Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

di Elena Pratesi // pubblicato il 15 Giugno, 2009

Nasce a Venezia, nel nome di Emilio Vedova, un nuovo luogo dell'arte.
La Fondazione Emilio e Annabianca Vedova ha realizzato l'innovativo progetto di Renzo Piano per lo spazio espositivo che è stato inaugurato mercoledi' 3 giugno 2009 negli antichi Magazzini del Sale alle Zattere. In questo luogo, dove per cinquant’anni vissero i coniugi Vedova, Piano ha realizzato un’idea del grande artista scomparso, un’innovativa azione nata durante gli incontri tra Vedova e Piano, frequenti fin dagli anni Ottanta del secolo scorso; nell’immaginario di Vedova, il Magazzino era il luogo privilegiato per ospitare le sue opere, una sorta di “casa dell’arte”.

Principio cardine di questa ristrutturazione è la leggerezza: Renzo Piano infatti ha non ha toccato le volte, non ha toccato i solidi muri del gigantesco salone, eppure lo spazio risulta immaterialmente riempito da una sottile, modernissima, macchina leonardesca che strappa le opere di Vedova alla fissità dei muri in un rimbalzo infinito di chiaroscuri.

Una novità assoluta sul piano espositivo, grazie a un ingegnoso meccanismo che preleva le opere di Vedova attraverso un braccio meccanico e le porta davanti al pubblico, con un movimento circolare e un cambio continuo.

Quello che si voleva realizzare con questa esposizione era uno scenario espositivo in continuo mutamento e la soluzione è stata di dotare la location di un magazzino di stoccaggio opere robotizzato; il tutto gestito da un software creato appositamente il quale riesce a mettere il visitatore della mostra in condizioni di decidere dove, come e in che sequenza esporre le opere, potendo realizzare un numero infinito di scenari.

La concezione del Magazzino quale casa per l’arte era incentrata sull’idea di mobilità, per cui non è lo spettatore che va all'opera ma è l'opera che va incontro allo spettatore: il visitatore avvicina i quadri percorrendo un lungo piano inclinato in legno che evoca il ponte di una nave.

Le opere ritornano poi nel loro deposito per lasciare il passo ad un'altra serie; le tele verranno alternate secondo cicli che nel tempo consentiranno al pubblico di conoscere, seguendo percorsi diversi, l'intero lavoro di Vedova, con la possibilità anche del confronto con altri autori ed con altri progetti espositivi.

Durante i periodi di apertura della mostra i differenti scenari che si alternano danno vita ad una mostra completamente in movimento e sempre diversa.

Temi guida dell’intervento di Piano ai Magazzin del sale, diventato luogo d’incontro fra l’architetto e il pittore, sono stati quindi la leggerezza e la mobilità, quest’ultima realizzata concretamente con il ricorso a un sofisticato e innovativo dispositivo robotizzato, grazie a cui le opere vengono prelevate dal loro “deposito” in fondo al Magazzino e lentamente presentate, una per una, sospese a una navetta dotata di bracci mobili e orientabili.

Ne risulta così un luogo in cui le opere sono strappate alla fissità dei muri e sembrano “fluttuare” nell’aria («…i miei non sono quadri, ma respiri…», ripeteva Emilio Vedova): le opere scendono lungo le capriate per raggiungere la loro postazione, dominando lo spazio a diverse altezze all’interno di un campo di luce, per tornare, dopo essere state ammirate dal visitatore, nel loro deposito e lasciare il passo a un’altra serie di lavori.

Il risultato è un'esperienza museale che non ha eguali al mondo, con le tele che galleggiano e seguono il visitatore, e che Emilio Vedova, da poco scomparso, avrebbe di certo apprezzato come ha avuto modo di dire Alfredo Bianchini, Presidente della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova: ”Questa straordinaria e generosa idea di Renzo Piano realizza l'arte e la volontà di Emilio Vedova in questo luogo, i Magazzini del Sale, che definiva 'terribili' per la fatica che tanti uomini vi avevano speso, ma che tanto amava“.

Di fatto, il nuovo spazio ricostruisce l’idea espositiva, intima e personale, di Vedova portandolo alla scala del pubblico: i quadri sono mostrati uno di seguito all’altro senza interferenze tra loro come in studio.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Magazzini del sale
    Foto di Michele Crosera
  • Plastico Progetto Fondazione Emilio e Annabianca Vedova
    Foto di Michele Crosera
  • Ciclo '81 - Compresenze - 6
    (AD A.L.B)
    1981
    272x272 cm
    Pittura su tela
    Foto Paolo Mussat Sartor, Torino

Mappa

Dove e quando

  • Indirizzo: Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Dorsoduro 46 Calle dello Squero, Venezia
  • Sito web