Giorgio Morandi: frammenti d’eternità

di Andrea Mancaniello - pubblicato il 06 Febbraio, 2010 in Musei


Porsi davanti all’opera di Giorgio Morandi regala una sensazione strana che niente ha a che fare con l’emotività che solitamente coinvolge di fronte a capolavori amati, l’approccio è forse più razionale, ma guardare le sue nature morte con la ripetitività dei soggetti e una scala cromatica molto tenue fatta di sabbie e grigi predominanti, pone al cospetto di qualcosa di etereo. L’assenza di qualsiasi frutto in quelle che ostinatamente continua a chiamare nature morte, come la totale assenza di figure umane che abitino i suoi paesaggi, i pochi fiori quando presenti sono ritratti con una pastosità che li fa sembrare quasi di ceramica come il vaso che li contiene, l’assenza prevalente di luci e ombre che possano definire una collocazione temporale all’interno della giornata, sono tutti elementi che contribuiscono a dare l’idea di qualcosa di sospeso.
 Oggetti non collocabili nel tempo o nello spazio sembrano piuttosto ombre o fantasmi di oggetti più che una rappresentazione dell’oggetto stesso, perciò alla fine la sensazione è di trovarsi davanti a qualcosa d’immutabile, immune al passaggio del tempo e per questo magnifica rappresentazione dell’eternità.

Aperto a Bologna, sua città natale, nel 1993 il Museo Morandi si trova all’interno di Palazzo d’Accursio e rappresenta la collezione pubblica più completa dell’opera dell’artista, grazie soprattutto alla cospicua donazione fatta al comune dalla sorella del pittore, Maria Teresa Morandi, che ne ha consentito l’allestimento permanente.

Nato nel 1890 Giorgio Morandi ha attraversato i maggiori movimenti pittorici dell’arte del Novecento, dal Futurismo alla Metafisica, senza per questo perdere mai la sua personalità, restando semmai fedele alla costruzione di un suo percorso artistico individuale autonomo e originale, evitando di restare imprigionato all’esclusiva appartenenza di una sola corrente.
Invitato a esporre alla Biennale di Venezia fin dal 1928 Morandi partecipa numerose volte alla Quadriennale di Roma e colleziona riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, esponendo tra gli altri a San Paolo del Brasile, a Monaco di Baviera, a Madrid e a New York. Presto sarà inaugurato il nuovo museo nella casa dell’artista in via Fondazza che Morandi abitò con le sorelle dal 1910 al 1964, anno della sua scomparsa, il Comune di Bologna ha acquistato l’appartamento nel 1999 ma solo nel 2008 sono iniziati i lavori di recupero architettonico improntati al criterio di luogo della narrazione e della memoria. Il progetto prevede la ricostruzione di alcuni ambienti con l’ausilio di oggetti originali appartenuti all’artista, in particolare lo studio dove il Maestro viveva giorno e notte raccogliendo, soppesando e disponendo con attenzione quasi ossessiva gli elementi usati a comporre le sue nature morte. L’allestimento finale prevede anche l’esposizione di una ricca galleria fotografica che testimonia anche dei tanti rapporti d’amicizia di Giorgio Morandi con altre grandi personalità, da List a Folon, e una serie di strumenti tra cui i torchi che usava per la realizzazione delle sue acqueforti.

Didascalie & Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Lo scalone interno a Palazzo d’Accursio
    attraverso cui si accede al Museo Giorgio Morandi
  • Fiori
    olio su tela, 1949
  • Natura morta
    olio su tela, 1951

Ingresso libero

Extra

Mappa

Dove e quando

  • Indirizzo: Museo Giorgio Morandi, Palazzo d'Accursio, Piazza Maggiore 6, Bologna
  • Sito web

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