Firenze, Caravaggio e Caravaggeschi
di // pubblicato il 21 Maggio, 2010
Se quella del Quiranale è mostra dove corre l'obbligo aver visto, non perché semplicemente stupenda, ma per il trend culturale che lo impone, per la proposta dal Polo Museale Fiorentino si sceglie di venire a Firenze per non perderla.
Accanto alle opere del Maestro, in un percorso che da Palazzo Pitti arriva a Villa Bardini passando dagli Uffizi, oltre dieci dozzine di capolavori del caravaggismo internazionale, quegli autori capaci, nei primi decenni del Siecento, di rinnovare pittura e iconografia, sacra e profana.
Un viaggio alla scoperta delle novità artistiche legate al naturalismo e alla rappresentazione della realtà quotidiana, della luce e dell'ombra.

A quarant’anni dalla mostra curata da Evelina Borea, Caravaggio e caravaggeschi nelle Gallerie di Firenze, con un titolo molto simile, l'attualizzazione delle ricerche così, nelle scelte preparatorie della mostra, la vasta bibliografia sopraggiuta, i reperti archivistici, le nuove attribuzioni, le risultanze critiche dopo recenti restauri.
Le opere di Caravaggio presenti basterebbero da sole a giustificare una mostra comprendo tutto l'arco della sua vita: i giovanili Bacco e Medusa, il Sacrificio di Isacco, il Cavadenti, il Cavaliere di Malta, l'Amorino dormiente, il Ritratto di cardinale detto “Baronio” - del quale viene poposta l'attribuzione anche in seguito alle rivelazioni operate dal restauro -Maffeo Barberini (proprietà privata in favore della cui autografia si era già espresso Gianni Papi e il recentissimo restauro impone una riconsiderazione approfondita).
I Caravaggeschi arrivati a Firenze, in particolar numero per la curiosità e la passione dei Medici - primo fra tutti Cosimo II che si accorse di quella dirompente novità - ma anche per la committenza e collezionismo storico di note Famiglie fiorentine: Corsini, Gerini, Guicciardini e Martelli.
Su tutti il caso della famiglia Guicciardini che nel 1620, nella cappella di Santa Felicita, tentò di riunire tre pale d’altare di tre diversi protagonisti del movimento caravaggesco: Cecco del Caravaggio, Gerrit Van Honthorst e lo Spadarino.
Se queste opere fossero state collocate alle pareti della cappella (di cui la mostra offre una ricostruzione virtuale) avrebbero potuto cambiare il corso della pittura del Seicento a Firenze.
Va detto infatti che, nonostante la lungimiranza dei Granduchi, Firenze e i suoi pittori, rimasero indifferenti, forse anche ostili, alle novità del naturalismo caravaggesco, rimanendo legati alla forte tradizione locale del disegno accademico perdendo una grande occasione per la loro pittura.

La soprintendente Cristina Acidini, aggiunge "Ci si può chiedere, allora, – e questa mostra se lo chiede, dando ben argomentate risposte – quale fosse l’accoglienza riservata a Firenze alla pittura del Caravaggio, rappresentata al tempo di Cosimo II e, dopo la sua morte, delle Serenissime Tutrici, da un numero importante di quadri riconducibili al Merisi; e quale poi la ricezione dei seguaci, presenti chi di persona a Firenze come Artemisia Gentileschi, Battistello Caracciolo, Theodor Rombouts, e chi attraverso le proprie opere, provenienti dal mercato internazionale. A voler sottolineare il rapporto tra la pittura dei primi decenni del Seicento con la musica (come si usa fare, creando paralleli coll’innovativo “recitar cantando” teorizzato e praticato dalla Camerata de’ Bardi), si è andati a cercare, per rubare una ben riuscita espressione ad Anna Dolfi in un suo discorso pubblico, «la voce scura del vero»: in quali stanze, con quali note risuonasse".
Con il fondamentale contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, nel celebrare Caravaggio, si è voluto rendere omaggio anche a colui che prima di ogni altro lo ha riscoperto: Roberto Longhi e Villa Bardini ospita una mostra curata da Mina Gregori intitolata "Caravaggio e la modernità. I dipinti della Fondazione Longhi" con quadri acquisiti dal grande storico dell'arte nel corso della sua vita, dal Ragazzo morso dal ramarro di Caravaggio ai dipinti dei suoi primi seguaci. Resterete incantati.

Dopo la visita alla Galleria Palatina - fermatevi a vedere il film realizzato da Tina Lepri ed Edeck Osser in quel gioiello che la la saletta affrescata dall'Allori solitamente chiusa - noi giornalisti abbiamo usato il Corridoio Vasariano per raggiungere gli Uffizi. Per tutti voi è però disponibile la "Caravaggio Card" per le tre distinte sedi museali. La card consente l’ingresso alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti, alla Galleria degli Uffizi e a Villa Bardini a un prezzo conveniente e comprende le prenotazioni d'ingresso evitando possibili code.
Questa breve presentazione sarà seguita, nei prossimi mesi, da almeno due diversi approfondimenti.
Concludo con la felice annotazione che il Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha portato il suo saluto in conferenza stampa fra lo stupore generale trattandosi di pratica ignota a chi lo ha preceduto. Forza di Caravaggio?