Giangiacomo Poldi Pezzoli – L’uomo e il collezionista del Risorgimento
di // pubblicato il 11 Gennaio, 2012
- di Fabio Giuliani -
“Come sa di sale lo scendere e il salir per l’altrui scale”
(Dante Alighieri)
Anche la Casa Museo Poldi Pezzoli ha celebrato l’anniversario dei 150 anni dell’Unita d’Italia.Pochissimi sanno che il suo creatore, oltre che collezionista, fu patriota, esiliato in Svizzera per aver partecipato alle Cinque Giornate di Milano.
L’attuale mostra, con soggetto Dante e la ‘Divina Commedia’, a simbolo di un’Italia libera, vuole celebrare questo suo aspetto oltre al ritrovamento di documenti importantissimi per delineare la sua figura e i suoi acquisti: il ‘Libro dei conti’, autografo del protagonista, utile a ripercorrere la crescita della sua collezione per cui ha creato intorno a quest’ultimo approfonditi studi e una mostra nella sua stessa casa-museo onde raccontare fatti e clima culturale che portarono alla creazione della nostra Italia.

Il suo contributo e il suo impegno politico si svolse abbracciando le idee moderate e liberali del Governo Provvisorio finanziando anche la rivolta. L’esposizione inizia con il celebre ritratto del protagonista dipinto da Francesco Hayez e il ‘Libro dei conti’ di cui sopra che descrive le spese per l’acquisto di opere d’arte e cita gli antiquari e i consulenti a cui Giangiacomo si rivolgeva prosegue poi concentrandosi sul momento in cui, da protagonista, si inserì negli anni di preparazione all’Unità Nazionale,quando letteratura teatro e arte contribuirono a promuovere una silenziosa opposizione agli stranieri citando il Medioevo.

Le opere esposte fanno luce su due temi fondamentali del periodo risorgimentale: la passione per le armi antiche e il mito di Dante e della Divina Commedia dei quali la Sala d’armi e lo studiolo dantesco della casa-museo sono l’emblema. I dipinti in mostra ci parlano proprio della vita di Dante preso ad esempio come esule dal protagonista che pure fu esiliato ed ebbe anche la confisca dei beni che gli vennero restituiti solo col pagamento di una multa iperbolica di seicentomila lire. Vediamo Pia De’ Tolomei di Eliseo Sala,’L’incontro di Dante e Frate Ilario’ di Giuseppe Bertini (opera con cui l'esordiente pittore vinse il prestigioso ‘Premio Brera’ all'età di 19 anni), e ancora del Bertini il ‘Trionfo di Dante’, la scultura di Vincenzo Vela ‘Dante Alighieri’, ‘La porta della casa degli Alighieri. Reminiscenze di Firenze’ di Federico Faruffini ed altri dipinti di Eleuterio Pagliano.
Da visitare nel museo lo studiolo realizzato da Francesco Bertini con la stupenda vetrata
‘Il trionfo di Dante’ che celebra il mito del poeta dovuto anche all’influenza di Mazzini e dei tanti esuli italiani a Londra. Quest’opera fu presentata con grande successo alla Prima Esposizione Universale a Londra nel 1851.

Curata da Ferdinando Mazzocca la mostra è accompagnata da un catalogo Allemandi con una esauriente appendice documentaria e bibliografica, con numerosi saggi fra cui quelli del curatore, e della direttrice Annalisa Zanni, alla quale è stato conferito l’ ‘Ambrogino d’Oro’ 2011 per la sua trentennale appassionata attività a favore della Casa-Museo, in quanto – come dalla motivazione – il suo lavoro rappresenta un modello esemplare per le scelte operate che hanno valorizzato una istituzione culturale che dà lustro e prestigio alla città.”
Alcuni cenni sul fondatore e sul luogo espositivo. Giangiacomo Poldi Pezzoli nasce nel 1822 dal nobile Giuseppe Poldi Pezzoli (che ha ereditato dallo zio Giuseppe il cognome, ingenti ricchezze ed il palazzo in Corsia del Giardino, oggi Via Manzoni), sposato con la giovanissima marchesa Rosa Trivulzio, appartenente ad una delle più antiche famiglie aristocratiche milanesi con una grande tradizione di collezionismo e mecenatismo artistico.
Giangiacomo segue per alcuni anni le lezioni di precettori di vedute aperte e completa la sua formazione grazie ai viaggi in Italia e a Parigi. Dal 1840 frequenta gli artisti amici della madre, il milanese Giuseppe Molteni e i fiorentini Lorenzo Bartolini e Cesare Mussini e sostiene la Società di Incoraggiamento d’Arti e Mestieri. Nel 1851 Francesco Hayez dipinge il suo ritratto. Nel 1853 inizia a collezionare dipinti antichi ed oggetti di arte applicata e comincia l’ideazione dello ‘Studiolo dantesco’. Nel 1861 nomina erede Fabio, figlio della sorella Matilde che ha però l’obbligo di non disperdere la collezione.

Da questa data Giangiacomo inizia il ‘Libro dei Conti’. Nel 1868, con la morte del ventottenne nipote Fabio, unico discendente diretto, pensa alla destinazione pubblica delle sue raccolte. Nel 1871 in un nuovo testamento prefigura la nascita di una Fondazione.
Muore nel 1879 a 57 anni.
Il 25 Aprile 1881 apre il Museo Poldi Pezzoli con le sue collezioni di arti applicate, armi e dipinti con capolavori assoluti di ogni tempo.