Georges de La Tour. L’adorazione dei pastori a Milano

di Elena Pratesi // pubblicato il 23 Dicembre, 2011

Il Museo del Louvre porta a Milano due grandi capolavori provenienti dalle sue collezioni, per la prima volta in Italia nella mostra di Palazzo Marino L'Adorazione dei pastori di Georges de La Tour accompagna uno dei più celebri capolavori del pittore lorenese, il San Giuseppe falegname; l'evento, che occupa la sala Alessi, accoglie con un significativo allestimento le due opere di uno degli artisti maggiormente affascinanti della pittura del Seicento, noto a molti come il "Caravaggio francese".
L'esposizione anche quest'anno è stata organizzata grazie ad Eni con la collaborazione del Comune di Milano e del Museo del Louvre; resta fondamentale e prioritario per Eni mantenere attivi i canali di comunicazione con tutte le realtà, individuali e sociali, per questo in continuità con il proprio passato ha scelto di portare avanti e realizzare attraverso una rete consolidta di relazioni progetti culturali di questo spessore.

George de la Tour forse non è molto noto al grande pubblico. Dimenticato dopo la morte, il suo nome riapparve in seguito in un opuscolo solo nel 1863, Du Mesnil La Tour peintre: il nome Du Mesnil è il nome del figlio del pittore che collaborò con lui nelle opere tarde; è quindi merito della critica recente se siamo riusciti a ricostruire la sua vita e se è stata possibile la catalogazione delle sue opere.
Sono comunque scarse le notizie confermate sulla sua vita, figlio di una famiglia modesta (suo padre era un semplice fornaio) dopo le nozze si trasferisce presso la famiglia della moglie a Lunéville dove trascorrerà gran parte della sua esistenza. Qui visse signorotto dell’alta borghesia al servizio di Enrico II, duca di Lorena, nel momento in cui la regione entra sotto l’influenza del regno di Francia, cosa che favorisce la rapida l’ascesa di La Tour che fece richiesta per essere inserito come pittore alla corte di Luigi XIII nella residenza di Nancy . Sappiamo che ebbe diversi figli, molti morti in tenera età, e che solo Etienne, raggiunto l’età adulta, seguì la strada del padre; alla sua morte interruppe rapidamente tuttavia l’attività di bottega, per attendere ad una serie di importanti cariche pubbliche in cui era impegnato.
Anche la sua formazione resta avvolta nel mistero, non abbiamo certezza che sia stato un viaggio in Italia, durante il quale il pittore ebbe l'occasione di vedere i dipinti del Caravaggio, oppure se ammirando i lavori dei Caravaggisti Olandesi di Utrecht, il giovane artista abbia arricchito la sua arte di giochi di luce per cui è stato considerato dalla critica uno dei più originali persecutori della scuola caravaggesca.
Altri studiosi infatti sostengono che l'ipotetico viaggio non sia mai avvenuto, ma che invece de La Tour abbia elaborato nel suo ambiente culturale uno stile del tutto personale, frutto sicuramente dell'eco caravaggesco che aveva attraversato l'Europa.

L'Adorazione dei pastori, probabilmente commissionata dai cittadini di Lunéville nel 1644 per dare il benvenuto al nuovo governatore, il Marchese de la Ferté, è entrata a far parte delle collezioni del Louvre nel 1926, grazie al lavoro di Hermann Voss, che dedicò la sua attività al recupero delle opere di Georges de La Tour, scovando le sue opere in differenti musei e collezioni, distinguendo le vere opere dalle notevoli false attribuzioni.
Nei personaggi in essa raffigurati si possono riconoscere gli anonimi ritratti dei borghesi della città. Il quadro risponde infatti al modello della rappresentazione del ritratto di gruppo: era infatti in uso allestire Sacre Rappresentazioni alle quali pretendevano di prendervi parte attori-cittadini.
La Vergine é vestita di rosso e quasi assorta in una intima e contenuta meditazione, il pastore porta con sè un agnello, così mansueto da fermarsi a brucare dalla paglia della culla. L'Epifania del Salvatore ha un effetto di calma sospesa anche sul mondo animale. In particolare l'agnello ha la funzione simbolica di ricordare la passione di Cristo, così come anche le fasce e gli occhi chiusi di Gesù bambino prefigurano la sua morte e resurrezione. La figura in ombra del pifferaio, stringe lo strumento e in segno di umiltà porta la mano destra alla falda del cappello. Tutto avviene in una atmosfera che sembra sospesa, astratta, quasi irreale.

La stessa ambientazione notturna dell'opera la riscontriamo anche nel più conosciuto dipinto del San Giuseppe falegname, il calore della luce diffusa dalla candela sorretta dal Gesù bambino che amorevolmente osserva il volto del padre al lavoro.
Questa splendida tela è datata alla metà degli anni quaranta del Seicento; nella simbologia del dipinto ritroviamo un chiaro riferimento alla Croce, sulla quale si giocava la salvezza del mondo secondo il Cattolicesimo. La luce che emana il volto del fanciullo simboleggia la incarnazione divina, illumina i gesti antichi del falegname preoccupato per il destino del proprio figlio.
Il contrapporsi della figura dell'anziano con quella del fanciullo è uno dei temi molto amati dalla pittura ma ancora prima da quella di Leonardo.

Il pubblico può ammirare questi meravigliosi dipinti in un allestimento a loro dedicato, razionale nella distribuzione degli spazi e ricercato nella scelta dei materiali.
La logica progettuale si è orientata verso la scelta di una architettura scultorea, pulita ma molto suggestiva per le sue dimensioni e gli effetti materici, nonchè alla scelta di utilizzare materiali naturali e tradizionali: il risultato è composto da una grande parete a onda intonacata con calce ed argilla e da una pavimentazione in legno vecchio, un organismo "sospeso" all'interno della sala e costituito da superfici concettualmente "povere", che consentono di arricchire l'atmosfera del luogo con giochi di luce che ne esaltano la plasticità.
Il progetto di Elisabetta Greci nasce da una serie di spunti che rimandano alla iconografia classica della Natività, all'architettura nordica familiare al Maestro, e allo stesso tempo alla semplicità che è la caratteristica che unisce i due capolavori esposti.
La sala video consente al  pubblico di approfondire alcune tematiche che restano misteriose e che riguardano la vita del pittore tornato in età contemporanea sotto l'attenzione degli studi critici.

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Georges de la Tour, Adorazione dei pastori, particolare

1. L’adorazione dei pastori
RMN-S-AA9701-6088
Autore: Georges de La Tour (1593-1652)
Credito fotografico: (C) RMN / Gérard Blot

2. San Giuseppe falegname
RMN-S-AA9701-6082
Autore: Georges De La Tour (1593-1652)
Credito fotografico: (C) RMN / Gérard Blot

3. Fotografia sala Alessi, Milano,
Palazzo Marino, alestimento della mostra
© Studio Greci

Mappa

Dove e quando

Georges de la Tour a Milano

  • Date : 26 Novembre, 2011 - 08 Gennaio, 2012
  • Indirizzo: Palazzo Marino: Via della Scala 2, Milano

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