Firenze Scienza. Le collezioni, i luoghi e i personaggi dell’800
di // pubblicato il 18 Novembre, 2009
Clima e contesto della prima metà del XIX secolo fecero di Firenze una delle capitali europee della scienza, città che nel corso dell’ottocento ebbe un ruolo di primo di primo piano nell’ambito scientifico italiano e internazionale: tutto questo per la prima volta viene esposto nella mostra “Firenze 1829. Arte, scienza e società”.
Curata dalla ottocentista Silvestra Bietoletti, promossa dal comune di Firenze e prodotta dall’ente Cassa di Risparmio per il ciclo Piccoli Grandi Musei, la mostra presenta fino a maggio 2010 circa settanta oggetti, di cui dipinti, sculture, disegni, suppellettili e strumenti scientifici provenienti da musei, istituti italiani e raccolte private.
Il circuito espositivo vuole documentare gusti, urbanistica, interessi collezionistici, filantropici e di progresso della Firenze pre-risorgimentale; mostra capofila che l’ente Cassa organizza per la valorizzazione del patrimonio conosciuto di Firenze nel suo rapporto con la scienza, riproposto rivisitato e ottimizzato.

Questa volta non fanno da protagonista le espressioni dell’arte, bensì la scienza e le innovazioni tecnologiche che rappresentano anche il quotidiano, mostrando un’idea di società avanzata all’interno di un universo in costante movimento.
Tra gli strumenti scientifici e alcune delle grandi innovazioni scientifiche presenti alla mostra si trovano la prima telescrivente, inventata dal fiorentino Lorenzo Turchini, i primi moderni strumenti chirurgici del medico Carlo Burci, e perfino una delle primissime macchine fotografiche acquistata da Daguerre stesso a Parigi da tal Marchese Grimaldi che, incapace di usarla, la vendette subito per 20 zecchini al gabinetto di fisica diretto da Antinori.

Tra i dipinti sono presenti i ritratti degli scienziati Vincenzo Antinori e Giovanbattista Amici, ”La casa di Galileo” del macchiaiolo Borrani, un panorama di Firenze con i ponti di ferro (Gherardi) e una veduta della fattoria di Meleto di Cosimo Ridolfi, che fu anche fondatore della Cassa di Risparmio di Firenze di cui si festeggiano quest’anno i 180 anni.
Sono presenti inoltre acquerelli, disegni e progetti architettonici, ma anche sculture come quelle di Aristodemo Costoli, autore del Galieo della Specola; numerosi gli oggetti decorativi che documentano lo spirito del tempo informa di fiori di stoffa, vasi di bronzo, disegni con puttini e angioletti, libri con decorazioni floreali e cataloghi di floricoltori.

Il volume che accompagna la mostra prende per mano il visitatore e conduce alla scoperta di questo percorso espositivo, ”i vari saggi e il bel corredo di immagini ricompongono quel tessuto pulsante di ricerche scientifiche e applicazioni tecnologiche che caratterizzò la firenze ottocentesca” - come scrive Cristina Acidini nella presentazione dello stesso - “e che fu lo humus da cui trassero origini e spinta vitale i musei scientifici della città”.
Questo volume si occupa di una parte significativa della scienza in Toscana,dal 1829 al 1859, un intervallo cronologico in cui si sono focalizzate le varie iniziative espositive organizzate all’interno del progetto Firenze Scienza: un trentennio un cui Firenze la Toscana furono sia capitale intellettuale dell’Italia sia uno dei centri europei del sapere scientifico.