Francis Bacon e la condizione esistenziale nell’arte contemporanea
di // pubblicato il 10 Ottobre, 2012
“Penso che l'arte sia un' ossessione per la vita e, dato che siamo esseri umani, la nostra più grande ossessione è quella per noi stessi. Secondariamente ci sono gli animali, poi i paesaggi”
Francis Bacon
Con la mostra inaugurata lo scorso 5 ottobre il Centro di Arte Contemporanea Strozzina e la sua brava direttrice Fransiska Nori propongono ai visitatori qualcosa di nuovo rispetto alla schema ormai consolidato degli eventi precedenti.
Scendendo le scale che conducono ai sotterranei di Palazzo Strozzi, sarà possibile ammirare – come da consuetudine – le opere di cinque giovani artisti contemporanei che utilizzando mezzi differenti (pittura, foto, video, body art), vanno ad esplorare e a sviscerare una tematica comune che in questo caso è quello della condizione esistenziale dell'uomo e il rapporto tra il suo corpo e il mondo circostante.

Ma la novità di questa esposizione è che queste opere sono state messe in relazione e condividono gli spazi della mostra con otto splendidi dipinti (affiancati da un vasto repertorio di materiali fotografici e di archivio) di Francis Bacon, il geniale pittore irlandese le cui opere sono caratterizzate da figure umane mostruose e deformi, assurte a metafora del dolore e del disagio esistenziale dell'uomo.
Tre di questi quadri, incompiuti, sono stati ritrovati nello studio dell'artista dopo la sua morte (e adesso conservati presso la Dublin City Gallery The Hugh Lane che ha collaborato all'organizzazione della mostra) e sono esposti per la prima volta in Italia.

“Obiettivo della mostra – ci spiega la Nori – non è cercare di creare dirette connessioni o rapporti di causa-effetto tra le opere di Bacon e quelle degli altri cinque artisti. Il percorso espositivo è ideato in modo da far sì che lo spettatore si metta in relazione con spazi che permettono un'immersione nella dimensione estetica ed emotiva propria di ognuna delle posizioni artistiche. Attraverso un andamento che potremmo definire “ad onde”, le opere di Bacon scandiscono l'inizio dell'esposizione per poi tornare in una sorta di eco nel seguito della mostra, mettendo a confronto personalità molto diverse che hanno in comune la capacità di coinvolgere il pubblico in una riflessione di carattere esistenziale sul vivere contemporaneo.”
La bellezza e l'incredibile suggestione che esprimono i quadri di Bacon infatti, non mettono in secondo piano le opere dei giovani, ma anzi – grazie anche all'ottimo lavoro svolto dai curatori della mostra – ne esaltano le qualità e la forza espressiva.
E' il caso del rumeno Adrian Ghenie che crea dipinti nei quali raffigura personaggi emblematici della storia recente con tratti che tuttavia ne rendono quasi irriconoscibile sia i volti che i corpi a testimonianza del tormento interiore che li caratterizza.

Identica inquietudine suscitano pure le videoanimazioni realizzate con la tecnica dello stop-motion dall'artista svedese Natahalie Djurberg e le metamorfosi dei suoi pupazzi di plastilina.

L'affascinante percorso della mostra si chiude con l'installazione site specific dell'italiano Arcangelo Sassolino, dove un pistone – che si attiva ad intervalli irregolari e casuali - mette in trazione una pesante fune legata a due travi fino al loro potenziale punto di lacerazione, che induce ad una riflessione sulla precarietà e l'incertezza della condizione umana.
