Fratellanza – Brotherhood

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 09 Luglio, 2010

Danimarca, Lars è un giovane sergente dell’esercito che sulla soglia di una promozione a lungo attesa è costretto al congedo da voci secondo cui avrebbe fatto delle avances a un paio dei suoi soldati. Senza un’idea precisa su quel che vuole nel suo futuro, l’ex militare torna a vivere a casa con i genitori, un padre assoggettato ad una madre prevaricante e delusa dall’interruzione della carriera del figlio.

Un po’ per caso, un po’ per sfida verso la madre, un po’ forse per solitudine, Lars inizia a frequentare un gruppo di neonazisti capitanati da Kiro che subito intravede nelle obiezioni del giovane, l’intelligenza e le potenzialità del leader. L’ascesa di Lars nelle gerarchie del gruppo omofobo e razzista è fulminante, mal digerita da molti, tra cui Jimmy che aspettava la promozione del fratello minore Patrick con problemi di tossicodipendenza.

Quando l’ennesimo diverbio con la madre costringe Lars a trovarsi un altro posto in cui stare, Kiro lo fa alloggiare in una casa sul mare insieme a Jimmy, del tutto sordo alle obiezioni di quest’ultimo, che sta ristrutturando la proprietà del gruppo per utilizzarla come foresteria per i capi e i loro occasionali ospiti stranieri.

Inizialmente ostile alla presenza del nuovo arrivato, Jimmy inizia ad avere simpatia per Lars che lo affianca e aiuta nei lavori, tra i due è palpabile una tensione che, complice un bagno notturno nelle gelide acque del mare, li vedrà dividere teneramente lo stesso letto contro ogni loro convinzione.

Esordio alla regia del fotografo italo danese Nicolo Donato, Fratellanza è una parabola sulla forza dell’Amore che con la sua carica dirompente può germogliare anche sul terreno più impervio, come quello della militanza attiva in un gruppo violento d’ispirazione nazista. Vincitore del primo premio come miglior film all’ultima Festa del Cinema di Roma, il film di Donato mostra con coraggio il conflitto tra un’ideologia malata e la naturale bellezza di un sentimento che, al di là di ogni prevenzione culturale, aspira di diritto al riconoscimento di una sua santità, perché i sentimenti per loro natura non hanno sesso.

Considerando che a XXI secolo ampiamente inoltrato esistono ancora alcuni paesi del mondo come Iran, Sudan, Yemen, Somalia e Arabia Saudita in cui l’omosessualità è un crimine punito con la morte, altri come India e Kenya in cui la pena inflitta può arrivare fino all’ergastolo, l’importanza di questo piccolo film danese nel porre attenzione ad una condizione talvolta così duramente perseguita ha una forte impronta morale.
Per quei pochi paesi che vietano per legge la discriminazione in seguito all’orientamento sessuale, tra cui Australia, Spagna e Sudafrica, ne esistono molti altri come l’Italia in cui l’assenza di una legislazione specifica in materia, di fatto agevola il diffondersi d’intolleranze che spesso sfociano in episodi violenti.

Fratellanza è un film diretto e sincero nel rappresentare coerentemente sullo schermo il desiderio e insieme la paura di esporsi, in una serie di sequenze piene di pathos assistiamo al crescere della tensione erotica tra i due protagonisti, fino al punto di non ritorno in cui il sentimento può solo esprimersi o esser represso fino a morire.

Il finale aperto del film invita alla speranza e auspica che nel conflitto tra ideologia e appartenenza al gruppo, sempre più spesso sia il pensiero individuale ad avere il sopravvento su quello collettivo.
Nicolo Donato ha iniziato a pensare al film dopo aver visto casualmente un documentario tedesco, molto probabilmente Men, Heroes and gay nazist di Rosa von Paunheim, che raccontava la storia di un militante neonazista, di giorno attivo partecipante ad azioni violente e pestaggi contro immigrati stranieri e omosessuali, di notte assiduo frequentatore di locali dichiaratamente gay.
Non è casuale nel film il riferimento a Ernst Röhm intimo amico di Hitler, omosessuale che organizzava festini con i suoi soldati e capo delle SA, l’esercito torturatore del terzo reich cancellato nel sangue dalle SS nella notte del 30 Giugno 1934 passata alla Storia come La Notte dei Lunghi Coltelli.

Con questa citazione storica, il film pone l’accento sul fatto che certe situazioni esasperate di machismo, presenti in ambienti in cui la cura del corpo è primario oggetto d’attenzione, portano con sé un elemento di edonismo naturale che fa di uno sviluppo muscolare, modello da ammirare. Lo sguardo come primo anello nella catena del desiderio è proprio della natura umana, l’espressione di tale desiderio, quando ricambiato e condiviso, contro ogni condizionamento culturale, è cosa naturale e degna di ogni rispetto.
Appropriata e bellissima nella sua estrema sintesi, una frase della canzone In santità del cantautore siciliano Luca Madonia: “E’ tutto relativo alle strade che hai incrociato se ti credi invulnerabile o finito per un bacio.” 
E’ un prezioso ricordo la confidenza di un amico che alla prima esperienza intima con un altro uomo mi confessò con un brivido di commozione: “Non mi sono mai sentito così vero!

 

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Broderskab
  • Regia: Nicolo Donato
  • Con: Thure Lindhardt, David Dencik, Nicolas Bro, Morten Holst, Claus Flygare, Hanne Hedelund, Lars Simonsen
  • Sceneggiatura: Rasmus Birch,
    Nicolo Donato
  • Fotografia: Laust Trier-Mǿrch
  • Musica: Simon Brenting,
    Jesper Mechlenburg
  • Montaggio: Bodil Kjærhauge
  • Produzione: Per Holst per Asta Film in coproduzione con Thure Lindhardt, David Dencik e Nicolas Bro per Film I Väst con il sostegno di The Danish Film Institute e Film Fyn
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Danimarca, 2009
  • Durata: 90’ minuti

 


DIDASCALIE IMMAGINI

- Locandina italiana
- Thure Lindhardt è il protagonista Lars
- David Dencik è Jimmy
- Nicolas Bro è Kiro / Hanne Hedelund è
  la madre di Lars / Morten Holst è Patrick
- Un raduno del gruppo neonazista

IN COPERTINA
Thure Lindhardt e David Dencik
sono Lars e Jimmy