Gatti con gli stivali e senza

di Giulia Mantelli // pubblicato il 29 Ottobre, 2009

La Pinacoteca di Palazzo Roverella presenta la seconda edizione dei "Racconti illustrati" con il titolo: Gatti con gli stivali e senza oltre a un'altra mostra collaterale sul tema natalizio.
Soggetto in evidenza di quest'anno è il gatto, tipico personaggio delle fiabe, simbolo di intelligenza, furbizia ed astuzia presente tra i protagonisti di Pinocchio con caratteristiche molto vicine a quelle del famosissimo “Il gatto con gli Stivali”, fiaba a cui è dedicata la mostra.

La proposta è della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, del Comune di Rovigo con l'Accademia dei Concordi e la Fondazione Mostra internazionale d'illustrazione per l'infanzia di Sàrmede con una formula semplice e di effetto: il testo della fiaba (in questo caso è stata scelta la versione di Perrault trascritta da Carlo Collodi) illustrato dalle tavole originali di Maria Sole Macchia e Eric Battut, tra loro molto diversi, ma artisti entrambi originali e moderni.

Accanto a questa parte “monografica” esposte tavole originali di altri illustratori impegnati con lo stesso soggetto oltre a un omaggio ai gatti, con e senza stivali, felini disegnati da Francesca Chessa, Tony Ross, Paolo Domeniconi, Giovanni Manna.

Tavole coloratissime popolano la mostra dove il gatto, sia domestico che fiabesco, è al centro dell'attenzione di tutt!

La morale della fiaba de "Il Gatto con gli stivali", come annota Collodi, insegna che "Godersi in pace una ricca eredità, passata di padre in figlio, è sempre una bella cosa: ma per i giovani, l'industria, l'abilità e la svegliatezza d'ingegno valgono più d'ogni altra fortuna ereditata. Da questo lato, la storia del gatto del signor marchese di Carabà è molto istruttiva, segnatamente per i gatti e per i marchesi di Carabà".

Il furbo felino con gli stivali, nelle prime versioni trattata del gatto “dagli” stivali, è di origine antica infatti, la prima versione sembrerebbe risalire al 1553 quando Giovanni Francesco Straparola pubblicò a Venezia “Le piacevoli notti” dove appare anche un racconto delle fortunate vicende di un Costatino, ovviamente, Fortunato, perfetto antesignano del più famoso Marchese di Carabas.
Prima delle versioni di Charles Perrault e dei Fratelli Grimm, la storia del gatto con gli stivali era stata raccontata anche da un altro italiano, Giambattista Basile.

Le astuzie feline volte al riscatto sono uscite sul grande schermo nel 1969 con “Nagagutsu o haita neko” (film d'animazione del giapponese Koro Yabuki) e state anche piece di teatro, canovaccio per i marionettisti della dinastia dei Colla, soggetto di trasposizioni come quella del poeta romantico tedesco Tieck (ne trasse una piece di satira sul teatro), Mario Tutino (ne ha tratto un musical), infine, nella serie di “Shrek 2” e “3” il felino si esprime con la voce di Antonio Banderas. Ma la sua prima uscita sul grande schermo è del 1969 con “Nagagutsu o haita neko”, il film d'animazione del giapponese Koro Yabuki.

In concomitanza con la mostra è previsto un ampio programma di letture animate, rappresentazioni teatrali, laboratori per scuole e famiglie.

 

Dettagli

DIDASCALIE

  • Illustrazione di Maria Sole Macchia
  • Illustrazione di Tony Ross
  • Illustrazione di Giuliano Ferri
  • Illustrazione di Paolo Domeniconi

Mappa

Dove e quando

IL GATTO CON GLI STIVALI Mostra d'illustrazione per l'infanzia

  • Fino al: - 30 Dicembre, 2009
  • Indirizzo: Pinacoteca di Palazzo Roverella, Rovigo, via Giuseppe Laurenti 8
  • Sito web

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