Giacometti al MAGa e Lecco

di Flavia Molinari // pubblicato il 11 Aprile, 2011

Il Museo d’Arte di Gallate (MAGa) in un anno è “cresciuto” moltissimo, grazie anche al contributo di tutti i cittadini, alle numerose iniziative intraprese (le conferenze-lunch, i laboratori, le visite guidate etc.) e ora anche il suo Contemporary Bar, disegnato da Marc Guixé, cambierà aspetto, diventerà un simpatico intreccio colorato, tipica espressione della spagnola Agatha Ruiz de la Prada.
La sua collezione permanente è in continua evoluzione e le donazioni (ultima arrivata è la Collezione Cascioli) aumentano sempre più il numero delle sue opere: si possono ammirare dei veri capolavori creati dagli anni venti ai giorni nostri.

Adesso è allestita una mostra molto interessante “Giacometti. L’anima del novecento. Sculture, dipinti, disegni”, curata da Michael Peppiatt, il quale ha potuto scegliere, per le opere da esporre per la prima volta in Europa, tra quelle rimaste alla famiglia; per vederle occorre, però, andare al MAGa entro il 5 giugno 2011.
Entrando nelle sale ci si rende subito conto che l’allestimento è stato fatto per rendere molto facile la possibilità di avvicinarsi alle opere per riuscire ad acchiapparne tutti i minimi particolari, tutte le sfumature dell’inventiva giacomettiana. Nell’intervista video, proiettata nella sala in fondo, Giacometti racconta che lui potrebbe senza alcuna difficoltà scolpire una statua, una figura “normale”, ma è solo aggiungendo o togliendo materiale che ottiene un “Giacometti”. Lui sostiene: “Per me la figura umana non è un pretesto per realizzare un bel dipinto o una bella scultura, la tela e la materia sono solo strumenti per cercare di rendermi conto meglio di ciò che vedo”.

Insomma lui punta a parlare della verità dell’uomo, di come è l’uomo e come si pone nel mondo che lo circonda, con tutte le scabrosità, gli infossamenti e le riprese che lo caratterizzano. Le sue opere sono, secondo il parere di molti, fuori da qualsiasi tempo, quindi è e sarà sempre un moderno perché è al di fuori di qualsiasi moda e di qualsiasi periodo artistico.
Molto spesso le sue composizioni sembrano essere ricavate da un triangolo, le angolature aguzze lo soddisfacevano, evidentemente, molto, forse proprio perché ci teneva molto a mettere in primo piano le verità più nascoste dell’uomo. Penso che le sue statue, molto spesso appoggiate su scarpe fuori misura siano l’espressione della sua precognizione sulla disabilità che gli è capitata nel 1938: a causa di un incidente divenne zoppo. 
Insomma è una personalità artistica davvero speciale che incuriosisce per le sue evoluzioni e scoperte, per come riesce a rendere la personalità di chi ritrae e credo sia importante sapere che chi vede la mostra con l’audio-guida del museo è accompagnato, nella scoperta delle opere, dalla voce dello stesso Giacometti, ricavata, grazie all’abilità dei tecnici di Storyville, dalle sue interviste. 

Il catalogo, edito da Electa, è particolare perché è composto da due volumi, uno con tutte le opere esposte (50 sculture, 7 dipinti, 40 disegni), ciascuna accompagnata da una scheda critica compilata da Cristiano De Crescenzo, l’altro, invece, è la traduzione italiana del volume di Michael Peppiatt “Nello studio di Giacometti”.

Se si vuole vedere quanto è vera l’affermazione che Alberto Giacometti (Borgonovo,Cantone dei Grigioni, 1901 – Coira 1966) basta raggiungere Lecco seguendo una bella superstrada che permette di guardare con piacevole attenzione colline e campi (quelli che rimangono) dal bel verde fresco di giovinezza perché appena scaturito dalla gemma.

Ebbene a Villa Manzoni, sino a metà maggio, sono esposti e messi a confronto due capolavori dell’arte: l’etrusca “Ombra della sera” e “”Femme debout” (1952 c.a) di Alberto.
Si tratta di un evento espositivo davvero inedito che fa dialogare con grande sensibilità due opere create in tempi molto distanti tra loro, ma tutte e due possiedono una grande forza espressiva tanto da fare riflettere su come un capolavoro sia sempre tale in ogni tempo e quanto l’arte moderna e quella antica siano vicine.
Il catalogo, un utile strumento di riflessione, è curato da Chiara Gatti ed è edito da Electa,
Naturalmente qui e a Gallarate sono stati organizzati molti eventi collaterali dalle visite guidate agli incontri di approfondimento, dai laboratori alle attività didattiche per le scuole di ogni ordine e grado: l’elenco e gli orari sono nei siti.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Alberto Giacometti
    Ottilia, 1934 ca.
    Succession Giacometti,
    all rights riserved
  • Alberto Giacometti
    Bouteilles sur table
    (Eva, J.H. Chase), 1963
    Succession Giacometti,
    all rights riserved
    Alberto Giacometti
    Tête de Diego, col roulé, 1947-51
    Succession Giacometti,
    all rights riserved
  • Corte Museo di Villa Manzoni a Lecco

Mappa

Dove e quando

Giacometti. L’anima del novecento. Sculture, dipinti, disegni

  • Fino al: - 05 Giugno, 2011
  • Indirizzo: MAGA Museo Arte, Gallarate, via De Magri 1
  • Sito web

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