Galileo e l’universo dei suoi libri
di // pubblicato il 17 Febbraio, 2009
di Daniela Vannini
L’altro volto di Galileo: il letterato. L’uomo appassionato di Virgilio, Ovidio, Petrarca, Ariosto. E soprattutto di Dante. Lo scopriamo nella mostra “Galileo e l’universo dei suoi libri” organizzata dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, con la collaborazione della Accademia della Crusca, in occasione dei 400 anni dalle scoperte astronomiche di Galileo Galilei con il suo cannocchiale.

Sono circa settanta i volumi esposti tra libri, autografi e documenti che arrivano dal Fondo galileiano, insieme ad altre carte provenienti dall’Accademia della Crusca che mettono in luce gli aspetti meno noti del genio pisano. Un vero e proprio tesoro il Fondo galileiano che, acquistato dal Granduca all’inizio dell’Ottocento, oggi fa parte delle raccolte storiche della Biblioteca.
A fare da palcoscenico alla biblioteca personale dell’astronomo toscano è la prestigiosa Tribuna Dantesca con le sue splendide sale. Una biblioteca imponente ricostruita grazie all’accurato lavoro del matematico italiano dell’800, Antonio Favaro, che raccolse tutte le opere galileiane, oltre 500, di cui una parte è in mostra. E’ toccato, infatti, all’autorevole comitato scientifico, che ha curato la rassegna, il compito di recuperare le pagine più importanti sia per il contenuto scientifico che per la presenza di autografi.
La mostra vuole tracciare un ritratto della vita privata e di ricercatore di quello che fu il fondatore della scienza moderna attraverso documenti e testimonianze scritte che hanno accompagnato le sue ricerche, i suoi successi, ma anche le sue dispute.
Insomma uno spaccato intimo di un uomo in cui scienza e arte convivono come lui stesso ci suggerisce: “e forse forse stima, che la Filosofia sia un libro, e una fantasia, d’un uomo, come l’Iliade, e L’Orlando furioso; libri ne’ quali la meno importante cosa è, che quello che vi è scritto, sia vero.

La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non si impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto”. (Gal. 62 Il saggiatore, pp. 24-25)
A pagine più scientifiche e rigorose se ne alternano altre spiritose e scanzonate che hanno ben poco a che fare con le sue ricerche come le due lezioni sull’Inferno di Dante, tenute dallo scienziato all’Accademia fiorentina, una commedia incompiuta in vernacolare padovano, un componimento scherzoso in versi dialettali veneziani. Curiosando qua e là ritroviamo anche la musica del padre Vincenzo, altre rime e prose. Per non parlare delle numerose postille, note e dediche firmate da Galileo.
Lui, avvezzo a parlare di leggi matematiche e figure geometriche, aveva un vera passione per le lettere e il pensiero filosofico. A detta del suo allievo Vincenzo Viviani, Galileo conosceva a memoria quasi tutto Virgilio, Ovidio, Orazio, Plauto, Petrarca e Tasso.
Alla scrittura volgare di Galileo e al suo contributo alla stesura del Vocabolario è dedicata un’intera sezione curata dall’Accademia.

E per una migliore fruizione dei volumi esposti sono a disposizione alcune postazioni multimediali che guideranno il visitatore alla scoperta non solo delle copie digitali degli autografi dell’astronomo toscano ma anche di tutti quei testi che hanno formato il genio di Galileo Galilei.
In tutto, più di 75 mila immagini consentono all’osservatore di navigare tra i libri di Aristotele, dei grandi matematici dell’età classica come Archimede ed Euclide, tra gli scritti degli astronomi Keplero e Copernico. E ancora Dante, Ariosto e Tasso.
L’esposizione, una delle tante iniziative che si alterneranno nel corso di tutto il 2009, anno internazionale dell’astronomia, sarà visitabile fino al 28 febbraio.

Uno strumento in più per approfondire diverse tematiche della mostra è il catalogo edito dalla Casa editrice Vallecchi, che oltre alle schede dei volumi e dei documenti esposti comprende anche saggi di grande interesse.