Giovedì 9 giugno

di Francesca Vinci // pubblicato il 12 Giugno, 2011

Il concerto in piazza ha le sue regole: braccia in alto, cantare e saltare sul posto. Due di queste azioni vanno però evitate se non si è ancora finito la birra o le bestemmie intorno non saranno la sola cosa a partire…
Prato, pietre o asfalto non importa, quelli alle finestre stanno comunque più comodi.

Gratis è la parola d’ordine, buona causa è la ragione d’obbligo. Blu è il colore dei palloncini che rimbalzando di testa in testa hanno galleggiato per piazza Santa Maria Novella a Firenze giovedì scorso

Annunciata dalla biondina tanto simpatica Daniela Morozzi, sul palco è salita un sacco di brava gente, si può dire parecchio mescola ma così ognuno c’ha trovato il suo…o almeno ha avuto buone probabilità.
A partire dai Bandao di rosso vestiti che coi tamburi han mandato via lo malo tempo per tutto il fine settimana e speriamo anche più in là.
Poi Paolo Vallesi, Saverio Lanza e una pazza scatenata con parrucca bionda e due veline, al secolo Monnalisa.

Stefano Bollani c’era, e lui è uno che come tocca il pianoforte ti ricrea l’anima: dico, fosse possibile te lo metteresti volentieri sul comodino, magari con un mezza coda, per accenderlo la sera. In compagnia di Irene Grandi con Sono come tu mi vuoi e Bruci la città (magari non la mia) ha aperto il cuore e se ne è andato.
Ha lasciato il posto ai cento passi di Cisco che è sempre un bel sentire, chiaro e preciso.
Una capatina l’ha fatta anche Sergio Staino che l’avevan lasciato senza fumetti ma fa sempre piacere vederlo.
La chiusura potevan farla solo loro, il gruppone dei grupponi, quelli che i tutti contro tutti pogo-affini prendon ferie pe stà sicuri. Evviva la BandaBardò!

Libertà è partecipazione, diceva Gaber.

 

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