Giappone. Potere e splendore

di Elisa Bergami - pubblicato il 30 Gennaio, 2010 in Mostre

Un confronto tra due culture e la celebrazione di una relazione d’amicizia con il Giappone, più volte onorata da una serie di incontri, eventi, conferenze, concerti, proiezioni cinematografiche.
La mostra “Giappone. Potere e splendore 1568 – 1868”, ospitata nei saloni di Palazzo Reale fino all’8 marzo 2010, ponendosi come evento di chiusura dell’iniziativa Giappone a Milano (la ricca e diversificata offerta culturale dedicata nel 2009 dal Comune di Milano alla cultura del Sol Levante), si fa carico dell’onere di rappresentare il grandioso punto d’arrivo di un percorso dedicato al tentativo di accorciare sempre più le distanze tra Oriente ed Occidente. L’esposizione, curata da Gian Carlo Calza e promossa con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nonché realizzata in collaborazione con 24 Ore Motta Cultura – Gruppo 24 Ore, illustra visivamente e per la prima volta, il cammino di trasformazione della società giapponese in Stato moderno.
Coprendo un arco temporale di tre secoli, dal periodo Momoyama (1568 – 1615) al successivo periodo Edo (1615 – 1868), gli oltre duecento capolavori esposti, provenienti non solo da grandi musei ma anche da fondazioni e collezioni private, vantano il primato di non essere mai stati esposti in Italia prima d’ora, tanto da essere considerati dei veri e propri “Tesori nazionali”.
Paraventi di grandi dimensioni, rotoli verticali ed orizzontali dipinti su carta e seta, così come meravigliose lacche e ceramiche, armi, tessuti e maschere, diventano i protagonisti dei sei percorsi tematici in cui si articola la mostra, raccontando come la crisi del sistema feudale, lo sviluppo della cultura cittadina, della classe imprenditoriale e mercantile, abbia permesso la nascita di quel mondo moderno che, dopo secoli di sviluppo, tanto ci affascina.


La Natura e soprattutto il rapporto dell’uomo con essa è tappa fondamentale di questo percorso; la sorprendente capacità di astrazione così come la spiccata sensibilità verso gli eventi naturali è ciò che da sempre caratterizza il popolo giapponese. Una profonda commistione con Madre Natura , mirabilmente espressa su supporti vari come carta o seta e resa attraverso pochi e sapienti tocchi di pennello, trasforma l’opera d’arte in una vera e propria esperienza sensoriale, in grado di trasportare l’osservatore in un universo in cui l’inconsistenza dell’ambiente è solo apparente e in cui il silenzio regna sovrano.

Dalla rappresentazione della natura si passa alla sezione dedicata al Potere ed ad una serie di opere che si pongono come una sorta di registrazione storica delle numerose lotte intestine che hanno caratterizzato soprattutto il periodo Momoyama. Quest’ultimo, infatti, è ricordato come una delle fasi più tumultuose della storia giapponese, in cui cominciarono a delinearsi i caratteri di una nuova classe sociale, quella dei mercanti, nonché la grande influenza da loro esercitata sulla classe guerriera dominante. Niente di meglio che l’oro, quindi, per celebrare la ricchezza e l’opulenza dei signori della guerra che incessantemente lottavano gli uni contro gli altri; un’estetica in cui uno spiccato virtuosismo investe, in questo periodo, l’architettura, l’arredamento la pittura così come i tessuti degli abiti.

Particolarmente rilevante è poi la serie di opere raccolte per rappresentare il rapporto con l’Occidente; un legame che a fasi alterne sì è dimostrato essere conflittuale e parimenti di influenza reciproca. Generalmente, infatti, l’arte giapponese è stata e continua ad essere caratterizzata dall’accettazione di influenze esterne, nel tempo accolte imitate ed infine assimilate. È in seguito alla riapertura del Giappone dal suo isolamento, nel 1853, che gli europei, attratti dall’esotico, da una cultura ignota o più prosaicamente a caccia di buoni affari, cominciarono a fare visite sempre più frequenti al paese asiatico. Ad essere conosciute in Europa erano perlopiù lacche e ceramiche, esportate attraverso l’unico porto di scambio con l’Occidente (il porto di Nagasaki), ma ben presto, le stampe divennero merce attraente e di facile reperimento diventando il simbolo della cultura del periodo.

