Fòcara: il fuoco più grande del bacino del Mediterraneo
di // pubblicato il 10 Gennaio, 2011
Nata per la Festa del Patrono Sant'Antonio Abate, la "focara" è il simbolo di Novoli e ancora oggi racconta l'identità di un territorio attraverso un evento carico di simboli legati alla cultura popolare e contadina.

L'origine è materia controversa e sembra risalire al quindicesimo secolo, nel periodo di una presenza veneziana a Novoli che esercitava il commercio sulla produzione locale di vino, olio e bambagia oltre a gestire un centro di allevamento di cavalli (La Cavallerizza).
La "focara" rimanda al fuoco, al quale Sant'Antonio Abate è inscindibilmente legato, secondo riti e tradizioni ancestrali.

Un monumento unico, un enorme falò di tralci di vite secchi, lavorati e assemblati con tecniche antichissime tramandate di padre in figlio, per una pira di circa venti metri di diametro e 20-22 metri di altezza, certamente la più grande del bacino del Mediterraneo.
Da secoli, ogni anno, questo falò sacro e rigenerante della terra, viene acceso la sera della vigilia della festa con una gragnuola di fuochi pirotecnici. Dalla Puglia, un messaggero di pace nel mondo diventa universale simbolo di solidarietà e la piazza Tito Schipa che lo ospita conta la presenza di almeno 50.000 persone.

La "costruzione agricola" viene accesa la sera del 16 gennaio e rappresenta il punto di riferimento per gli eventi e le manifestazioni, che durano fino a notte inoltrata.
Per rendere l'appuntamento imperdibile, tanti gli eventi in calendario dal 6 al 18 gennaio, dalla riscoperta di un tratto meno noto e celebrato della medievale via Francigena a cui verrà dedicato un convegno, alla vetrina di prodotti tipici e enogastronomici, dal concorso fotografico "La Fòcara, paesaggi di fuoco e spirito mediterranei" alla collaborazione con l’associazione “Forlife onlus” per la realizzazione di progetti umanitari per l’Africa “Fòcara for Africa”, fino ai concerti e agli spettacoli intorno al fuoco.