Focus su Cagliari. Il Teatro Stabile della Sardegna
di // pubblicato il 18 Settembre, 2010
La costante voglia di allargare gli orizzonti ci porta ad occuparci dell’altra realtà insulare dell’Italia. Dopo la Sicilia si passa alla Sardegna. Il Teatro Stabile della Sardegna (Cagliari), sotto la pregevole direzione artistica del regista Guido De Monticelli, distintosi già in passato per le scelte di programmazione, offre un cartellone sensibile ed attento sia verso realtà isolane che verso panorami più propriamente nazionali ed europei.

Iniziando con …tanti ricordi e nemmeno un rimpianto di Rosalba Ziccheddu si passa a inaugurare la nuova stagione con Storie a Mare!- Verso l’America di Guido De Monticelli. Frutto della collaborazione tra l’ente e la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, lo spettacolo mette in scena varie storie, piene di sogni e speranze, di un vascello di emigranti verso le Americhe, innestate su scelte musicali capaci di spaziare dall’opera italiana al varietà, sino ad arrivare al jazz di Harlem.
Per le riattivazioni dei classici, nel senso meldolesiano del termine, la proposta cagliaritana tocca Shakespeare e Moliere. Per il primo Un Sogno nella Notte dell’Estate, firmato Massimiliano Civica - Premio Ubu alla regia nel 2008, con in scena il Teatro Stabile dell’Umbria/Compagnia Il Mercante - e per il secondo L’Avaro nella regia di Marco Martinelli del Teatro delle Albe di Ravenna.
Il Teatro dell’Argine dà voce a Telemaco. Una nuova prospettiva sugli avvenimenti decantati da Omero, ricca di istinto e carica giovanile, vede impegnata la compagnia nell’Odissea di Marco Perrotta.

L’ensemble tutto al femminile Miti Pretese si confronta con Roma ore 11 di Elio Preti, spettacolo nato dall’inchiesta che condusse l’autore per il regista Giuseppe De Santis.
La vis comica e irriverente di Alessandro Bergonzoni, Il Mistero Buffo di Dario Fo con Paolo Rossi e La Vita in Versi di e con Franco Graziosi garantiscono ai grandi nomi e mattatori del teatro nazionale la loro presenza sul palcoscenico cagliaritano alla quale fanno da contraltare scelte più squisitamente sarde.
A tinteggiare il sapore della lingua e della cultura sarda ci sono Il Ballo delle Anime (Su Ballu ‘s is Animas) di Veronica Cruciani e Nozze di Sangue di Garcìa Lorca nella trasposizione dell’autore nuorese Marcello Fois. La prima, ambientata in un cimitero di un paese sardo popolato da anime decedute, offre un grande affresco sfaccettato sui problemi e sulle differenze sociali riservate dalla vita, mentre la seconda, per la regia di Serena Sinigaglia, scaturisce da un melange linguistico tra spagnolo, italiano e sardo.

A concludere la stagione sono chiamate due autrici di fama internazionale ambedue impegnate in trilogie. Dal sud mediterraneo arriva la Trilogia degli Occhiali, ultimo lavoro di Emma Dante per la sua compagnia Sud Costa Occidentale, una delle realtà nazionali più conosciute ed apprezzate all’estero e dall’est balcanico la Trilogia di Belgrado della drammaturga serba politicamente impegnata Biljana Srbljanović. Questo lavoro, debuttato per la prima volta a Belgrado nel 1997 e qui per la regia di Paolo Magelli, denuncia il malessere sociale e la continua violenza subita dalla società serba durante i conflitti oscillando sempre tra la voglia di abbandonare tutto e la necessità di un rapporto costante con le proprie radici culturali.