Ed è attraverso le stampe che ci inoltriamo in un’altra sezione della mostra, quella dedicata alla Città e alle attività che vi si svolgevano. Le stampe xilografiche Ukiyo-e (Immagini del mondo fluttuante) sono, appunto, rappresentazioni della società mercantile del periodo Edo, opposta a quella dominante dei samurai e a quella della corte. I soggetti raffigurati coprivano una varietà di tematiche piuttosto ampia, atte a stimolare l’interesse di un più vasto pubblico: vicende sentimentali, incontri amorosi, attori di grido o cortigiane famose, così come spaccati di vita quotidiana si avvicendavano per attestare il gusto estetico del periodo, nonché per dare testimonianza di quanto avveniva all’interno dei quartieri della capitale.

Con lo spazio dedicato alle Arti decorative possiamo scoprire, invece, l’affascinante mondo delle maschere teatrali, dei tessuti, delle ceramiche e delle lacche, constatando quanto la maestria artigiana del popolo del Sol Levante non sia inferiore a quella pittorica. Le stoffe di cui i kimono si compongono rappresentano delle vere e proprie opere d’arte: tinte o dipinte, variamente ricamate, invariabilmente trasmettono la perizia con cui sono state realizzate e l’indubbia unicità di ognuna di loro; l’estatica contemplazione delle semplici linee che li caratterizzano concorre a favorire una maggiore concentrazione sulla storia narrata dalla tessitura.
Dal canto loro le maschere, la cui produzione è antica quanto la loro appartenenza al teatro, diventano tipici esempi di quanto la complessa lavorazione del legno di cipresso e la successiva pittura permetta la nascita di piccoli ma fondamentali tesori per gli attori del teatro Nō. Le ceramiche e le lacche, inoltre, continuano a ricoprire un ruolo importante nello scenario artistico giapponese, vere e proprie pietre miliari del decorativismo nipponico.

Infine, l’aerea dedicata alla Tradizione si apre all’osservatore come uno scrigno all’interno di cui sono raccolti piccoli gioielli pittorici; dominano le opere calligrafiche in cui il segno grafico del pennello, più o meno concentrato di inchiostro, permette lo scorrere dello sguardo su capolavori poetici in cui è racchiusa tutta la forza del costume giapponese. Accanto ad essi ritroviamo poi le rappresentazioni visive di alcuni antichi capolavori letterari o i ritratti di alcune importanti personalità storiche. Mirabili sono poi le raffigurazioni di animali mitici come i draghi o reali come le tigri.

Tre secoli di storia ripercorsi attraverso opere eterogenee ma stupefacenti; un cammino espositivo in grado di trasportare l’osservatore laddove è fisicamente impossibile andare: indietro nel tempo.

Didascalie & Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Edo-Tokyo Museum
    Musashino
    inchiostro e colore, oro e argento su carta
    Anonimo Periodo Edo 1680- 1745
    esposto dalla 7 settimana
  • Mitsui Memorial Museum, Tokyo
    Scimmie su rocce
    colore su carta
    Mori Sosen Periodo Edo, 18-19 secolo
    esposto fino alla 6 settimana
    Collezione Privata
    Due scene tratte da “I racconti dei fratelli Soga”
    colore su carta Anonimo, 17 secolo
    esposto fino alla 6 settimana
  • Tokio National Museum
    Fanciulla nel vento
    colore su carta
    Kaigetsudo Ando Periodo Edo 18 secolo
    esposto dalla 7 settimana
  • Kyoto National Museum
    Furisode Uchikake
    (kimono per aristocrazia di spada)
    Tokugawa(Long-Sleeved Outer Robe) with Bamboo Blinds, Wisteria, Chrysanthemums,Peonies, and clouds. Motivi beneaugurali
    Periodo Edo, 19 sec.
    esposto dalla 7 settimana
  • Mitsui Memorial Museum, Tokyo
    Dragone tra le nuvole
    inchiostro su seta
    Maruyama Okyo 1784
    esposto dalla 7 settimana


 

IN COPERTINA
(particolare)
Osaka City Museum of Art
Bellezza autunnale
inchiostro e colore su seta
Koryusai
Fine del Periodo Edo
esposto fino alla 6 settimana


Catalogo ORE Motta Cultura, con marchio Federico Motta Editore

Extra

Mappa

Dove e quando

Giappone. Potere e splendore 1568 – 1868

  • Fino al: - 08 Marzo, 2010
  • Indirizzo: Palazzo Reale, Milano
  • Sito web

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