Forma e poesia nel jazz
di // pubblicato il 25 Aprile, 2010
Cagliari se ne sta lì davanti al mare, quasi ci si voglia buttare nell’acqua, dopo di lei per tanto non ci sarà più terra.
Dal prossimo 8 maggio e fino al 29 maggio a Cagliari avrà luogo Forma e Poesia nel Jazz, festival dedicato al jazz italiano, che con quest’anno giunge alla sua tredicesima edizione.
La rassegna curata dall’associazione culturale Shannara non ha bisogno di presentazioni e quest’anno i concerti si svolgeranno tutti nella sala grande e nel ridotto del Teatro Massimo, rinnovato e inaugurato nel febbraio dell’anno scorso dopo un sonno lungo durato 27 anni.

Massimo è un teatro relativamente giovane che tuttavia ha già trovato il tempo di farsi una storia.
Un incendio devastava il Politeama Regina Margherita nel ’42, mentre le bombe radevano al suolo il Teatro Civico nel ’43: Cagliari rimaneva senza un vero teatro fino al 1947, quando gli imprenditori Merello ponevano mano alla realizzazione del Teatro dalle mura di un vecchio mulino a vapore di proprietà della famiglia. Nasceva il Cineteatro Massimo con Cinegiardino per una superficie complessiva di ben 7500 mq, con 1500 posti circa all’interno e 2.500 all’esterno.

Correvano serate indimenticabili di cinema e di teatro soprattutto lirico, sul palcoscenico del Massimo che, a quel tempo, era il più grande d’Italia.
Negli anni ’70 i Merello cambiavano idea: l’operistica era stata spostata nel nuovo teatro di Piazza Porrino, il cinematografo era entrato in crisi e il teatro di prosa non bastava a mantenere la gestione. Nel 1982 un corto circuito pensava a chiudere le porte fino all’arrivo dei Fondi della Comunità Europea nel 2005.
Oltre al consueto spazio riservato ai musicisti jazz sardi, quest’anno il cartellone prevede la partecipazione all’evento di Filomena Campus (ormai internazionale) con i racconti di Stefano Benni su Thelonious Monk, la balcanica Kocani Orkestar, Enrico Rava con una piccola orchestra di nove elementi e il trio di Roma formato da Pietropaoli, Gatto e Rea.
Le serate si sono già allungate e gli organizzatori hanno pensato anche al dopo concerto, con vini, caffè e incontri musicali nella terrazza del teatro, a partire dalle 23.00, in compagnia di gruppi e artisti locali, mentre l’angolo della novità musicale darà appuntamento a Remo Anzovino, pianista miscelatore di jazz e rock punk, spunto interessante.
Sempre al Teatro Massimo, il fotografo cagliaritano Roberto Aymerich esporrà una mostra di suoi scatti sul jazz in Sardegna.
È consigliabile una puntatina alla spiaggia del Poetto per un piatto di spaghetti ai ricci di mare.