Fruçons di Mittelfest - Frammenti del Mittelfest

di Amici in Visita // pubblicato il 06 Agosto, 2012

- di Lia Bront -

Ogni mattina camminando arrivo in centro a Cividale, Cividât in friulano e Čedad in sloveno.
Partendo da casa, dopo qualche minuto, in fondo a destra tra le tante cime delle Alpi Orientali scorgo il Mataiûr e il Lavadôr, monte Nero, che gli abitanti delle Valli del Natisone chiamano Krn in dialetto sloveno. In mieze ore o rivi sul puint / in mezz’ora arrivo al ponte del Diavolo.



Ci sono ancora le sagome di cartone fissate ai lampioni del ponte raffiguranti vari personaggi della scena artistica, tra cui  Pier Paolo Pasolini, Eleonora Abbagnato, John Lennon, Vàclav Havel e altri, scelti come simboli rappresentativi del Mittelfest, festival di prosa, musica, danza, poesia, arti visive dei Paesi della Mitteleuropa. Quest’anno la manifestazione, conclusasi da poco e diretta da Antonio Devetag, si è tenuta dal 14 al 22 luglio. Per me è un evento importante che ogni anno attendo con grande curiosità.
Trovarmi immersa in un’insolita confusione intellettuale, vedere e ascoltare spettacoli, conoscere gente nuova, rivedere persone già incontrate, è per me un’emozione. O starès dì e gnot cul cjâf dentri, cioè starei immersa giorno e notte in questo mondo affascinante.



In questa edizione, chiamata Risvegli, ampio spazio è stato dato alla produzione regionale.
Il Friuli Venezia Giulia è una regione in cui si possono sentire molteplici parlate, tra cui friulano, dialetto sloveno e tedesco, ma anche gradese, triestino, bisiaco e tanti altri.
Sono stati presentati spettacoli in lingua friulana e una lettura di poesie di Biagio Marin (con traduzione in tedesco). Peccato mancasse lo Slovensko Stalno Gledališče Trst – Teatro Stabile Sloveno di Trieste.
O volarès contâus piçulis emozions, sensazions provadis in chei dîs, su cualchidun di chei spetacui:  vorrei raccontarvi piccole emozioni, sensazioni vissute in quei giorni, su alcuni di questi spettacoli.
Il primo pensiero è per Siums (Sogni), spettacolo in lingua friulana di Gigi Dall’Aglio, musicato dal vivo dall’Ensemble del Conservatorio “J. Tomadini” di Udine, direttore Davide Pitis, coproduzione Mittelfest – Farie Teatrâl Furlane.
La rappresentazione vede coinvolti gli organismi del teatro regionale del Friuli V.G. Siums ed è un insieme di brevi spettacoli che raccontano un particolare aspetto o un testo facente parte del corpus letterario di Elio Bartolini, Antonio Bellina, Novella Cantarutti, Sergio Maldini, Pier Paolo Pasolini e Carlo Sgorlon. Mi à tant plasût il toc curât di Massimo Somaglino (mi è molto piaciuta la scena curata da Massimo Somaglino).


Sul palco buio a destra ci sono un banco da chiesa e tre donne: une none, une mari, une fantate, ossia una nonna, una mamma, una ragazza. Rappresentano un sogno di religiosità funebre. Parlano della morte di un uomo, Pauli (Paolo) che è sia nipote che figlio. Ma forse le morte sono loro tre. La recitazione e il canto sono un insieme armonico, con una notevole sinergia di gesti e sorrisi. Ce tant che mi plaseve cjalâlis e scoltâlis ... quanto mi piaceva guardarle ed ascoltarle ...
Penso a Il Sacro d’Occidente con il Coro Polifonico di Ruda (Udine) diretto da Fabiana Noro. Pianoforte: Matteo Andri, percussioni: Giorgio Fritsch.
Presentano un repertorio di discanti aquileiensi, salmi e mottetti della tradizione musicale sacra europea.
Sono presenti molti brani di autori contemporanei: Ambroz Copi, Eric Whitacre, Morten Laurudsen, Gion Antoni Derungs, Arvo Pärt.
Rimango incantata dal brano del compositore Giovanni Bonato (1961) “Stetis angelus”, la cui esecuzione ha un equilibrio e una intensità sonora incjantadore, incantevole. Un pezzo di musica mistica e sacrale di scarna semplicità.
Ricordo sorridendo Lengas dai frus di sera (Lingue dei bambini la sera) - le poesie friulane di Pier Paolo Pasolini, con Andrea Collavino, Aida Talliente, un progetto Mittelfest con la collaborazione del Dipartimento di Lingue e Letteratura dell’Università degli Studi di Udine a cura di Annalisa Cosentino e Luigi Reitani.
I due attori seduti ai lati della scena leggono i brani in marilenghe, la lingua madre del poeta tratti da La meglio gioventù.
O soi restade incantesemade, sono rimasta incantata dalla grande energia di Aida Talliente, che avevo già  notato come la nonna in Siums, e dalla complicità e capacità scenica di Andrea Collavino. Nella lettura si respira un’atmosfera leggera e serena.
Propit bulo, grande, davvero bravo Daniele Bonaventura che con le sue musiche eseguite al bandoneon, seduto tra i due attori, inframmezza le letture.


O volarès saludâus cuntune poesie di Gianluigi Cappello ancje lui presint al Mittelfest, vorrei salutarvi con una poesia di Gianluigi Cappello  anche lui presente al Mittelfest.
L’ho scelta perchè questa terra è sempre stata zona di confine.

Indrete no drete

“Cunfin” al diseve il cartél.
O ài cirut la doane. A no jere.
No ài viodut, davur dal cancel
olme foreste di tiere.

Falsa indicazione.

“Confine” diceva il cancello.
Cercai la dogana. Non c’era.
Non vidi, dietro il cancello
ombra di terra straniera.

(da: Amôrs, Campanotto Editore)

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Giacomo Bront, Spettacolo a Cividale (particolare) (©Giacomo Bront)

Foto di Giacomo Bront (1885 – 1972)
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Le immagini ci sono state gentilmente concesse
a esclusiva integrazione del presente articolo


DIDASCALIE
-  ©Giacomo Bront - Monte Nero 
-  ©Giacomo Bront - Ponte del Diavolo
-  ©Giacomo Bront - Tatro A. Ristori
-  ©Giacomo Bront - Spettacolo a Cividale

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