Giorgio Morandi a Firenze
di // pubblicato il 05 Aprile, 2011
Oltre tremila porsone all'inaugurazione della mostra di Giorgio Morandi che ha varato il programma espositivo della Galleria Frediano Farsetti a Firenze.
Fra i presenti anche il sindaco Matteo Renzi, dichiaratosi "... molto felice che i Farsetti tornino a Firenze con una mostra su Giorgio Morandi, con una qualità e quantità di dipinti che ci si aspetterebbe di vedere in un museo. Questo evento e i successivi in programma nella galleria aiuteranno Firenze a conoscere sempre di più l'arte del Novecento."

Nel capoluogo toscano una personale del Maestro bolognese mancava da oltre cinquant'anni e, selezionate da collezioni private dell'archivio Casa d'aste FarsettiArte, datate dal 1919 al 1963, sono esposte una cinquantina di opere fra nature morte - con forme metafisiche di vasi e bottiglie - fiori e paesaggi che Morandi vedeva dal suo studio in via Fondazza.

Palesando il profondo legame con la natura, estremamente suggestivo il nucleo dedicato allo specchio dell'anima schiva e riservata dell’artista come appare nettamente nei Paseaggi (Castiglioncello del 1921 e in quelli del 1927, 1943 e fino a quello 1963). Assente la presenza umana e le case, ove compaiono, sono quasi sempre nascoste o in secondo piano.
L'armonia di masse e linee permette la creazione di equilibri compositivi tranquillizzanti anche per la gamma cromatica limitata, ma fortemente sfumata.

Dei Cortili di via Fondazza - dove la famiglia Morandi si trasferì nel 1933 - in mostra sono presenti opere eseguite tra il 1935 e il 1956 a testimonianza delle specifico microcosmo dove l'artista si raccoglieva in silenziosa meditazione.

Passando al soggetto più famoso, le nature morte che gli hanno garantito solida fama internazionale, la mostra dedica ampia rappresentazione di tutto il cammino produttivo.
Le tele del 1919-1920, vicine alle sensibilità del breve periodo metafisico, permettono di cogliere gli elementi portanti, poi caratterizzanti, del lungo e paziente percorso di ricerca poetica con lo studio dei rapporti tra diverse forme semplici - vasetti, piccole scatole, caraffe, bottiglie - e i loro legami con la luce, la vera protagonista delle sue composizioni.
Nelle Nature morte degli anni Quaranta è possibile constatare come il Maestro abbia definito e caratterizzato il suo stile maturo, personale e originale. Poi, in quelle del decennio successivo, come invece abbia saputo creare nuove atmosfere, rarefatte e sospese.

Quel senso di superiore distacco e di isolamento interiore, sottolineato dalla sobrietà dei colori e dalla leggerezza del tratto.
Ultimo tema in mostra, a Morandi molto caro, è quello dei Fiori espresso disponendo in maniera diversa fiori e vaso alla ricerca della luce ottimale in un'operazione simile a quella del musicista che, ideato un tema, prova tutte le variazioni possibili.

Concludo informando che il programma della Galleria prevede la realizzazione di quattro mostre ogni anno di cui due dedicate ad artisti storicizzati del Novecento e le altre dando spazio a giovani contemporanei.