Flora Romana

di Sara Pietrantoni // pubblicato il 28 Giugno, 2010

Quale scenario migliore poteva ospitare la mostra di quell’artista che, forse più di ogni altro, ha legato la sua carriera ai fiori? Villa d’Este a Tivoli, con i suoi splendidi giardini, fa da degna cornice a Flora Romana. Fiori e cultura nell’arte di Mario de’ Fiori.
Organizzata dalla De Luca Editori d’Arte, curata da Francesco Solinas e promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, l’esposizione è la prima grande retrospettiva dedicata a questo artista: le oltre sessanta opere esposte tracciano un quadro esaustivo della formazione e delle committenze del pittore, ma anche dei suoi allievi e seguaci, in modo da poter ricostruire il contesto culturale della Roma del Seicento.

Nato nel 1603, Mario Nuzzi è esponente di un’antica famiglia di possidenti e commercianti che dall’Umbria si trasferisce, alla fine del Cinquecento, a Roma e, successivamente, a Penna in Teverina. Qui il giovane Mario intraprende lo studio della floricoltura, grazie soprattutto al padre Sisto, grande appassionato di fiori e buon coltivatore, tanto da poter rifornire i più celebri giardini romani. Il biografo del pittore, Leone Pascoli, traccia un quadro assai vivido della giovinezza di Mario: “aveva […] in una loggia di casa molti vasi di fiori, di cui assai si dilettava, e non poco tempo nella loro coltivazione per rinnovarli ogni anno impiegava, [Mario] vi prese a poco a poco egli pure qualche amore, ed a gara cercavano de’ più rari […]. Ne ebbero finalmente certi così vaghi, che sparsene pel vicinato la voce corse per tutta la contrada, e pochi vi rimasero, che non andassero a vederli. Disse allora il figlio al padre, che voleva prima che andasser male disegnarli, e disegnati che gli ebbe, conforme aveva già principiato a far qualche quadretto, e che gli pareva di maneggiar competentemente bene i colori, li colorì tali quali egli erano in una tela al naturale”.

Tornato a Roma, il giovane Mario frequenta la bottega dello zio Tommaso Salini, che fu tra i primi in città a riprendere e a sviluppare l’iconografia, prettamente nordeuropea, del vaso di fiori isolato: qui il pittore può perfezionare il suo stile e cominciare a frequentare i nobili e facoltosi committenti (dai Rospigliosi ai Barberini, dai Colonna ai Theodoli) che, alla morte dello zio, lo renderanno tra gli artisti più richiesti e apprezzati in tutta Europa. I suoi vasi fioriti, tanto celebri da far dimenticare il cognome stesso dell’artista, sono tra i rappresentanti più autorevoli del gusto raffinato, barocco ma al tempo stesso estremamente elegante, dell’epoca.

La fortuna di Mario va inserita in un contesto più ampio, che vede nascere, alla fine del XVI secolo, un grande interesse per tutto ciò che riguarda la coltivazione dei fiori e la loro riproduzione a stampa o in pittura. In quegli stessi anni la città si pone come modello di riferimento anche per lo studio e la ricerca sulla botanica: alla fine del Cinquecento Andrea Cesalpino, già direttore dell’orto botanico di Pisa, viene chiamato in città dall’allora papa Clemente VIII Aldobrandini per divenire archiatra pontificio e professore di medicina alla Sapienza. Sarà lui ad introdurre un nuovo sistema di classificazione botanica basato sull’osservazione diretta delle piante e a favorire, seppur indirettamente, lo sviluppo dell’illustrazione scientifica, nella quale si cimenteranno anche artisti di fama. Sulla scorta del Cesalpino nasceranno a Roma ricchi giardini privati, nei quali sarà possibile ammirare specie provenienti da tutta Europa. In un affascinante gioco di specchi, quegli stessi fiori rari saranno ritratti da Mario e dalla sua scuola per ornare le camere di re e regine, principi e cardinali.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Mario de’ Fiori e Girolamo Troppa (?) 
    Ghirlanda di fiori con Erminia fra i pastori, 1660 ca.
    Olio su tela
    cm 102 x 89
    Collezione Privata, Monaco
    (Courtesy of Eckart Lingenauber)
  • Mario de’ Fiori
    Iris, garofani, passiflore, giacinti e anemoni in un vaso dell’estremo Oriente, 1635 ca.
    Olio su specchio
    cm 51 x 38
    Collezione privata da Casa Barberini
  • Abraham Brueghel (1631 – 1690)
    Delfinium, rose, tulipani, garofani e gelsomini in un cestino, 1660 ca.
    Olio su tela
    cm 37,5 x 46,5
    Collezione Privaata 


In copertina
un particolare di
Mario de’ Fiori
Iris, garofani, passiflore, giacinti e anemoni in un vaso dell’estremo Oriente

Mappa

Dove e quando

Flora Romana. Fiori e cultura nell’arte di Mario de’ Fiori

  • Date : 26 Maggio, 2010 - 31 Ottobre, 2010
  • Indirizzo: Villa d'Este, Piazza Trento 5, Tivoli (RM)
  • Sito web

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