e il 1436, nel quale la progettazione e la costruzione della cupola fiorentina ebbero luogo.

Voluta e sostenuta sin dall’inizio dalla Repubblica Fiorentina, la costruzione della cattedrale di Santa Maria del Fiore fu affidata, nel 1331, dal governo cittadino alla corporazione dell’Arte della Lana (una tra le più potenti della città, contava circa un terzo della popolazione fiorentina!) che, a sua volta, fondò l’Opera volta ad espletare tale compito seguendo stabilmente le fasi della costruzione.
L’Opera è pertanto un’istituzione laica nata per sovrintendere alla costruzione della nuova Cattedrale e del suo campanile ma che, ancora oggi, esiste ed agisce per conservare il complesso monumentale.

L’archivio, costituito da 21.000 atti digitalizzati tramite un progetto internazionale ideato in collaborazione con il Max-Planck-Institut per la Storia della Scienza di Berlino, comprende tutte le fonti amministrative conservate nell’Opera relative al periodo in esame, corredate di un sistema di analisi strutturato che permette di conoscerne il contenuto e di accedervi facilmente.

I documenti digitalizzati riportano non solo le vicende relative alla costruzione della cupola del Brunelleschi, bensì tutto il grande cantiere relativo alla Cattedrale, ai suoi arredi e alle opere d’arte, oltre che alla residenza del clero nella canonica adiacente e ad informazioni su altri immobili di sua proprietà.
Si potranno ritrovare inoltre tracce e documentazioni di tutti quei lavori che il Comune affidò all’Opera del Duomo nel contado, quali le fortificazioni o gli appartamenti papali allestiti nel convento di Santa Maria Novella.

Da questo tessuto di documenti emergerà, oltre alla vicenda specifica, la trama di rapporti intessuti tra l’Opera e Firenze stessa, la sua presenza nel contesto della liturgia e la posizione assunta nei confronti della città che si vedeva, del resto, riflessa nella grande impresa civica.
Uno strumento utile quindi non solo ai tecnici del settore, ma a chiunque volesse indagare meglio il tessuto sociale di quel frangente temporale.

Il corredo d’immagini indicizzate dei manoscritti originali risponde, inoltre, alla sfida conservativa dei manoscritti, spesso molto danneggiati a causa di danni subiti durante l’alluvione del 1966, che tramite la sola fotografia risulterebbero, a volte, illeggibili. Alcune manipolazioni invece, basate sulle tecniche di un attento “restauro virtuale”, permettono di ripristinare e mantenere la memoria e la leggibilità di questi documenti gravemente compromessi.

 

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